Ungheria, il conservatore Marki-Zay guiderà la sfida delle opposizioni a Orban
di Andrea Tarquini , di Andrea TarquiniBERLINO - Péter Marki-Zay, 49 anni, cattolico conservatore europeista senza partito, sarà dunque lo sfidante del premier-autocrate ungherese Viktor Orbán alle elezioni politiche attese nel paese magiaro per la primavera dell'anno prossimo. Ecco il risultato finale del ballotaggio delle primarie organizzate dai sei partiti delle opposizioni, unitisi per trovare un candidato unico a premier. Alle primarie hanno partecipato moltissimi cittadini, più di 600 mila, cioè un numero superiore alle aspettative. Marki-Zay ha vinto conquistando il 56,71 per cento dei voti contro il 43,29 per cento andati alla sua concorrente Klára Dobrev, socialdemocratica e moglie dell'ex discusso premier socialista Ferenc Gyurcsany.
Klára Dobrev aveva secondo i media internazionali molti piú soldi a disposizione per la sua campagna, e alle spalle l'appoggio di Coalizione democratica, il piú organizzato partito d'opposizione ungheres…
BERLINO - Péter Marki-Zay, 49 anni, cattolico conservatore europeista senza partito, sarà dunque lo sfidante del premier-autocrate ungherese Viktor Orbán alle elezioni politiche attese nel paese magiaro per la primavera dell'anno prossimo. Ecco il risultato finale del ballotaggio delle primarie organizzate dai sei partiti delle opposizioni, unitisi per trovare un candidato unico a premier. Alle primarie hanno partecipato moltissimi cittadini, più di 600 mila, cioè un numero superiore alle aspettative. Marki-Zay ha vinto conquistando il 56,71 per cento dei voti contro il 43,29 per cento andati alla sua concorrente Klára Dobrev, socialdemocratica e moglie dell'ex discusso premier socialista Ferenc Gyurcsany.
Klára Dobrev aveva secondo i media internazionali molti piú soldi a disposizione per la sua campagna, e alle spalle l'appoggio di Coalizione democratica, il piú organizzato partito d'opposizione ungherese. Aveva vinto il primo turno delle primarie, quando il popolare sindaco verde di Budapest Gergely Karácsony era arrivato secondo e Marki-zay terzo. Fino all'ultimo ha accusato il 49enne conservatore di non essere all'altezza del compito. Ma Marki-Zay, a favore del quale Karácsony aveva desistito dalla corsa al ballotaggio, è sembrato alle opposizioni il candidato piú unificante, in grado di sottrarre voti anche a destra a Orbán.
"Ora cambieremo l'opposizione", ha detto Marki-Zay ringraziando a caldo gli elettori delle primarie all'annuncio della sua vittoria. "Voglio una nuova Ungheria pulita e onesta, non solo sconfiggere Orbán. Voglio restaurare lo Stato di diritto, cancellare leggi e articoli costituzionali non conformi ai valori democratici occidentali introdotti da Orbán e dalla Fidesz, il suo partito, riportare l'Ungheria saldamente in Occidente e in Europa, prepararci all'adozione dell'euro, all'entrata nell'eurozona".
A quarantanove anni, sposato con la signora Vincze Felicia Lilla, da cui ha avuto ben sei figli, è convinto cattolico, si dice conservatore nei valori ma aperto al mondo e alla società multiculturale. Dal 2018, quando le opposizioni alle elezioni municipali espugnarono Budapest e altre dieci grandi città, egli è popolare sindaco di Hódmezövásárhely. Ha studiato Economia, Storia, Elettrotecnica, e ha vissuto a lungo con la famiglia negli Stati Uniti e in Canada.
"Bisogna far uscire la mia Ungheria dal clima di odio e contrapposizione frontale instaurato da Orbán", aveva detto in una recentissima intervista concessa in esclusiva a Repubblica. Aveva anche condannato i rapporti speciali instaurati dall'attuale premier con la Russia di Putin e la Cina, definendoli un grave atto di slealtà verso l'Unione europea e la Nato cui l'Ungheria appartiene.
La vittoria del giovane Marki-Zay conferma l'attuale trend nel centroest dell'Unione e dell'Alleanza. Come in Cechia con la coalizione Spolu (Insieme) che ha sconfitto il premier-tycoon Andreij Babis alle politiche e propone come premier delle opposizioni unite il leader del partito conservatore europeista e occidentale Petr Fiala, come in Polonia con il grande ritorno dell'ex premier Donald Tusk alla guida delle forze d'opposizione europeiste contrarie al partito sovranista PiS (Prawo i Sprawiedlywosc, Legge e Giustizia, al potere dal 2015), chi vuole riportare saldamente quei paesi nell'ambito dello Stato di diritto, cancellare gli autoritarismi e restaurare la piena solidarietà europeista e atlantica preferisce puntare su conservatori o liberalconservatori occidentali che non su forze o leader troppo contrassegnati come di sinistra. Oltre 30 anni dopo la caduta del comunismo, le forze di sinistra anche nuove stentano a liberarsi dall'ombra del ricordo del passato.
Per Péter Marki-Zay dunque comincia ora una battaglia appassionante. Ma anche difficile: secondo alcuni sondaggi, se ieri si fosse votato per il nuovo Parlamento il vincitore sarebbe stato una quarta volta Viktor Orbán, forte del suo carisma nazionalista e del controllo su media economia e cultura. La propaganda ufficiale già comincia qua e là a mettere addirittura in dubbio che Marki-Zay sia un vero conservatore e cristiano. Per ora però egli ha convinto, nelle città come nelle campagne.