Ungheria, l´eurodeputato cristiano-conservatore Péter Marki-Zay: "Gli amici italiani di Orbán spieghino la corruzione e il terrore che ha costruito"
di Andrea Tarquini , di Andrea TarquiniParla il favorito per rappresentare le opposizioni magiare alla sfida contro il premier ungherese leader dei sovranisti
BERLINO - "Il sogno è una soluzione tedesca: verdi, liberalconservatori, socialdemocratici, tutti uniti per un regime change per sconfiggere Orbán nell´aprile 2022. Altrimenti sarà il peggio per l´Ungheria e per tutta l´Europa. Io sono cristiano conservatore europeista, chiedo a Giorgia Meloni e a tanti altri in Europa perché non narrano ai loro elettori della corruzione, del clima d´intimidazione creato dal loro idolo Orbán". Cosí parla l´eurodeputato cristiano-conservatore Péter Marki-Zay, ora favorito alle primarie dell'opposizione magiara per scegliere con chi sfidare Orbán alle politiche di aprile 2022.
Il suo alleato sindaco verde di Budapest Gergely Karácsony infatti ha appena rinunciato a candidarsi a favore di Marki-Zay, su cui potrebbero convergere i voti anche della socialista Klara Dobrev vincitrice di misura del primo turno.
Un ticket di leade…
BERLINO - "Il sogno è una soluzione tedesca: verdi, liberalconservatori, socialdemocratici, tutti uniti per un regime change per sconfiggere Orbán nell´aprile 2022. Altrimenti sarà il peggio per l´Ungheria e per tutta l´Europa. Io sono cristiano conservatore europeista, chiedo a Giorgia Meloni e a tanti altri in Europa perché non narrano ai loro elettori della corruzione, del clima d´intimidazione creato dal loro idolo Orbán". Cosí parla l´eurodeputato cristiano-conservatore Péter Marki-Zay, ora favorito alle primarie dell'opposizione magiara per scegliere con chi sfidare Orbán alle politiche di aprile 2022.
Il suo alleato sindaco verde di Budapest Gergely Karácsony infatti ha appena rinunciato a candidarsi a favore di Marki-Zay, su cui potrebbero convergere i voti anche della socialista Klara Dobrev vincitrice di misura del primo turno.
Un ticket di leader e forze politiche sembra un´idea tedesca, ma la situazione in Ungheria è diversa da quella in Germania...
"E´vero, vogliamo una coalizione alla tedesca in nome di valori comuni condivisi nelle divergenze tra democratici occidentali. Copriamo insieme l´intero arco politico democratico in Ungheria. Io sono economicamente liberale, socialmente conservatore, cattolico, e credo nel cuore nella gender equality e nel concetto di diritti umani e integrazione di Rom, e difesa del clima. Siamo un bel mix. Io rappresento idee che il partito di Orbán dice di rappresentare solo a parole, il resto dell´opposizione è coperta dal sindaco verde di Budapest Karácsony e dai socialdemocratici di Klara Dobrev".
Orbán controlla i media, come vincere?
"Dobbiamo essere senza scrupoli. In modo pacifico, ovviamente, non come lui. Ci vuole una resistenza civile pacifica, dobbiamo inventarci come informare la popolazione, dopo 11 anni. Dobbiamo dire che l´Ungheria, anche qui Orbán mente, ha avuto il numero massimo mondiale di morti di Covid 19 per molti mesi. Non ha difeso l´Ungheria dalla pandemia, ha tolto retribuzioni a medici e paramedici e poteri ai Comuni controllati dalle opposizioni nella lotta al Covid. La maggioranza degli ungheresi non ne è stata informata".
Riuscirete a rompere il muro dei media vicini al potere?
"Difficile, ma non impossibile. In molte municaplità come Hödmezövásarhely di cui sono sindaco, dobbiamo raggiungere ogni elettore in strada e a casa con volantini e con chioschi e nei pub e al mercato. Dobbiamo batterci online, e poi garantirci osservatori neutrali nostri per la correttezza del conto dei voti. Ci servono 22mila volontari, enormi risorse umane, devozione alla causa, soldi".
