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Polonia, nuova legge anti migranti: possono essere espulsi direttamente alla frontiera

(reuters)
Chi entra illegalmente non potrà più presentare istanza di riconoscimento del diritto d'asilo, come prevedono le leggi internazionali secondo cui l'espulsione può avvenire solo dopo aver respinto la richiesta, perché qualunque soldato può ora espellere immdiatamente
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BERLINO – In violazione del diritto internazionale e delle norme delle Nazioni Unite sui diritti umani dei profughi, il governo di Varsavia ha approvato una legge che autorizza qualsiasi soldato delle sue temute e ben organizzate truppe di frontiera a espellere immediatamente qualsiasi esule o migrante sia entrato illegalmente in territorio polacco. Lo riferisce la BBC.

La legge voluta dal partito di governo nazionalclericale-sovranista Prawo i Sprawiedlywosc (Diritto e Giustizia) guidato dal premier Mateusz Morawiecki e dal leader storico Jaroslaw Kaczynski autorizza i soldati della Straz Graniczna (guardia di frontiera) anche a rifiutarsi di esaminare domande di asilo degli immigranti illegali. Ciò è particolarmente grave perché secondo le Nazioni Unite e gli accordi internazionali chiunque entri in un paese chiedendo asilo, anche entrando illegalmente, ha diritto a presentare e documentare la sua richiesta di aiuto, la quale può essere respinta so…

BERLINO – In violazione del diritto internazionale e delle norme delle Nazioni Unite sui diritti umani dei profughi, il governo di Varsavia ha approvato una legge che autorizza qualsiasi soldato delle sue temute e ben organizzate truppe di frontiera a espellere immediatamente qualsiasi esule o migrante sia entrato illegalmente in territorio polacco. Lo riferisce la BBC.

La legge voluta dal partito di governo nazionalclericale-sovranista Prawo i Sprawiedlywosc (Diritto e Giustizia) guidato dal premier Mateusz Morawiecki e dal leader storico Jaroslaw Kaczynski autorizza i soldati della Straz Graniczna (guardia di frontiera) anche a rifiutarsi di esaminare domande di asilo degli immigranti illegali. Ciò è particolarmente grave perché secondo le Nazioni Unite e gli accordi internazionali chiunque entri in un paese chiedendo asilo, anche entrando illegalmente, ha diritto a presentare e documentare la sua richiesta di aiuto, la quale può essere respinta solo dopo un accurato esame di ragioni e torti dell´esule.

Come è noto la Polonia ha barricato con un reticolato all´ungherese il suo lungo confine con la Bielorussia, schierandovi forti contingenti militari. Insieme al varo di questa legge Varsavia ha annunciato anche l´invio di ulteriori rinforzi delle sue moderne forze armate al confine, vietato ai media e alle ONG perché vi è in vigore lo Stato d´emergenza.

Un altro piano polacco piú a medio termine è di isolare il confine con la Bielorussia costruendovi lungo tutta la sua estensione un muro di cemento armato, come quello che l´allora presidente degli Stati Uniti Donald Trump fece edificare alla frontiera col Messico.

Finora, circa sedicimila persone hanno passato il confine bielorusso-polacco e da quando la frontiera è stata chiusa migliaia di profughi sono bloccati nella terra di nessuno e rischiano la morte per freddo e fame. Con l´avvicinarsi dell´inverno, sono già almeno una cinquantina i profughi morti assiderati e affamati.

La Polonia sostiene che il dittatore bielorusso Lukashenko vuole fare pressing politico sull´Unione europea inviandovi ondate di migranti. Alla linea dura di Varsavia si sono associate Lettonia e Lituania. D´altra parte le Ong fanno notare che non si tratta di migranti economici, bensí di perseguitati politici bielorussi, afghani o siriani o altro, tutta gente in fuga dalla repressione piú brutale e dal pericolo di venire torturati e uccisi. La linea dura polacca contro i fuggiaschi è sempre piú simile a quella varata dal 2015 dal premier-autocrate ungherese Viktor Orbán, massimo alleato del governo sovranista polacco nell´Unione europea.