OSLO - Il Nobel per la Pace 2021 è stato assegnato a due giornalisti: Dmitrij Muratov, caporedattore del giornale d'inchiesta russo Novaja Gazeta, la testata per la quale scriveva la giornalista russa Anna Politkovskaja, uccisa nel 2006, e Maria Ressa, cittadina filippina naturalizzata statunitense cofondatrice del sito di informazione Rappler, noto per le sue inchieste sull'operato del governo del presidente filippino Rodrigo Duterte, soprattutto in relazione alla sua sanguinosa "guerra alla droga".
Il Norwegian Nobel Committee, si legge nella motivazione, ha deciso di premiare i due cronisti per "i loro sforzi per salvaguardare la libertà di espressione, che è una precondizione per la democrazia e una pace duratura".
Dmitrij Muratov ha dedicato il Premio al giornale da lui diretto, Novaja Gazeta, e ai sei giornalisti della testata che sono stati uccisi. "Vi dirò questo: non è merito mio. E' Novaja Gazeta. Sono quelli che sono morti difendendo il diritto delle persone alla libertà di parola. Siccome loro non sono con noi, probabilmente hanno deciso che sia io a dirlo a tutti", ha detto Muratov alla Tass. Fra le vittime anche Natalya Estemirova, uccisa nel 2009 in Cecenia. "Per decenni, Muratov ha difeso la libertà di espressione in Russia in condizioni sempre più difficili", si legge nella motivazione del Nobel.
Muratov è il terzo russo a ricevere il Nobel per la pace dopo Andreij Sakharov e Mikhail Gorbaciov. Nel 1993 è stato tra i fondatori di Novaja Gazeta, "il cui giornalismo basato sui fatti e l'integrità professionale ne hanno fatto una fonte importante di informazione su aspetti censurabili della società russa, raramente menzionati su altri media. Da quando è stato aperto, sei dei suoi giornalisti sono stati uccisi", ha ricordato la Commissione. E' un "premio alla libertà di stampa in ambienti ostili al giornalismo indipendente", è il commento di Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia.
Libertà di stampa, Maria Ressa: "Così lottiamo contro droga, fake news e bavagli nelle Filippine"
Muratov, 59 anni, è tra i fondatori del quotidiano russo Novaja Gazeta e lo ha diretto tra il 1995 e il 2017. Novaja Gazeta è stato definito "l'unico giornale veramente critico con influenza nazionale in Russia oggi" dal Comitato per la protezione dei giornalisti . Il giornale è noto per i suoi reportage approfonditi su argomenti delicati come la corruzione governativa e le violazioni dei diritti umani. Nel 2007, Muratov ha vinto un Premio Internazionale per la Libertà di Stampa dal Comitato per la Protezione dei Giornalisti . Il premio viene assegnato ai giornalisti che dimostrano coraggio nel difendere la libertà di stampa di fronte ad attacchi, minacce o carcerazione. Nel 2010 ha ricevuto l'ordine della Legion d'onore, la più alta decorazione di Francia.
Maria Ressa, invece, si è dimostrata una "paladina senza paura della libertà di espressione" alla guida di Rappler, il sito di giornalismo investigativo che ha puntato "l'attenzione sulla controversa e mortale campagna antidroga del regime di Duterte". Giornalista in Asia per 35 anni, Maria Ressa, 58 anni, ha subito continue vessazioni politiche e arresti da parte del governo Duterte, costretta a pagare dieci volte la cauzione per rimanere libera. La battaglia di Rappler per la verità e la democrazia è l'argomento del documentario del Sundance Film Festival 2020, "A Thousand Cuts".
Per il suo coraggio e il suo lavoro sulla disinformazione e le fake news, Maria, nominata Persona dell'anno 2018 da Time Magazine, è stata tra le 100 persone più influenti del 2019 ed è stata anche nominata una delle donne più influenti del secolo. Nel 2019 è stata ospite del Festival internazionale del giornalismo di Perugia. Nel 2020 ha ricevuto il premio Journalist of the Year, il John Aubuchon Press Freedom Award, il Most Resilient Journalist Award, il Tucholsky Prize, il Truth to Power Award e il Four Freedoms Award.
I sostenitori di Alekseij Navalnyj hanno criticato la scelta di assegnare il premio Nobel per la Pace a Dmitrij Muratov, direttore della Novaja Gazeta, invece che al critico del Cremlino. "Invece di chiacchiere pompose e ipocrite sulla libertà, avrebbero potuto proteggere una persona che è sopravvissuta all'assassinio e che era stata presa in ostaggio dagli assassini. O avrebbero potuto sostenere una persona che combatte con il fascista baffuto", hanno commentato, secondo quanto riferito dal giornalista Leonid Ragozin su Twitter.