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Scontri a Beirut, Amal ed Hezbollah contestano il giudice dell'inchiesta sull'esplosione al porto: 6 morti

I militanti delle due formazioni sciite davanti al palazzo di giustizia. Interviene l'esercito. Il Partito di Dio denuncia: "Cecchini hanno fatto fuoco dai tetti" e accusa i cristiani delle Forze libanesi
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BEIRUT - Almeno sei persone sono state uccise e trenta ferite da colpi d'arma da fuoco esplosi durante una protesta a Beirut dei sostenitori dei gruppi sciiti Hezbollah e Amal, che manifestavano davanti al palazzo di Giustizia contro il giudice dell'inchiesta legata alla maxi esplosione al porto della capitale libanese ad agosto 2020. Lo riferiscono fonti ospedaliere.


Hezbollah e il movimento Amal del presidente del Parlamento, Nabih Berry, hanno indetto la protesta per "chiedere la fine della politicizzazione" dell'indagine. Chiesta anche la rimozione del capo delle indagini, il giudice Tarek Bitar.

"Indipendentemente dalle nostre affiliazioni politiche, siamo lì simbolicamente per sostenere le fam…

BEIRUT - Almeno sei persone sono state uccise e trenta ferite da colpi d'arma da fuoco esplosi durante una protesta a Beirut dei sostenitori dei gruppi sciiti Hezbollah e Amal, che manifestavano davanti al palazzo di Giustizia contro il giudice dell'inchiesta legata alla maxi esplosione al porto della capitale libanese ad agosto 2020. Lo riferiscono fonti ospedaliere.


Hezbollah e il movimento Amal del presidente del Parlamento, Nabih Berry, hanno indetto la protesta per "chiedere la fine della politicizzazione" dell'indagine. Chiesta anche la rimozione del capo delle indagini, il giudice Tarek Bitar.

"Indipendentemente dalle nostre affiliazioni politiche, siamo lì simbolicamente per sostenere le famiglie delle vittime e proteggere l'unità del Paese", ha affermato al quotidiano libanese "L'Orient le Jour" l'avvocato Hussein Zebib, membro di Amal. "Il giudice Bitar è politicizzato", dice. "Perché gli ex ministri vengono perseguiti, mentre quelli che erano in carica di recente non lo sono?", si chiede. "Questo mostra che c'è il desiderio di politicizzare il caso", ha affermato l'avvocato.

Lo scorso 12 ottobre, il giudice Bitar è stato nuovamente costretto a sospendere temporaneamente le sue indagini dopo essere stato informato del nuovo ricorso presentato contro di lui dai deputati sciiti Ali Hassan Khalil e Ghazi Zeaiter, membri di Amal, entrambi coinvolti nel caso dell'esplosione del porto di Beirut. Il ricorso è stato respinto questa mattina dal tribunale, consentendo a Bitar di riprendere le sue indagini.

A quanto riferito dal dottor Mariam Hassan, dell'ospedale Saleh nel Sud di Beirut, una delle vittime è stata uccisa da un colpo di arma da fuoco alla testa e tre degli otto feriti versano in gravi condizioni. Intanto, nel luogo della protesta si sono sentite almeno due esplosioni.

Il premier libanese, Najib Mikati, ha lanciato un appello alla calma, lo riporta Arab News, con la diffusione di un comunicato in cui il capo di governo ha chiesto anche "l'arresto dei responsabili". Le autorità hanno fatto sapere che il presidente Michel Aoun è in contatto con Mikati, il ministro dell'Interno e il capo dell'esercito per decidere le misure volte a calmare la situazione.

Gli scontri si sono sviluppati in una zona dove durante la guerra correva il confine tra la zona sciita e quella cristiana. Hezbollah ha denunciato la "presenza di cecchini sui tetti" e lanciato accuse contro i cristiani delle Forze Libanesi.

I pesanti disordini sono esplosi mentre il presidente Aoun riceveva il sottosegretario di Stato Usa Victoria Nuland.