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Assalto a Capitol Hill, Steve Bannon accusato di oltraggio al Congresso: rischia l'incriminazione

Steve Bannon  (reuters)
Si è rifiutato di testimoniare davanti alla commissione che indaga sulle violenze del 6 gennaio: rischia fino a 12 mesi di carcere
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NEW YORK - L'ex stratega di Trump, Steve Bannon, sarebbe stato a conoscenza in anticipo del piano per assaltare il Congresso, il 6 gennaio, e forse ha avuto un ruolo attivo nell'organizzarlo. E' quanto emerso dall'inchiesta condotta dalla commissione del Congresso, che martedì sera si è pronunciata a favore dell'incriminazione di Bannon, dopo il suo rifiuto a presentarsi in audizione per testimoniare.

 

"In base alla nostra indagine - ha commentato la repubblicana Liz Cheney - Bannon era a conoscenza in anticipo dei piani per il 6 gennaio e probabilmente ha avuto un ruolo attivo nel formulare questi piani". L'ex stratega di Donald Trump, ha aggiunto Cheney, era nella 'war room', la sala di comando allestita al Willard Hotel…

NEW YORK - L'ex stratega di Trump, Steve Bannon, sarebbe stato a conoscenza in anticipo del piano per assaltare il Congresso, il 6 gennaio, e forse ha avuto un ruolo attivo nell'organizzarlo. E' quanto emerso dall'inchiesta condotta dalla commissione del Congresso, che martedì sera si è pronunciata a favore dell'incriminazione di Bannon, dopo il suo rifiuto a presentarsi in audizione per testimoniare.

 

"In base alla nostra indagine - ha commentato la repubblicana Liz Cheney - Bannon era a conoscenza in anticipo dei piani per il 6 gennaio e probabilmente ha avuto un ruolo attivo nel formulare questi piani". L'ex stratega di Donald Trump, ha aggiunto Cheney, era nella 'war room', la sala di comando allestita al Willard Hotel, di fronte alla Casa Bianca, il 6 gennaio, frequentata in quei giorni da una serie di personaggi legati all'ex presidente, tra cui l'avvocato personale Rudy Giuliani.

La decisione della commissione di 'segnalare' Bannon al dipartimento di Giustizia perché avvii formalmente l'inchiesta, dovrà ottenere giovedì il via libera dalla Camera, a maggioranza democratica. Toccherà poi alla Speaker, Nancy Pelosi, comunicare formalmente la decisione all'ufficio dell'Attorney di District of Columbia, competente per Washington, che poi chiamerà in causa il Grand Jury. Se Bannon finirà sotto inchiesta e verrà condannato, rischia fino a dodici mesi di prigione. Ma, secondo esperti legali, questo atto ha più un valore politico che effettivo: la procedura potrebbe richiedere anni e difficilmente si conclude in un reale arresto. Nel caso il dipartimento decida di non procedere formalmente, la commissione potrebbe avviare una causa civile.

La decisione del dipartimento Giustizia avrà, in ogni caso, un impatto politico, perché chiamerà in prima persona il capo dell'amministrazione, Joe Biden. Appena il 15 ottobre il presidente aveva chiesto che chiunque si fosse opposto a testimoniare davanti al Congresso "andava perseguito". Ora potrà dimostrarlo. I democratici si aspettano l'incriminazione. "O Bannon si conforma alle richieste della commissione - ha commentato il rappresentante liberal Bennie Thompson - o affronterà le conseguenze".

Secondo i democratici, il suo caso deve rappresentare un monito per gli altri consiglieri di Trump, convocati per testimoniare e che, finora, si sono opposti, seguendo le indicazioni dell'ex presidente, che si è appellato al 'privilegio dell'esecutivo' per schermare ogni atto e comunicazione avvenuta alla Casa Bianca durante le drammatiche ore dell'assalto. Oltre a Bannon, figurano l'ex capo dello staff presidenziale, Mark Meadows, l'ex vice capo Daniel Scavino e l'ex capo dello staff del Pentagono Kash Patel.

Bannon, però, ha un peso rilevante maggiore, vista la lunga amicizia con l'ex presidente. "Il suo negarsi - ha commentato Cheney - suggerisce l'ipotesi che il presidente Trump fosse personalmente coinvolto nel piano e nell'attuazione del 6 gennaio. E noi andremo fino in fondo per scoprirlo".