Orbán si dice "pronto a tutto contro i nemici interni", ha ordinato il riarmo e con modifiche costituzionali può condizionare ogni futuro governo. Come può essere possibile un regime change?
"Ogni modifica costituzionale scorretta andrà dichiarata anticostituzionale. Come il lavoro incostituzionale e antioccidentale delle procure che si muovono contro le opposizioni ma mai contro la corruzione del Partito-Stato e dei suoi oligarchi. Dobbiamo restaurare con ogni mezzo lo Stato di diritto, e fermare anche il Consiglio dei media in mano al partito di Orbán. E´illegale. Come il silenzio imposto a media, magistratura e a tutti. Sarà difficile, ma ci sarà un pacifico regime change, mancano 6 mesi".
Quali sarebbero le vostre priorità nei primi 100 giorni?
"Primo, lotta a corruzione e intimidazione. Secondo riscrivere la Costituzione se e dove necessario, chiedendo il parere del popolo sovrano anche con un referendum al piú presto, ritornare a una Costituzione di checks and balances. Ci vorrà un Consiglio costituzionale per restaurare lo stato di diritto".
A suo avviso Orbán rappresenta un pericolo?
"E´pericoloso per i valori occidentali, come Trump, e per i valori cristiani. Degrada le donne e gli omosessuali, attacca il nocciolo duro dei valori democratici i diritti umani e lo Stato di diritto, promuove l´odio nella società, ciò è anche profondamente anticristiano. Chi appoggia Orbán anche in Italia dovrebbe dire ai suoi elettori di tutte le sue malefatte antioccidentali. Alcuni ammiratori stranieri come Tucker Carlson sono stati profumatamente pagati per lodare Orbán. E perché gli amici italiani di Orbán tacciono sulla svolta pro-Putin del 2009 di Orbán e sulle università cinesi nidi di spie antioccidentali che lui fa aprire in Ungheria? Minaccia i valori occidentali, tradisce Nato e Occidente. E lui anti-migranti fa entrare in Europa migranti criminali come Gruevski e altri sottoposti a mandato internazionale".
C'è chi lo definisce un difensore dei valori cristiani...
"Rappresenta un oltraggio all'etica cristiana ed ebraica, come Francesco ha lasciato capire. E´il motore dell´ultradestra, sebbene cominciò la carriera nella gioventù comunista poi come liberale di sinistra. E´un camaleonte: dopo l´incontro di novembre 2009 con Putin a San Pietroburgo ha smesso di criticare la Russia e cominciato ad attaccare la Ue come ´nuova Urss´. Fu una svolta a 180 gradi. Ma io conservatore dico che lui diventando leader di ultradestra ha tradito la nazione e anche la destra democratica storica ungherese, da Antall a Jeszenski lottatori contro il comunismo oggi duri critici di Orbán".
"Rappresenta un oltraggio all'etica cristiana ed ebraica, come Francesco ha lasciato capire. E´il motore dell´ultradestra, sebbene cominciò la carriera nella gioventù comunista poi come liberale di sinistra. E´un camaleonte: dopo l´incontro di novembre 2009 con Putin a San Pietroburgo ha smesso di criticare la Russia e cominciato ad attaccare la Ue come ´nuova Urss´. Fu una svolta a 180 gradi. Ma io conservatore dico che lui diventando leader di ultradestra ha tradito la nazione e anche la destra democratica storica ungherese, da Antall a Jeszenski lottatori contro il comunismo oggi duri critici di Orbán".
E se Orbán vince ancora?
"Sarebbe pessimo per l´Ungheria, mia priorità, e penso alle centinaia di migliaia di talenti giovani che espatriano stanchi di corruzione e intimidazione estesa dal regime anche a livello di singole aziende. La mafia di Orbán premia o punisce le aziende che vuole, fino ad espropriarle. E pessimo per l´Europa e l´Occidente interi. E´inaccettabile, lotteremo anche per la libertà dell´intera Europa e dell´Occidente, dove vogliamo riportare la mia Ungheria".