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Olocausto. alla sbarra a 100 anni il guardiano del campo di concentramento di Sachsenhausen

L'ingresso in aula di Joseph Schuetz (reuters)
Germania, Josef Schuetz è il più anziano processato con l'accusa di crimini nazisti. E' entrato in aula appoggiato al deambulatore
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E' cominciato oggi il processo all’imputato più anziano mai accusato di crimini nazisti. Il centenne Josef Schuetz si è presentato camminando appoggiato a un deambulatore davanti al tribunale di Brandenburg/Havel per rispondere di complicità negli omicidi di 3.518 prigionieri perpetrati tra il 1942 e il 1945 del campo di concentramento di Sachsenhausen. Il guardiano delle SS, membro della famigerata brigata “Testa di morto” è accusato di aver partecipato alla strage di ebrei e prigionieri di guerra sovietici fucilati, impiccati o mandati a morire nelle camere a gas. Il suo avvocato gli ha coperto il viso con una cartellina blu mentre entrava in aula e ha poi dichiarato che l'imputato "non si esprimerà sui fatti che gli vengono contestati", ma "darà alcune informazioni sulla sua situazione personale".

Da qui a gennaio, quando è prevista la sentenza, sono programmate 22 udienze, e sono attese…

E' cominciato oggi il processo all’imputato più anziano mai accusato di crimini nazisti. Il centenne Josef Schuetz si è presentato camminando appoggiato a un deambulatore davanti al tribunale di Brandenburg/Havel per rispondere di complicità negli omicidi di 3.518 prigionieri perpetrati tra il 1942 e il 1945 del campo di concentramento di Sachsenhausen. Il guardiano delle SS, membro della famigerata brigata “Testa di morto” è accusato di aver partecipato alla strage di ebrei e prigionieri di guerra sovietici fucilati, impiccati o mandati a morire nelle camere a gas. Il suo avvocato gli ha coperto il viso con una cartellina blu mentre entrava in aula e ha poi dichiarato che l'imputato "non si esprimerà sui fatti che gli vengono contestati", ma "darà alcune informazioni sulla sua situazione personale".

Da qui a gennaio, quando è prevista la sentenza, sono programmate 22 udienze, e sono attese anche testimonianze dei sopravvissuti. Richard Fagot, che fu deportato con la madre dalla Polonia sul finire della guerra ha ricordato ai microfoni di RBB che “tutti sapevano cosa succedeva nel lager”.  E per il direttore del memoriale di Sachsenhausen, Axel Drecoll, è chiaro che “i pochi sopravvissuti e i numerosi discendenti delle vittime si aspettano che i colpevoli vengano finalmente chiamati alle loro responsabilità”. 

Josef Schuetz "non è accusato di aver sparato a qualcuno in particolare, ma di aver contribuito a questi atti attraverso il suo lavoro di guardiano e di essere stato consapevole che tali omicidi avvenissero nei campi", ha spiegato la portavoce della procura di Neuruppin, Iris le Claire. Una formula, quella della complicità, che si è imposta soltanto negli ultimi due decenni nei processi agli ex aguzzini nazisti. E negli ultimi dieci anni, quattro ex SS sono stati condannati in Germania per le atrocità avvenute nei campi di concentramento e per aver contribuito alla macchina dello sterminio del regime hitleriano. In teoria, Josef Schuetz rischia minimo tre anni di carcere. Un medico ha decretato già ad agosto che potrà partecipare alle udienze, se saranno limitate entro le due ore.

Il processo brandeburghese si apre una settimana dopo quello, altrettanto importante, che doveva cominciare a Itzehoe, nello Schleswig-Holstein, e che vede imputata un ex segretaria del lager di Stutthof, Irmgard Furchner. Sulla sua scrivania passavano tutti gli ordini di esecuzione e di deportazione dei comandanti del campo. Ma la mattina della prima udienza la novantaseienne è scappata ed è stata catturata dopo due ore, mentre vagava nei paraggi dell’aeroporto di Amburgo. L’udienza è stata aggiornata al 19 ottobre.