La sfida di Klara Dobrev: "La mia Ungheria è stanca di populismo e maschilismo, sono pronta a battere Orbán"
di Andrea Tarquini , di Andrea TarquiniBERLINO - "Voglio vincere contro Orbán come donna, per ridare alla mia Ungheria europeismo, democrazia, gender equality e stroncare corruzione e rapporti oscuri con Russia e Cina". Cosí nell'intervista esclusiva a Repubblica parla Klara Dobrev, 49 anni, socialdemocratica, vincitrice a sorpresa del primo round delle primarie dell´opposizione per scegliere chi sfiderà il primo ministro in carica Victor Orbán alle politiche di aprile 2022. Dobrev è vicepresidente dell´Europarlamento ed è sposata con tre figli con l´ex premier di linea socialdemocratica Ferenc Gyurcsany, con cui ha avuto 3 figli. Ha ottime chances di farcela al ballottaggio dove però affronta il ticket tra il sindaco verde di Budapest Karácsony e il conservatore Marki-Zay.
BERLINO - "Voglio vincere contro Orbán come donna, per ridare alla mia Ungheria europeismo, democrazia, gender equality e stroncare corruzione e rapporti oscuri con Russia e Cina". Cosí nell'intervista esclusiva a Repubblica parla Klara Dobrev, 49 anni, socialdemocratica, vincitrice a sorpresa del primo round delle primarie dell´opposizione per scegliere chi sfiderà il primo ministro in carica Victor Orbán alle politiche di aprile 2022. Dobrev è vicepresidente dell´Europarlamento ed è sposata con tre figli con l´ex premier di linea socialdemocratica Ferenc Gyurcsany, con cui ha avuto 3 figli. Ha ottime chances di farcela al ballottaggio dove però affronta il ticket tra il sindaco verde di Budapest Karácsony e il conservatore Marki-Zay.
Quali chance ha di essere scelta come candidata per sfidare Orbán?
"Credo molto alte. Il primo motivo è l'alta percentuale di popolazione ed elettori residente a Budapest, città europeista e aperta al mondo. Ma non si vince un'elezione da Budapest. E alle primarie per me è andata molto bene anche nell´interno e in campagna".
Essere donna non è svantaggio davanti alla politica reazionaria verso le donne di Orbán?
"Orbán è un patriarca, in politica anche verso le donne. Ma gli ungheresi vorrebbero finalmente una premier donna, sono stanchi di essere il Paese Ue e Nato con la minore rappresentanza di donne in politica e ai piani alti. Penso che questo mi aiuterà, può essere un vantaggio".
Quali priorità si pone per vincere contro Orbán?
"Prima di tutto Orbán ha dimenticato i cittadini normali, le differenze di reddito ricchi-poveri sono cresciute in modo intollerabile e scandaloso sotto il suo potere, 600 mila giovani qualificati sono emigrati per trovare lavoro e per rifiuto del clima politico di odio creato da Orbán e dai suoi. Sono talenti perduti, regalati a Germania, Gran Bretagna Francia, Austria, fuga di cervelli disastrosa per il paese. Per questo manchiamo di competitività economica: per la crescita economica Orbán punta sul suo uso a fini personali, dei suoi oligarchi e del suo clan dei fondi Ue, e sui bassi salari e una valuta debole. Non funziona. E´un problema di giustizia sociale e competitività, tema non solo socialdemocratico. Per la crescita occorrono salario minimo europeo, (il nostro è tra i piú bassi in Ue), investimenti in istruzione sanità e ricerca, redistribuzione del reddito".
E poi?
"Lotta alla corruzione. Orbán e gli oligarchi si sono impossessati di gran parte della ricchezza nazionale: autostrade, università, laghi come il Balaton. Terzo, eravamo un Paese ammirato all´avanguardia in centroest, con Orbán siamo fanalino di coda ed esempio negativo con le sue politiche omofobe xenofobe e di odio".
Quanto sarà pericoloso il nazionalismo di Orbán in campagna elettorale?
"Certo punterà su nazionalismo hate speeche, xenofobia, omofobia. La strategia migliore per me è ignorarlo e spiegare la mia agenda, le mie proposte, non seguire a ruota Orbán".
Orbán ha stretti rapporti con Babis, Vucic, altri autocrati, e con Russia e Cina. Che ne dice?
"Orbán non è un alleato vero di Ue e Nato. Cerca di rabbonirle comprando molte armi tedesche, ma non è affidabile visti i contatti con Mosca e Pechino e i suoi valori antioccidentali. Quei contatti con Mosca e Pechino sono pericolo per l´Occidente".
Quanto è pericoloso per la democrazia europea e occidentale?
"E´ pericoloso prima di tutto per i democratici ungheresi, conservatori, liberali, verdi o socialisti che siano. Ma l'Europa íntera per difendersi deve stare molto attenta a non lasciarlo fare. Il suo regime è forte abusando dei fondi europei, senza cui non avrebbe mai potuto costruire un regime illiberale distribuendo quei soldi a clan familiare e oligarchi. Se l´Europa continua a pagare tanto senza controllo democratico dell´uso dei fondi Ue, sarà molto pericoloso per il futuro della democrazia in Europa intera. Se l'Europa non lo affronta, altri dittatori come lui sorgeranno in Europa".
E i suoi rapporti di alleanza coi sovranisti europei?
"Se alla fine vincerà lui, espulso dai popolari europei, diverrà un leader molto pericoloso per la democrazia. I democratici europei devono tenere gli occhi aperti. La situazione sociale e il clima politico potrebbero peggiorare in tutta la Ue come è stato in Ungheria da quando lui è al potere. Ma le elezioni tedesche mi hanno dato una forte speranza: successo di forze democratiche ed europeiste di ogni colore. Mi appello a tutti i democratici europei: aiutate la democrazia ungherese contro Orbán per difendere anche le vostre democrazie, lottate per la nostra e la vostra libertà".