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Usa, Facebook patteggia e paga una multa da 14 milioni di dollari: "Discriminazione sul lavoro"

(afp)
Ha riservato illegalmente posti per immigrati, togliendoli a quelli americani
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NEW YORK - Facebook patteggia con le autorità americane, che l'hanno accusata di aver riservato illegalmente posti per lavoratori immigrati che stava sponsorizzando per ottenere la carta verde invece di attingere dalla forza lavoro americana. Il patteggiamento prevede il pagamento di 14,3 milioni di dollari, di cui 4,75 milioni al governo e fino a 9,5 milioni alle vittime della presunta discriminazione. Il governo ha sostenuto che Facebook ha creato intenzionalmente un sistema di assunzione in cui ha negato ai lavoratori statunitensi qualificati un'equa opportunità di venire a conoscenza e candidarsi per lavori che invece ha riservato ai titolari di visti temporanei. "E anche quando i lavoratori americani hanno presentato le loro carte non sono stati considerati per le posizioni disponibili. In parole semplici, Facebook ha riservato le posizioni per coloro che erano in possesso di visti", si legge nell'azione legale presentata lo scorso dicembre dall'amministrazione dell'ex presidente Donald Trump.

 

Al centro della disputa i visti H-1B, ampiamente utilizzati dai programmatori di software e da altri dipendenti delle principali società tecnologiche statunitensi per assumere persone con specifiche qualifiche provenienti da Paesi stranieri. Anche se Facebook sostiene di aver soddisfatto gli standard del governo ha accettato di pagare la multa e di aprire le porte dei suoi uffici anche ai cittadini americani, sottoponendosi a controlli continui per garantire la conformità. Un accordo a cui ha deciso di sottoporsi per porre fine al contenzioso e continuare il suo pogramma di assunzione "dei migliori lavoratori, sia dagli Stati Uniti che da altre parti del mondo, e di sostenere i nostri dipendenti altamente qualificati che cercano di ottenere la residenza permanente", ha detto Facebook in una dichiarazione.

La sanzione è la maggiore recuperata dalla divisione per i diritti civili nei 35 anni di storia dell'applicazione delle norme antidiscriminazione ai sensi dell'Immigration and Nationality Act. "Facebook non è al di sopra della legge e deve rispettare le leggi , che vietano pratiche di assunzione discriminatorie", afferma la divisione diritti civili del Dipartimento di Giustizia.