Elezioni Germania, i liberali di Lindner festeggiano: "Risultato storico"
dal nostro inviato Giampaolo Cadalanu , dal nostro inviato Giampaolo CadalanuBERLINO – C’erano diverse ambizioni più o meno dichiarate nella campagna dei liberali: la Fdp doveva strappare un risultato a doppia cifra, doveva avvicinarsi ai Verdi, doveva diventare indispensabile per quasi ogni coalizione e magari, perché no?, doveva garantire un posto di responsabile delle Finanze al leader Christian Lindner. In tarda serata almeno tre obiettivi sembrano raggiunti. E la soddisfazione era palpabile nella Hans Dietrich Genscher Haus. La Germania del futuro avrà con tutta probabilità sfumature di giallo. E le chances di Lindner, di ottenere un ministero importante, sono solide.
“L'Fdp ha ottenuto uno dei migliori risult…
BERLINO – C’erano diverse ambizioni più o meno dichiarate nella campagna dei liberali: la Fdp doveva strappare un risultato a doppia cifra, doveva avvicinarsi ai Verdi, doveva diventare indispensabile per quasi ogni coalizione e magari, perché no?, doveva garantire un posto di responsabile delle Finanze al leader Christian Lindner. In tarda serata almeno tre obiettivi sembrano raggiunti. E la soddisfazione era palpabile nella Hans Dietrich Genscher Haus. La Germania del futuro avrà con tutta probabilità sfumature di giallo. E le chances di Lindner, di ottenere un ministero importante, sono solide.
“L'Fdp ha ottenuto uno dei migliori risultati elettorali della sua storia”, ha annunciato il presidente, sottolineando che per la prima volta il partito ha ottenuto risultati a due cifre in elezioni federali consecutive. Per Lindner è un successo personale: aveva raccolto il partito dopo il disastro del 2013, quando i liberali erano stati esclusi per quattro anni dal Bundestag per non aver superato la soglia di sbarramento del 5 per cento, e lo aveva portato al 10,7 per cento. Ora l’esito delle urne consolida questo risultati.
Lindner assapora il trionfo personale e non ne abusa, preferendo sottolineare che il voto indica una volontà popolare precisa, cioè che si formi un governo di centro. In altre parole, quando ancora il duello in testa non appare deciso, per la Fdp resta ancora preferibile una coalizione con i colori della bandiera giamaicana: Nero, Verde e Giallo, cioè una maggioranza con Cdu e Grünen. Era la prima scelta, dichiarata. Secondo la stampa tedesca, Lindner fino all’ultimo ha creduto nella possibilità che Cdu e Csu fossero in grado di mantenere il primato e dunque l’opportunità di formare un governo.
L’alternativa è sempre quella del “Semaforo”, che al posto della Cdu preveda i socialdemocratici. Ma questa sembra una possibilità poco gradita per Lindner: per un partito vicino all’imprenditoria, far parte di una coalizione con la sinistra e gli ambientalisti resta vagamente imbarazzante. Ma l’andamento della campagna elettorale ha costretto il leader liberale a un cambiamento di programma, scrive la Süddeutsche Zeitung, e Lindner è tornato con il pensiero al 1969 e al 1976, quando alla Cancelleria è andato un socialdemocratico anche dopo che l’Unione aveva la maggioranza. Quindi, si ritorna alle regole: non è chi arriva primo che conta, ma chi riesce a costruire una maggioranza.
Per questo la prospettiva dell’Fdp è fare squadra con i Verdi. Non vale più l’alternativa secca proclamata in chiusura di campagna elettorale, a Düsseldorf: “O le tasse più alte con Habeck, o il voto per Lindner”. Poi è arrivato un tono più pacato, e le prime aperture. Dopo tutto, l’orizzonte è quello della modernizzazione della Repubblica federale: la sfida del cambiamento climatico è soprattutto una grande occasione di business.