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Gli Emirati, un ponte fra Israele e Arabia Saudita

L'Expo di Dubai è vista come un'occasione per gettare le basi di un rapporto economico e politico ufficiale fra i due Paesi
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In questi giorni di Expo Dubai le delegazioni ufficiali israeliane hanno fatto visita agli Emirati Arabi Uniti. La nuova relazione tra i due Paesi sta riscontrando non solo molta curiosità tra le generazioni di giovani emiratini ma anche grande entusiasmo da ambo le parti. I motivi per l'entusiasmo sono molteplici. E' stato da poco inaugurato il Padiglione Israele in Expo, alla presenza del Ministro del Turismo di Tel Aviv Yoel Razvozov e dello Sceicco Juma al Maktoum. Razvozov ha detto: "Ci sarà un domani migliore se si sceglie di essere collaborativi e positivi". Il messaggio politico del Paese ospitante è stato chiaro: un membro della famiglia reale emiratina per l'inaugurazione significa molto.

 

In questi giorni di Expo Dubai le delegazioni ufficiali israeliane hanno fatto visita agli Emirati Arabi Uniti. La nuova relazione tra i due Paesi sta riscontrando non solo molta curiosità tra le generazioni di giovani emiratini ma anche grande entusiasmo da ambo le parti. I motivi per l'entusiasmo sono molteplici. E' stato da poco inaugurato il Padiglione Israele in Expo, alla presenza del Ministro del Turismo di Tel Aviv Yoel Razvozov e dello Sceicco Juma al Maktoum. Razvozov ha detto: "Ci sarà un domani migliore se si sceglie di essere collaborativi e positivi". Il messaggio politico del Paese ospitante è stato chiaro: un membro della famiglia reale emiratina per l'inaugurazione significa molto.

 

Lo Sceicco Mohammed bin Rashid al Maktoum, vicepresidente degli Emirati e governatore di Dubai ha inaugurato solo alcuni padiglioni in persona, tra i quali quello cinese, dati i recenti bilioni di investimenti dalla Cina nell'Emirato di Dubai. Lo Sceicco Mohammed ha già mandato il primo ambasciatore emiratino a Tel Aviv lo scorso febbraio ed è disponibile ad essere trait d'union tra Arabia Saudita ed Israele per la stabilità della regione e del suo Paese perché negli Emirati, come egli stesso afferma, "nulla è impossibile".

Dunque sarà possibile che la "silicon wadi" congiunta dei paesi del Golfo Arabo possa integrare anche Israele in futuro, dato che ora c'è il rischio post covid che gli investimenti nel settore Hi-tech dagli Stati Uniti, EU e Cina possano diminuire per Israele. I Paesi del Golfo, alla ricerca di investimenti di alta qualità, rappresentano una valida alternativa per Israele e viceversa le tecnologie e l'alta qualità di prodotti e servizi israeliani garantirebbero gli investitori. La "Visione 2030" dell'Arabia Saudita sta già diventando realtà: il piano di riforme sta trasformando il territorio aprendo a nuove opportunità. La visione NEOM, un piano da 500 miliardi di dollari per costruire "la città del futuro" in Arabia Saudita, sarà il centro per imprenditorialità ed innovazione con una combinazione di tecnologie innovative nei settori dell'ambiente, sostenibilità, energia, acqua, trasporti, cultura e molto altro. Le imprese israeliane specializzate apporterebbero un contributo fondamentale al mega progetto.

 

 

Ong come la Keren Kayemeth Lesrael - Jewish National Fund, l'organizzazione più antica operante nell'ambito di ecologia, ambiente e sostenibilità potrebbe diventare modello analogo per i sauditi. Le tecnologie Israeliane contro la desertificazione e per le colture nel deserto darebbero immenso valore al progetto del giovane erede al trono saudita Mohammed bin Salman. Sebbene al momento non ci siano investimenti in Israele nel settore High-tech da parte di Paesi arabi, la situazione potrebbe cambiare gradualmente. Per due decenni Israele e i paesi arabi hanno condotto insieme business non ufficializzati non solo nel settore della sicurezza ma nelle infrastrutture, nell'irrigazione e nella pianificazione per il riciclo di plastica ed acqua. Il Fondo pubblico di investimento saudita (PIF) è pronto con 40 bilioni di cash in più per investire internamente, come a livello internazionale, e la prospettiva di investimenti in Israele si fa sempre più vicina grazie al Paese amico quale gli Emirati Arabi Uniti.