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La California punisce lo "stealthing": rimuovere il preservativo di nascosto ora è illegale

Gavin Newsom (afp)
Passa con l'approvazione del governatore Newsom una legge che comporterà multe
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Rimuovere il preservativo di nascosto, senza cioè avvertire il partner, in California è ora contro la legge: equiparato ad una forma di aggressione sessuale e dunque perseguibile. Sì, il neorieletto (anche grazie alla mobilitazione massiccia delle donne) governatore Gavin Newsom ha approvato giovedì la legge che riconosce come crimine lo “stealthing”: , l’atteggiamento furtivo di chi appunto nel buio si libera di ogni protezione, secondo la definizione utilizzata per la prima volta nel 2017 da Alexandra Brodsky, ricercatrice della Yale Law School a cui è attribuito il merito di aver mostrato, dati alla mano, quanto sia diffusa quella pratica che mette seriamente a rischio la salute delle donne, procurando gravidanze indesiderate, ma pure la trasmissione di malattie veneree (e non solo).

A firmare la legge AB453 è stata la deputata democratica locale Cristina Garcia, che da anni si batte contro la pratica da lei definita…

Rimuovere il preservativo di nascosto, senza cioè avvertire il partner, in California è ora contro la legge: equiparato ad una forma di aggressione sessuale e dunque perseguibile. Sì, il neorieletto (anche grazie alla mobilitazione massiccia delle donne) governatore Gavin Newsom ha approvato giovedì la legge che riconosce come crimine lo “stealthing”: , l’atteggiamento furtivo di chi appunto nel buio si libera di ogni protezione, secondo la definizione utilizzata per la prima volta nel 2017 da Alexandra Brodsky, ricercatrice della Yale Law School a cui è attribuito il merito di aver mostrato, dati alla mano, quanto sia diffusa quella pratica che mette seriamente a rischio la salute delle donne, procurando gravidanze indesiderate, ma pure la trasmissione di malattie veneree (e non solo).

A firmare la legge AB453 è stata la deputata democratica locale Cristina Garcia, che da anni si batte contro la pratica da lei definita «tristemente diffusa» (e uno studio recentemente pubblicato sul Washington Post le dà ragione: in America l’ha subito almeno il 12 per cento delle donne in età compresa fra i 21 e i 30 anni. E il 10 per cento degli uomini ammette di averlo fatto mediamente 3,62 volte nella vita). Ma le due proposte di legge presentate nel 2018 e 2019, dove Garcia proponeva addirittura di rendere lo stealthing punibile col carcere,  erano state sempre bocciate perché secondo i legislatori era troppo difficile stabilire il confine fra intenzionalità e incidente.  
E pazienza se Garcia per vedere la sua legge approvata è stata costretta a cambiare approccio rendendo la pratica illegale, sì, ma solo dal punto di vista civile (a ora, cioè, la punizione comporta solo un risarcimento in denaro).  «Da oggi in California la rimozione del preservativo senza il consenso del partner non è solo immorale. È illegale» esulta ora su Twitter. E in effetti il riconoscimento offre alle vittime un nuovo e importante strumento di difesa.

Lo sottolinea anche Alexandra Brodsky, appunto la ricercatrice che per prima ha affrontato i danni di quell’atto sconsiderato e oggi è un attivissima avvocatessa che si batte per i diritti civili delle donne. Nel suo libro Sexual Justice, uno studio all’avanguardia sul come il sistema legale americano rispondere in modo equo alle aggressioni sessuali, ha infatti raccolto numerose storie di donne vittime di stealthing: notando come i loro racconti abbiano tutti un elemento in comune. Iniziano le loro denunce tutte allo stesso modo: «Non sono sicuro di poter parlare di stupro, ma è così che mi sono sentita...». Molte di loro, racconta, «pensavano di essere le uniche a cui era successo. Sapere di avere una tutela legale le renderà più forti e consapevoli».