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Merkel in Israele: "Settimane decisive per l'accordo sul nucleare iraniano"

La cancelliera uscente Angela Merkel con il premier israeliano Naftali Bennet in conferenza stampa (ansa)
La cancelliera uscente, arrivata ieri a Tel Aviv, ha incontrato il premier israeliano Bennet e ha partecipato alla riunione del gabinetto dei ministri
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TEL AVIV - La cancelliera uscente Angela Merkel è atterrata ieri sera in Israele per l'ultima visita di Stato in Israele, la settima nei suoi sedici interrotti anni alla guida della Germania. Merkel ha partecipato oggi a una riunione speciale del gabinetto dei ministri. "Per anni è stata la bussola morale dell'Europa, adottando una linea chiara e determinata a sostegno di Israele", le ha reso omaggio il premier Naftali Bennett aprendo la riunione. "Questo è il governo più eterogeneo della storia d'Israele" ha proseguito Bennett. "Comprende destra e sinistra, ebrei e musulmani, religiosi e laici, e funziona, andiamo d'accordo. È anche il governo con il maggiore numero di ministre, otto, e credo che sia uno dei motivi per cui funziona così bene". Merkel non si è lasciata sfuggire una battuta alludendo alle trattative in corso per la formazione di un nuovo governo dopo le recenti elezioni tedes…

TEL AVIV - La cancelliera uscente Angela Merkel è atterrata ieri sera in Israele per l'ultima visita di Stato in Israele, la settima nei suoi sedici interrotti anni alla guida della Germania. Merkel ha partecipato oggi a una riunione speciale del gabinetto dei ministri. "Per anni è stata la bussola morale dell'Europa, adottando una linea chiara e determinata a sostegno di Israele", le ha reso omaggio il premier Naftali Bennett aprendo la riunione. "Questo è il governo più eterogeneo della storia d'Israele" ha proseguito Bennett. "Comprende destra e sinistra, ebrei e musulmani, religiosi e laici, e funziona, andiamo d'accordo. È anche il governo con il maggiore numero di ministre, otto, e credo che sia uno dei motivi per cui funziona così bene". Merkel non si è lasciata sfuggire una battuta alludendo alle trattative in corso per la formazione di un nuovo governo dopo le recenti elezioni tedesche: "Rispetto a voi, un governo di coalizione tedesco sembra una cosa facile".

 

Germania anno primo

Oltre al faccia a faccia con il premier, Merkel ha incontrato anche il capo dello Stato Itzhak Herzog e incontrerà il ministro degli Esteri e premier alternato Yair Lapid. Al centro del vertice, la questione iraniana. La Germania è stata un attore di primo piano nel formulare nel 2015 il Jcpoa, l'accordo sul nucleare iraniano dal quale gli Stati Uniti di Trump si sono ritirati nel 2018. L'amministrazione Biden sta trattando il rientro nell'intesa, a cui gli israeliani si oppongono con forza. "Non ho mai considerato il Jcpoa l'accordo ideale, ma è meglio che non avere un accordo", ha detto Merkel in conferenza stampa congiunta con Bennett, affermando l'impegno tedesco a fare sì che "l'Iran non ottenga l'arma nucleare". Le settimane a venire sono "critiche" ha sottolineato la Cancelliera: "l'Iran non dà segno di voler tornare a discutere, mentre è urgente tornare al tavolo negoziale".

"Il programma nucleare iraniano ha raggiunto una fase che richiede leadership. Accettare che l'Iran diventi uno Stato con capacità nucleari rappresenterà una macchia morale per il mondo libero e una minaccia alla pace mondiale" ha detto Bennett. "Siamo già testimoni dell'influenza iraniana nella regione, in Siria, Iraq, Libano, Yemen, Gaza e nel Golfo. Possiamo immaginare l'entità del danno quando dietro a questo atteggiamento ci sarà anche una bomba atomica. Israele agisce con i fatti, non a parole, per evitare che questo accada, su tutti i fronti, compreso il contenimento quotidiano dei loro tentativi di inondare la regione di armi". Venerdì è avvenuto un ennesimo raid aereo in Siria attribuito all'esercito israeliano, questa volta contro la base militare T4 nei pressi di Homs. Secondo il rapporto dell'Osservatorio siriano per i diritti umani, nell'attacco sono rimasti uccisi due militanti appartenenti alle milizie filo-Teheran e l'obiettivo era un magazzino di droni di produzione iraniana

 

Alla questione palestinese la leader tedesca - che non visiterà Ramallah nelle due giornate nell'area - ha dedicato solo uno spazio marginale, riaffermando il sostegno per la soluzione a due Stati. È necessario preoccuparsi per i vicini d'Israele e questa è l'unica strada giusta per farlo". Bennett ha risposto che "Israele non ignora i palestinesi, sono i nostri vicini e non vanno da nessuna parte. Allo stesso tempo, l'esperienza ci insegna che la creazione di uno Stato palestinese significa alta probabilità che nasca accanto a noi uno Stato terrorista. Io sono una persona pragmatica e siamo impegnati sul campo per adottare una serie di azioni che possano facilitare la vita di tutti".

Bennett è il leader del partito della destra nazionalista Yamina, che si oppone alla creazione di uno Stato palestinese, così come altri elementi del governo che guida da giugno, formato da otto partiti che rappresentano quasi l'intero spettro ideologico israeliano. La valutazione è che, fino a quando Bennett terrà le redini del Paese, non vi saranno significative mosse diplomatiche con i palestinesi, approccio che potrebbe cambiare quando la guida del governo passerà, tra due anni, al premier alternato Yair Lapid, leader del partito centrista Yesh Atid. La presenza nella coalizione del partito di sinistra Meretz e di quello islamista Ra'am, così come la pressione esercitata dal ministro della Difesa Benny Gantz, hanno portato negli ultimi mesi a una serie di incontri bilaterali alla luce del sole - che non si registravano da anni - tra ministri israeliani e palestinesi, per discutere questioni di cooperazione economica e amministrativa.

La Merkel ha visitato anche al Memoriale della Shoah Yad Vashem e in serata terrà un incontro con esponenti del mondo dell'innovazione israeliana. La Germania rappresenta il primo partner commerciale d'Israele in Europa.