Islanda, contrordine compagne: le donne sfiorano solo la maggioranza in Parlamento
di Andrea Tarquini , di Andrea TarquiniBERLINO - Colpo di scena in Islanda, dove ieri si sono svolte le elezioni nazionali. Secondo i primi dati, resi noti in tarda mattinata, le donne erano diventate maggioranza nel Parlamento unicamerale della capitale Reykjavík (lo Althingi) con 33 seggi su 63. Sarebbe stata una prima volta europea. E tutti i media mondiali fino a questa tarda domenica sera hanno sparato la notizia come un grande balzo in avanti a favore della gender equality. Ma le donne sono rimaste maggioranza solo per poche ore. Perché poi stasera è stato completato un riconteggio: calcolo di compensazione di voti andati a partiti e insufficienti in questo o quel distretto elettorale. Ed è risultato che i seggi andavano ridistribuiti.
Quindi il nuovo Althingi avrà 33 deputati maschi e 30 donne. Le donne aumentano, da 24 a 30, questo è comunque un successo, ma il primato europeo di primo Paese con un Parlamento al femminile è svanito. Il primato quantitativo del numer…
BERLINO - Colpo di scena in Islanda, dove ieri si sono svolte le elezioni nazionali. Secondo i primi dati, resi noti in tarda mattinata, le donne erano diventate maggioranza nel Parlamento unicamerale della capitale Reykjavík (lo Althingi) con 33 seggi su 63. Sarebbe stata una prima volta europea. E tutti i media mondiali fino a questa tarda domenica sera hanno sparato la notizia come un grande balzo in avanti a favore della gender equality. Ma le donne sono rimaste maggioranza solo per poche ore. Perché poi stasera è stato completato un riconteggio: calcolo di compensazione di voti andati a partiti e insufficienti in questo o quel distretto elettorale. Ed è risultato che i seggi andavano ridistribuiti.
Quindi il nuovo Althingi avrà 33 deputati maschi e 30 donne. Le donne aumentano, da 24 a 30, questo è comunque un successo, ma il primato europeo di primo Paese con un Parlamento al femminile è svanito. Il primato quantitativo del numero di donne in un Parlamento europeo resta comunque in mano all´Islanda. Le donne legislatrici sono ora il 47,6 per cento, poco piú del 47 per cento della Svezia.
In Islanda del resto i primati di gender equality sono molti: leggi per la parità salariale di genere dal 1961, divenuta poi legge severissima dal 2018 con l´obbligo ai datori di lavoro di segnalare alle autorità la retribuzione di ogni dipendente pena durissime pene e sanzioni in caso di disparità retributiva di genere. E nel 1980 la prima presidente della repubblica liberamente eletta donna, Vigdis Finnbogadóttir.
Calano i Verdi della premier Jakobsdóttir
La premier uscente, la giovane leader dei Verdi di sinistra Katrin Jakobsdóttir, vede peraltro i consensi del suo partito scendere al 13,4 per cento, mentre il suo partner della coalizione uscente di larghe intese, il navigato e carismatico leader dello storico partito conservatore Partito dell´Indipendenza, Bjarni Benediktsson, si rafforza confermandosi econe prima forza politica al 24 per cento. "Non vedo certo un rafforzamento della sinistra", ha commentato, e Katrin Jakobsdóttir ha detto: "Non c´è nulla da nascondere, ci è andata male".
Sulla carta la coalizione uscente tra Verdi Indipendenza e forze minori è rafforzata con 38 seggi sui 63 dell´Althingi. Ma Benediktsson ora ha le mani libere per cercare di tornare lui premier (lo era già stato) con qualsiasi formula di coalizione. La destra del partito del progresso di Sigurdur Ingi Johannsson vola infatti con 13 seggi, quanti quelli dei Verdi, e anche Johannsson teoricamente coalizzandosi con altri partiti minori potrebbe andare al potere. Adesso si annunciano lunghi negoziati dall'esito imprevedibile.