Navi britanniche nello stretto di Taiwan: per Pechino a rischio la stabilità dell'area
dal nostro corrispondente Antonello Guerrera , dal nostro corrispondente Antonello GuerreraLONDRA - La fregata britannica HMS Richmond ha attraversato ieri lo stretto di Taiwan, al largo della Cina, scatenando la furia di quest'ultima: "Intenzioni maligne", è stata la reazione di Pechino, che sta aumentando sempre di più la pressione politica e militare sull'isola, e allo stesso tempo i crescenti timori internazionali di una prossima invasione. "Una legittima rotta in acque internazionali mentre ci dirigevamo verso il Vietnam", ha risposto Londra.
La marina americana è l'unica a compiere operazioni di questo genere, una volta al mese. Ora, a differenza di altri Paesi, lo ha fatto anche la Royal Navy, dopo molti anni: l'ultima fregata britannica ad attraversare lo stretto di Taiwan fu la HMS Kent nel 2008, mentre la nave da ricognizione HMS Enterprise salpò in quelle acque due anni fa. Ciò a conferma della convergenza militare e geostrategica sempre più marcata tra Stati Uniti e Regno Unito nell…
LONDRA - La fregata britannica HMS Richmond ha attraversato ieri lo stretto di Taiwan, al largo della Cina, scatenando la furia di quest'ultima: "Intenzioni maligne", è stata la reazione di Pechino, che sta aumentando sempre di più la pressione politica e militare sull'isola, e allo stesso tempo i crescenti timori internazionali di una prossima invasione. "Una legittima rotta in acque internazionali mentre ci dirigevamo verso il Vietnam", ha risposto Londra.
La marina americana è l'unica a compiere operazioni di questo genere, una volta al mese. Ora, a differenza di altri Paesi, lo ha fatto anche la Royal Navy, dopo molti anni: l'ultima fregata britannica ad attraversare lo stretto di Taiwan fu la HMS Kent nel 2008, mentre la nave da ricognizione HMS Enterprise salpò in quelle acque due anni fa. Ciò a conferma della convergenza militare e geostrategica sempre più marcata tra Stati Uniti e Regno Unito nell'Indo-pacifico in chiave anticinese, come ha dimostrato l'ultima alleanza "Aukus" nella fornitura di sottomarini nucleari all'Australia. Un annuncio che ha fatto infuriare la Francia e il suo presidente Emmanuel Macron, sentitisi scalzati in quella che è e sarà una campale battaglia geopolitica nei prossimi decenni.
Londra rivendica il suo diritto di navigare "legalmente in acque internazionali", stessa formula di quando qualche mese fa la Royal Navy si è fatta vedere al largo della Crimea scatenando una mezza reazione e la rabbia della Russia. C'è da dire che il Regno Unito non ha mandato nello stretto la portaerei HMS Elizabeth, che sarebbe stato considerato un atto ancora più ostile da Pechino. Ma questa ha lasciato Guam nelle ultime ore e starebbe per ricongiungersi con le pari americane USS Ronald Reagan e USS Carl Vinson nei pressi del canale di Bashi.
Manovre che stanno plasmando quella che può essere considerata la più grande flotta occidentale nel Mar del Pacifico negli ultimi 40 anni. Manovre che, secondo Pechino, "mettono a serio rischio la stabilità dell'area: le nostre truppe e navi sono sempre in allerta per rispondere a ogni minaccia o provocazione". L'unica portaerei operativa nell'area cinese è stata già mobilitata. Mentre la HMS Richmond ieri è stata "scortata" da due navi cinesi nel tragitto dal Giappone e Taiwan, e sorvolata da aerei di Pechino e Taiwan ma in modalità "non aggressiva", ha sottolineato il Ministero della Difesa britannico al Times.
Insomma, le operazioni congiunte anglo-americane nel mar delle Filippine continuano, e in maniera sempre più intensa. Perché l'Indo-Pacifico è un'area cruciale per gli Stati Uniti e per il primo ministro brtiannico Boris Johnson nel contenimento della Cina e ha rigenerato la "Special Relationship" tra i due Paesi, dopo qualche frizione negli ultimi anni.