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Puigdemont, sospesa l'estradizione. Il leader catalano twitta la foto della targa per Giovanni Falcone

La richiesta della Procura generale alla Corte d'appello di Sassari che in due ore ha dato l'ok. L'ex presidente è libero e può tornare a Bruxelles. Era stato brevemente arrestato su mandato spagnolo. Sull'aula intitolata al giudice ucciso dalla mafia: "Da qui non poteva che uscire una decisione giusta"
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SASSARI - Sospensione dell’estradizione: la richiesta è arrivata dalla Procura generale alla Corte d’appello di Sassari. A cui si è ovviamente affiancata quella della difesa. E il collegio giudicante di tre magistrati ha deciso in quasi due ore: accolta. L'ex presidente della Catalogna, di Carles Puidgemont, è libero e può tornare a Bruxelles. Per il legale sassarese Marras: "Un risultato assolutamente positivo", come ha spiegato all'uscita.

Puigdemont più tardi ha twittato una foto che mostra la targa di dedica dell'aula a Giovanni Falcone e ha commentato: "Da un'aula che porta questo nome non poteva uscire che una decisione giusta".

 

SASSARI - Sospensione dell’estradizione: la richiesta è arrivata dalla Procura generale alla Corte d’appello di Sassari. A cui si è ovviamente affiancata quella della difesa. E il collegio giudicante di tre magistrati ha deciso in quasi due ore: accolta. L'ex presidente della Catalogna, di Carles Puidgemont, è libero e può tornare a Bruxelles. Per il legale sassarese Marras: "Un risultato assolutamente positivo", come ha spiegato all'uscita.

Puigdemont più tardi ha twittato una foto che mostra la targa di dedica dell'aula a Giovanni Falcone e ha commentato: "Da un'aula che porta questo nome non poteva uscire che una decisione giusta".

 

Dalle 11 di questa mattina nel palazzo a specchi del nord della Sardegna si discute sul caso internazionale del leader indipendentista accusato di sedizione che vive in esilio in Belgio. L’ex presidente della Catalogna era stato arrestato ad Alghero, dieci giorni fa, su mandato spagnolo e poi subito rilasciato dopo nemmeno ventiquattro ore nel carcere di massima sicurezza di Bancali. A decidere il collegio presieduto dal magistrato Salvatore Marinaro (insieme a Plinia Azzena e Maria Teresa Lupinu) a cui la procuratrice Gabriella Pintus ha chiesto appunto la sospensione del procedimento a suo carico. A supporto della richiesta la necessità che si chiudano le pendenze, in particolare due. Una è la competenza sul mandato d'arresto europeo, di fatto mai eseguito dal Belgio. La seconda è il procedimento sull'immunità da europarlamentare. Uno status al momento sospeso per Puidgemont dal Tribunale europeo dal 30 luglio. E se il giudice spagnolo ha ribadito “la consegna immediata” al tribunale sassarese, l’ex presidente della Generalitat ha rilanciato con un procedimento urgente di ripristino. Per entrambe le questioni le decisioni devono essere "definitive". "Ed è indispensabile siano risolte entrambe prima di un eventuale riavvio", ha specificato l'avvocato Marras.

E non è un caso che l'ex presidente catalano sia arrivato con gli altri due europarlamentari (Toni Comín e Clara Ponsatí) che hanno la sua stessa posizione giudiziaria: un gesto considerato di sfida nei confronti del Tribunale supremo spagnolo. All’arrivo a Sassari nessuna sua dichiarazione a favore delle decine di tv (soprattutto spagnole e catalane): né sue, né dei legali (il sardo Agostinangelo Marras e il catalano Gonzalo Boye). Subito è scattato un corridoio di sicurezza, una fila di uomini a braccetto, per scortarlo fino all'ingresso dal pulmino nero che da domenica accompagna lui e lo staff negli spostamenti tra Sassari e Alghero. Ad attenderlo le delegazioni catalane, corse, sarde. Ovunque bandiere identitarie e di rivendicazione: i quattro mori sardi, il moro solitario della Corsica, le strisce gialle e rosse catalane e addirittura quella della Nuova Caledonia, impegnata in un nuovo referendum per l’indipendenza dalla Francia a dicembre. "Oe in Catalunia, cras in Sardigna", questo l'auspicio degli indipendentisti sardi (oggi in Catalogna, domani in Sardegna).

Un verdetto atteso da applausi e dai cori “Llibertat, llibertat!”, “Viva la nostra indipendentzia” scanditi dai sostenitori con striscioni che inneggiano alla fratellanza tra "popoli oppressi", contro "un processo politico". Un procedimento e un’attenzione mediatica che ha rianimato anche in Sardegna le tante sigle indipendentiste, con più di cento attivisti già dalla prima mattina in sit-in: “Se ci basassimo sulle presenze e l’energia di oggi dovremmo prendere il 20 per cento”, dice amaro uno di loro. Non c’è stata invece l’attesa contromanifestazione del partito di estrema destra spagnolo Vox, a favore dell’estradizione. Per cui sono state presentate delle azioni legali, e infatti una delegazione di tre è entrata all’interno della Corte d’appello come parte, senza slogan né rivendicazioni. Lo spiazzo sardo è rimasto tutto per gli indipendentisti. E per Puidgemont, atteso all'uscita come una star. Parlerà solo questo pomeriggio, ripetono dal suo staff. Durante una conferenza stampa organizzata da giorni ad Alghero, sua base logistica, prevista nel tardo pomeriggio.

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