Polonia, nuova legge anti migranti: possono essere espulsi direttamente alla frontiera
di Andrea Tarquini , di Andrea TarquiniBERLINO – In violazione del diritto internazionale e delle norme delle Nazioni Unite sui diritti umani dei profughi, il governo di Varsavia ha approvato una legge che autorizza qualsiasi soldato delle sue temute e ben organizzate truppe di frontiera a espellere immediatamente qualsiasi esule o migrante sia entrato illegalmente in territorio polacco. Lo riferisce la BBC.
La legge voluta dal partito di governo nazionalclericale-sovranista Prawo i Sprawiedlywosc (Diritto e Giustizia) guidato dal premier Mateusz Morawiecki e dal leader storico Jaroslaw Kaczynski autorizza i soldati della Straz Graniczna (guardia di frontiera) anche a rifiutarsi di esaminare domande di asilo degli immigranti illegali. Ciò è particolarmente grave perché secondo le Nazioni Unite e gli accordi internazionali chiunque entri in un paese chiedendo asilo, anche entrando illegalmente, ha diritto a presentare e documentare la sua richiesta di aiuto, la quale può essere respinta so…
BERLINO – In violazione del diritto internazionale e delle norme delle Nazioni Unite sui diritti umani dei profughi, il governo di Varsavia ha approvato una legge che autorizza qualsiasi soldato delle sue temute e ben organizzate truppe di frontiera a espellere immediatamente qualsiasi esule o migrante sia entrato illegalmente in territorio polacco. Lo riferisce la BBC.
La legge voluta dal partito di governo nazionalclericale-sovranista Prawo i Sprawiedlywosc (Diritto e Giustizia) guidato dal premier Mateusz Morawiecki e dal leader storico Jaroslaw Kaczynski autorizza i soldati della Straz Graniczna (guardia di frontiera) anche a rifiutarsi di esaminare domande di asilo degli immigranti illegali. Ciò è particolarmente grave perché secondo le Nazioni Unite e gli accordi internazionali chiunque entri in un paese chiedendo asilo, anche entrando illegalmente, ha diritto a presentare e documentare la sua richiesta di aiuto, la quale può essere respinta solo dopo un accurato esame di ragioni e torti dell´esule.
Come è noto la Polonia ha barricato con un reticolato all´ungherese il suo lungo confine con la Bielorussia, schierandovi forti contingenti militari. Insieme al varo di questa legge Varsavia ha annunciato anche l´invio di ulteriori rinforzi delle sue moderne forze armate al confine, vietato ai media e alle ONG perché vi è in vigore lo Stato d´emergenza.
Un altro piano polacco piú a medio termine è di isolare il confine con la Bielorussia costruendovi lungo tutta la sua estensione un muro di cemento armato, come quello che l´allora presidente degli Stati Uniti Donald Trump fece edificare alla frontiera col Messico.
Finora, circa sedicimila persone hanno passato il confine bielorusso-polacco e da quando la frontiera è stata chiusa migliaia di profughi sono bloccati nella terra di nessuno e rischiano la morte per freddo e fame. Con l´avvicinarsi dell´inverno, sono già almeno una cinquantina i profughi morti assiderati e affamati.
La Polonia sostiene che il dittatore bielorusso Lukashenko vuole fare pressing politico sull´Unione europea inviandovi ondate di migranti. Alla linea dura di Varsavia si sono associate Lettonia e Lituania. D´altra parte le Ong fanno notare che non si tratta di migranti economici, bensí di perseguitati politici bielorussi, afghani o siriani o altro, tutta gente in fuga dalla repressione piú brutale e dal pericolo di venire torturati e uccisi. La linea dura polacca contro i fuggiaschi è sempre piú simile a quella varata dal 2015 dal premier-autocrate ungherese Viktor Orbán, massimo alleato del governo sovranista polacco nell´Unione europea.