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La bandiera di Taiwan spostata nei preparativi pe la Festa nazionale (Foto REUTERS/Ann Wang) (reuters)

Biden: "Ho detto a Xi che rispetteremo gli accordi su Taiwan". Taipei: Pechino ci invaderà entro il 2025

Dopo le dichiarazioni del presidente Usa il governo dell'isola chiede rassicurazioni a Washington. Il ministero degli Esteri: "La Cina sarebbe in grado di attaccarci già ora, ma prenderà un po' di tempo"
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Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha riferito di aver parlato di Taiwan con il presidente cinese Xi Jinping con cui ha concordato "sul rispetto dell'accordo di Taiwan". "Ho parlato con Xi di Taiwan. Siamo concordi...ci atterremo all'accordo di Taiwan", ha dichiarato Biden ai giornalisti alla Casa Bianca. Il riferimento è apparentemente alla politica "una sola Cina" che riconosce l'unità territoriale della Cina nonostante la presenza di due governi distinti a Pechino e a Taipei e al Taiwan Relations Act che stabilisce che Washington ha allacciato le relazioni diplomatiche con la repubblica popolare cinese con l'aspettativa che il futuro di Taiwan sarà deciso con mezzi pacifici. Negli ultimi giorni la Cina ha accentuato la pressione con decine di incursioni dei suoi aerei da guerra nella zona di difesa aerea taiwanese. 

Il ministero degli Esteri taiwanese ha detto di aver chiesto chiarim…

Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha riferito di aver parlato di Taiwan con il presidente cinese Xi Jinping con cui ha concordato "sul rispetto dell'accordo di Taiwan". "Ho parlato con Xi di Taiwan. Siamo concordi...ci atterremo all'accordo di Taiwan", ha dichiarato Biden ai giornalisti alla Casa Bianca. Il riferimento è apparentemente alla politica "una sola Cina" che riconosce l'unità territoriale della Cina nonostante la presenza di due governi distinti a Pechino e a Taipei e al Taiwan Relations Act che stabilisce che Washington ha allacciato le relazioni diplomatiche con la repubblica popolare cinese con l'aspettativa che il futuro di Taiwan sarà deciso con mezzi pacifici. Negli ultimi giorni la Cina ha accentuato la pressione con decine di incursioni dei suoi aerei da guerra nella zona di difesa aerea taiwanese. 

Il ministero degli Esteri taiwanese ha detto di aver chiesto chiarimenti sulle dichiarazioni del capo della Casa Bianca e di aver ottenuto rassicurazioni sul fatto che gli Usa non hanno cambiato la propria politica verso Taipei, che l'impegno Usa verso l'isola resta "solido come una roccia" e che Washington continuerà a ad aiutare Taipei a costruire le proprie difese. 

Proprio da Taiwan in queste ore è suonato l'allarme del ministro della Difesa Chiu Kuo-cheng che ha detto che la Cina sarà in grado di organizzare un'invasione su vasta scala dell'isola entro il 2025. Secondo il ministro, le attuali tensioni bilaterali sono le peggiori degli ultimi 40 anni. Parlando con il China Times, Chiu ha detto che la Cina è giù in grado ora, ma sarebbe completamente pronta a lanciare un'invasione in tre anni: "Entro il 2025, la Cina ridurrà i costi e gli attriti ai minimi. Ha la capacità ora, ma non inizierà facilmente una guerra, dovendo prendere in considerazione molte altre cose ". Pechino ha inviato quasi 150 aerei da guerra in soli quattro giorni di fila a ottobre nella zona di difesa aerea di Taiwan, a partire dal primo giorno del mese, anniversario della fondazione della Repubblica popolare. La Cina rivendica Taipei come parte "inalienabile" del suo territorio promettendo la riunificazione anche con l'uso della forza, se necessario. Il governo di Taiwan, al contrario, afferma che l'isola è già una nazione sovrana senza bisogno di dichiarare l'indipendenza.

Ieri, la presidente taiwanese Tsai Ing-wen ha scritto in un articolo pubblicato dalla rivista Foreign Affairs assicurando che Taiwan non sarebbe stata "avventurista", ma che avrebbe fatto "tutto il necessario" per difendersi, mettendo in guardia che la caduta dell'isola per mano della Cina avrebbe "conseguenze catastrofiche per la pace regionale e il sistema di alleanze democratiche. Segnalerebbe che nel contesto globale dei valori odierni, l'autoritarismo può avere la meglio sulla democrazia".

I commenti di Chiu sono giunti quando il Parlamento taiwanese ha esaminato il budget speciale per la difesa da 8,6 miliardi di dollari, i cui due terzi verrebbero spesi in armi anti-nave come i sistemi missilistici terrestri, insieme a un piano di produzione di massa di missili di sviluppo domestico e navi "ad alte prestazioni". Taiwan è ampiamente surclassata dalle forze armate cinesi, concentrandosi sullo sviluppo di un sistema di difesa asimmetrico o a "istrice" per scoraggiare o respingere un'invasione di terra. Ha anche fatto pressioni per l'intelligence e il supporto logistico di altre nazioni tra cui Australia, Giappone e Stati Uniti, che vendono anche armi all'isola.