Regno Unito, che cos'è "Prevent": il programma che aveva segnalato il killer di Amess
dal nostro corrispondente Antonello Guerrera , dal nostro corrispondente Antonello GuerreraLONDRA - Il killer di Sir David Amess, il deputato conservatore inglese ucciso ieri a Leigh-on-Sea, non era nelle liste dei sospetti dell’anti-terrorismo, secondo le prime indiscrezioni, né era sotto osservazione di intelligence e polizia. E, al momento, pare che non avesse nemmeno legami con cellule terroriste, tanto che la reazione di chat e siti jihadisti online è stata molto fredda rispetto ad altri attentati.
Tuttavia, il 25enne britannico di origini somale arrestato, la cui famiglia dall’Africa sarebbe arrivata in Inghilterra negli anni Novanta, sarebbe stato segnalato dal controverso programma "Prevent", rivela il Guardian. Dunque Prevent sarebbe stata l’unica rete che avrebbe potuto intercettare l’assassino di Sir David, ucciso in un “atto di terrorismo”, secondo la polizia, con “una potenziale matrice islamista”.
LONDRA - Il killer di Sir David Amess, il deputato conservatore inglese ucciso ieri a Leigh-on-Sea, non era nelle liste dei sospetti dell’anti-terrorismo, secondo le prime indiscrezioni, né era sotto osservazione di intelligence e polizia. E, al momento, pare che non avesse nemmeno legami con cellule terroriste, tanto che la reazione di chat e siti jihadisti online è stata molto fredda rispetto ad altri attentati.
Tuttavia, il 25enne britannico di origini somale arrestato, la cui famiglia dall’Africa sarebbe arrivata in Inghilterra negli anni Novanta, sarebbe stato segnalato dal controverso programma "Prevent", rivela il Guardian. Dunque Prevent sarebbe stata l’unica rete che avrebbe potuto intercettare l’assassino di Sir David, ucciso in un “atto di terrorismo”, secondo la polizia, con “una potenziale matrice islamista”.
Ma che cos’è la “strategia Prevent"? È la denominazione ridotta di “Prevent Violent Extremism”, e la versione che conosciamo oggi è quella del governo di David Cameron diventata legge nel 2011, con il timbro di Theresa May, allora ministra dell’Interno. Lo dice la parola stessa: “prevent" sta per “prevenire” l’estremismo, ossia segnalare, bloccare e rieducare potenziali terroristi o estremisti prima che diventino tali, visto che l’operato di intelligence e polizia non sarebbe in ogni modo sufficiente a fermare le minacce nel Regno Unito.
Alla base di Prevent c’è la segnalazione, o meglio la delazione, di presunti sospetti o potenziali estremisti in erba. Questo monitoraggio è sostanzialmente “appaltato” dalle autorità di intelligence soprattutto ai dipendenti pubblici, ossia insegnanti, professori, ma anche impiegati o rappresentanti di alcune comunità.
Ai quali, su base volontaria, è richiesto un monitoraggio quotidiano nei confronti delle persone o dei ragazzini (nel caso della scuola) con cui lavoravano. Se notano un comportamento sospetto in un individuo, o, per esempio, se lo ascoltano mentre pronuncia frasi estremiste, quest’ultimo viene “delazionato” al programma Prevent. Così, gli investigatori si attivano e appurano il livello della potenziale minaccia della persona attenzionata.
Insomma, Prevent è anche un programma di sorveglianza “umana” e negli anni ha scatenato molte polemiche, attirando definizioni di “spionaggio di stato” o “istituzione tossica". Secondo i suoi critici, avrebbe diffuso un clima di sospetto e discriminatorio in varie istituzioni, scuole incluse, dove le parole e gli atteggiamenti soprattutto dei bambini musulmani sarebbero scrutinate sempre più minuziosamente rispetto agli altri studenti.
Anche per questo, in parte della comunità islamica, Prevent è considerato un "sistema di sorveglianza dei musulmani”. Inoltre, il monitoraggio raccoglierebbe indiscriminatamente dati personali dei potenziali sospetti.
Negli anni ci sono stati decine, forse centinaia, imbarazzanti casi legati a Prevent, a volte dovuti a pregiudizi - anche inconsapevoli - nei confronti della comunità musulmana. Per esempio, tre mesi fa, un bambino di fede islamica di 11 anni nell’inglese Warwickshire è stato erroneamente segnalato a Prevent perché la maestra ha malinterpretato una frase dello studente: alms to the oppressed, ossia “fondi per gli oppressi”, è stato inteso come arms, “armi”. Anni fa, un altro bambino di 10 anni inglese nel Lancashire è finito nella lista dei sospetti perché l’insegnante aveva capito terrorist, invece di terrace, mentre descriveva casa sua.
Per questo Prevent, che pure aveva individuato il killer di Sir David Amess, è finito sempre più sulla graticola delle critiche ed è soggetto a continue review per affinarne i meccanismi. Da mesi si cerca un sostituto al presidente della revisione in corso, Lord Carlile, che si è dovuto dimettere perché considerato prevenuto dalle comunità musulmane.
Tuttavia, Prevent non si tocca. Neil Basu, a capo del dipartimento anti terrorismo di Scotland Yard e probabile successore della commissaria Cressida Dick, ha dichiarato al Guardian qualche giorno fa che “Prevent resta un pilastro fondamentale della nostra lotta contro il terrorismo”.