Varsavia, condannata l'attivista femminista e pro-Lgbt Suchanow
BERLINO - Ha fatto irruzione nell´edificio della Corte costituzionale per protestare contro il divieto totale di aborto, ha spruzzato vernice su un ufficiale di polizia, ha scritto graffiti su una chiesa considerata monumento nazionale. Riconosciuta dal tribunale dove è sotto processo colpevole di tali reati, Klementyna Suchanow, leader del movimento femminista e Lgbt polacco, affronterà probabilmente una pena detentiva, la cui entità è ancora imprecisata. Sarà la seconda dirigente di Strajk Kobiet (sciopero delle donne) e del movimento anti-omofobo a finire in prigione, dopo Marta Lempart già detenuta per reati analoghi e condannata a tre anni di reclusione.
La condanna di Klementyna Suchanow è stata pronunciata per fatti risalenti al 28 gennaio scorso. Furono coinvolti in quelli che la giustizia giudica atti di vandalismo, attacco a un agente e profanazione di una chiesa, anche due uomini, identificati per rispetto della privac…
BERLINO - Ha fatto irruzione nell´edificio della Corte costituzionale per protestare contro il divieto totale di aborto, ha spruzzato vernice su un ufficiale di polizia, ha scritto graffiti su una chiesa considerata monumento nazionale. Riconosciuta dal tribunale dove è sotto processo colpevole di tali reati, Klementyna Suchanow, leader del movimento femminista e Lgbt polacco, affronterà probabilmente una pena detentiva, la cui entità è ancora imprecisata. Sarà la seconda dirigente di Strajk Kobiet (sciopero delle donne) e del movimento anti-omofobo a finire in prigione, dopo Marta Lempart già detenuta per reati analoghi e condannata a tre anni di reclusione.
La condanna di Klementyna Suchanow è stata pronunciata per fatti risalenti al 28 gennaio scorso. Furono coinvolti in quelli che la giustizia giudica atti di vandalismo, attacco a un agente e profanazione di una chiesa, anche due uomini, identificati per rispetto della privacy (come anche Klementyna nel comunicato del tribunale, ma lei è ben nota) solo col nome, Lukasz S. e Przemyslaw S. I due avrebbero attaccato un ufficiale di polizia coprendolo di vernice rossa. La vernice rossa per il movimento delle donne e il movimento antiomofobo polacchi è simbolo di protesta contro il dolore a loro parere inflitto alle donne con il divieto di interruzione di gravidanza e alla comunità lgbt con la politica e la legislazione omofobe. Femministe, movimento lgbt e alcune voci dei media critici e dell´opposizione definiscono queste condanne come la reintroduzione della figura del prigioniero politico per la prima volta dalla caduta del comunismo. Governo e giustizia al contrario le considerano condanne per atti di vandalismo, non motivate politicamente ma in base al diritto comune.
Per la precisione il tribunale che ha processato Klemetyna Suchanow e i due uomini ha ritenuto la donna colpevole due volte in due distinte sentenze: la prima per violazione dell´integrità fisica di un agente delle forze dell´ordine, la seconda per profanazione di una chiesa. Per il primo reato Klementyna è passibile di una condanna fino a tre anni di reclusione, per il secondo di una detenzione fino a otto mesi.
Il processo è avvenuto, secondo il sito di notizie NotesfromPoland, anche a causa dell´intervento attivo di Bartosz Lewandowski, un avvocato che milita nell´organizzazione ultraconservatrice Ordo Iuris. Il ministro della Giustizia Zbigniew Ziobro aveva recentemente raccomandato la massima severità della magistratura contro chi compie atti di vandalismo attaccando agenti e ufficiali di polizia o profanando chiese, definendo quest´ultimo reato "una grave offesa ai sentimenti religiosi".