Pedofilia nella chiesa, in Francia è scontro sulla confessione. "Segreto inviolabile", "No, fa premio la legge dello Stato"
dalla nostra corrispondente Anais Ginori , dalla nostra corrispondente Anais GinoriPARIGI – Il segreto della confessione nella religione cattolica è più forte delle leggi della République. E' quello che ha detto il presidente della conferenza episcopale francese, Eric de Moulins-Beaufort, rispondendo a una delle raccomandazioni fatte dal commissione che ha indagato sui preti pedofili. I membri dell'organo che lunedì ha pubblicato un rapporto-choc sugli abusi nella chiesa francese hanno suggerito che le autorità ecclesiastiche trasmettano un messaggio chiaro ai confessori e ai fedeli sull'obbligo di denunciare alle autorità giudiziarie e amministrative i casi di violenza sessuale inflitta a un minore o a una persona vulnerabile. Ma quello che viene detto ai confessori, anche in caso di reati gravi, deve restare segreto ha ribadito Moulins-Beaufort, arcivescovo di Reims, difendendo la supremazia del diritto canonico su quello penale.
“La segretezza della confessione è sempre stata rispettata dal…
PARIGI – Il segreto della confessione nella religione cattolica è più forte delle leggi della République. E' quello che ha detto il presidente della conferenza episcopale francese, Eric de Moulins-Beaufort, rispondendo a una delle raccomandazioni fatte dal commissione che ha indagato sui preti pedofili. I membri dell'organo che lunedì ha pubblicato un rapporto-choc sugli abusi nella chiesa francese hanno suggerito che le autorità ecclesiastiche trasmettano un messaggio chiaro ai confessori e ai fedeli sull'obbligo di denunciare alle autorità giudiziarie e amministrative i casi di violenza sessuale inflitta a un minore o a una persona vulnerabile. Ma quello che viene detto ai confessori, anche in caso di reati gravi, deve restare segreto ha ribadito Moulins-Beaufort, arcivescovo di Reims, difendendo la supremazia del diritto canonico su quello penale.
“La segretezza della confessione è sempre stata rispettata dalla Repubblica francese", ha detto provocando una reazione immediata del governo attraverso il portavoce Gabriel Attal. "Non c'è niente di più forte delle leggi della Repubblica nel nostro paese” ha commentato Attal. Le osservazioni dell'arcivescovo hanno scatenato polemiche e c’è chi accusa il governo di essere stato molto più duro nel denunciare il "separatismo islamico” anche se il paragone è fuorviante. E’ vero però che il governo ha fatto approvare una legge "che rafforza i principi della Repubblica", destinata a combattere qualsiasi separatismo religioso, con l’idea di rispettare sempre le leggi della République anche quando sono in contraddizione con la propria fede. "Non possiamo dire alle altre religioni: dovete rispettare le leggi della Repubblica e poi fare un'eccezione" ha commentato Marlène Schiappa, ministra della Cittadinanza.
Il ministro dell'Interno, Gérald Darmanin, responsabile del dialogo con i culti, ha chiesto un incontro con il presidente della conferenza episcopale per chiarire questo punto. "Esiste un segreto professionale per gli avvocati, per i medici – ha detto Darmanin - e c'è il segreto della confessione, riconosciuto dalla nostra legge per molto tempo. Ma nel caso di crimini che colpiscono i bambini e per evitare la recidiva mi sembrerebbe normale poter togliere la segretezza”. Moulins-Beaufort è invece pronto a ribadire al ministro "il significato di questo sacramento per i cattolici e i suoi fondamenti teologici, spirituali e canonici", come ha spiegato in un comunicato. Secondo l'alto prelato si tratta anche di "un momento in cui una vittima, per esempio un bambino, può parlare di ciò che ha sofferto ed essere rassicurato della sua innocenza, perché la certezza del segreto gli permette di parlare”. “Questo momento – ha poseguito Moulins-Beaufort - può allora essere, con l'incoraggiamento del sacerdote che riceve la confessione, un primo passo nella liberazione della parola, fuori dal sacramento".