Abolhassan Banisadr, il primo presidente dell'Iran dopo la rivoluzione islamica del 1979, è morto all'età di 88 anni in un ospedale di Parigi. Lo hanno annunciato oggi la sua famiglia e la televisione di Stato, aggiungendo che l'uomo aveva sofferto a cuasa di una lunga malattia. Tra un mare di chierici sciiti dalle vesti nere, Banisadr si distingueva per i suoi abiti in stile occidentale e un background francese. Tanto che fu il filosofo Jean-Paul Sartre a preannunciare che sarebbe diventato il primo presidente dell'Iran circa 15 anni prima che accadesse.
Banisadr fu eletto nel 1980, dopo l'abolizione della monarchia nel Paese, ma a un anno di governo fu deposto e costretto a fuggire a Parigi per la sua opposizione al crescente potere dei cherici e all'integralisimo della Guida suprema, l'Ayatollah Ruhollah Khomeini. Il vero potere sull'Iran era, infatti, esercitato da Khomeini con cui il primo presidente iraniano aveva lavorato durante un primo esilio in Francia per essersi opposto alla monarchia e che seguì a Teheran durante la rivoluzione. Ma Khomeini avrebbe messo da parte Banisadr dopo solo 16 mesi di mandato, facendolo fuggire di nuovo a Parigi, dove sarebbe rimasto per decenni. "Ero come un bambino che guardava suo padre trasformarsi lentamente in un alcolizzato", disse più tardi Banisadr di Khomeini, "la droga questa volta era il potere".