Tunisia, messa in onda una poesia contro la dittatura: irruzione delle forze di sicurezza nella sede tv islamista Zaytouna
TUNISI - Le forze di sicurezza tunisine, accompagnate da membri dell'Alta Autorità indipendente per le comunicazioni audiovisive (Haica), hanno fatto irruzione ieri mattina nella sede dell'emittente televisiva "Zaytouna Tv", a Tunisi, distruggendo le sue attrezzature.
Lo ha reso noto l'emittente sulla sua pagina Facebook. Le autorità tunisine hanno chiuso il canale dopo che uno dei suoi conduttori ha letto una poesia contro la dittatura. Amer Ayed, conduttore di un talk-show, è stato arrestato e accusato di "minare la sicurezza dello Stato".
L'emittente Zaytouna è stata sempre critica nei confronti della recente sospensione del Parlamento da part…
TUNISI - Le forze di sicurezza tunisine, accompagnate da membri dell'Alta Autorità indipendente per le comunicazioni audiovisive (Haica), hanno fatto irruzione ieri mattina nella sede dell'emittente televisiva "Zaytouna Tv", a Tunisi, distruggendo le sue attrezzature.
Lo ha reso noto l'emittente sulla sua pagina Facebook. Le autorità tunisine hanno chiuso il canale dopo che uno dei suoi conduttori ha letto una poesia contro la dittatura. Amer Ayed, conduttore di un talk-show, è stato arrestato e accusato di "minare la sicurezza dello Stato".
L'emittente Zaytouna è stata sempre critica nei confronti della recente sospensione del Parlamento da parte del presidente Kais Saied e della sua assunzione di un controllo totale del Paese.
Domenica Ayed ha letto in onda The Ruler del poeta iracheno Ahmed Matar, famoso per le sue poesie satiriche e critiche sui dittatori del mondo arabo. La sua detenzione arriva dopo una serie di arresti che hanno preso di mira giornalisti e legislatori che avevano espresso la loro opposizione alle misure del presidente.
Il sindacato dei giornalisti tunisini (Snjt) ha emesso un comunicato sottolineando di temere un deterioramento delle libertà e dei diritti umani nel Paese ed esprimendo preoccupazione per l'aumento di procedimenti giudiziari nei confronti di civili davanti a tribunali militari. Il sindacato ritiene il presidente tunisino, Kais Saied, "responsabile dell'eventuale declino delle libertà pubbliche e individuali", invitandolo a onorare i suoi precedenti impegni a garantire i diritti previsti dalla Costituzione. Questi sviluppi, sottolinea il Snjt nel comunicato, "rischiano di minare le conquiste della rivoluzione, i fondamenti dello stato civile e i valori della democrazia, del pluralismo e della diversità". Inoltre, il sindacato afferma di rifiutare qualsiasi processo militare contro i civili sulla base di pubblicazioni, posizioni o espressione di opinioni, considerandolo un attacco alla democrazia e ai diritti umani e condanna le campagne di distorsione, demonizzazione e "stalking elettronico" dei dissidenti da parte di persone che si presentano come sostenitori del presidente.