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Barrette di cioccolato della Virunga Origins (afp)

Congo, nel parco dei gorilla il cioccolato "buono" che sfida i terroristi

La fabbrica "Virunga Origins" è stata più volte attaccata dalle milizie islamiste, ma resiste puntando su energia pulita e riscatto della forza lavoro locale: "Disperazione? Il nostro sarà il cioccolatino migliore del mondo" Questo contenuto fa parte della newsletter Continental Breakfast, una selezione di articoli pubblicati dall'alleanza LENA (Leading European Newspaper Alliance). Per vedere un'anteprima potete cliccare qui / Per iscrivervi e riceverla ogni settimana sulla vostra casella di posta elettronica potete cliccare qui
2 minuti di lettura

Si può resistere al Terrore anche con il cacao. Nel santuario dei gorilla di montagna in Congo c’è una piccola e resiliente fabbrica di cioccolato assediata dalle milizie islamiste delle Forze Democratiche Alleate (Adf). Che non molla. Virunga Origins nasce a Mutwanga nel 2020 nell’omonimo parco, patrimonio mondiale dell’Unesco, nell’ Est della Repubblica Democratica del Congo, uno dei luoghi più travagliati del Paese e del pianeta: sono circa 122 i gruppi armati che seminano violenza in questa regione, il Nord Kivu. La prima tavoletta di cioccolato Virunga ha fatto il suo debutto sul mercato internazionale a ottobre dello scorso anno. Due mesi dopo, le milizie Adf, affiliate all’Isis, hanno compiuto il primo di due massacri seminando morte e terrore. “Stavo tornando a casa verso le 20,30 quando ho sentito colpi di arma da fuoco – ci racconta Roger Muhindo, il direttore di Virunga Origins – La mattina dopo, a 100 met…

Si può resistere al Terrore anche con il cacao. Nel santuario dei gorilla di montagna in Congo c’è una piccola e resiliente fabbrica di cioccolato assediata dalle milizie islamiste delle Forze Democratiche Alleate (Adf). Che non molla. Virunga Origins nasce a Mutwanga nel 2020 nell’omonimo parco, patrimonio mondiale dell’Unesco, nell’ Est della Repubblica Democratica del Congo, uno dei luoghi più travagliati del Paese e del pianeta: sono circa 122 i gruppi armati che seminano violenza in questa regione, il Nord Kivu. La prima tavoletta di cioccolato Virunga ha fatto il suo debutto sul mercato internazionale a ottobre dello scorso anno. Due mesi dopo, le milizie Adf, affiliate all’Isis, hanno compiuto il primo di due massacri seminando morte e terrore. “Stavo tornando a casa verso le 20,30 quando ho sentito colpi di arma da fuoco – ci racconta Roger Muhindo, il direttore di Virunga Origins – La mattina dopo, a 100 metri da casa mia, abbiamo scoperto che erano state uccise decine di persone. Quella è stata la notte più difficile della mia vita”.

I dieci dipendenti della fabbrica si sono spaventati e sono scappati. Non volevano più tornare. Era chiaro che l’obiettivo degli islamisti era la fabbrica di cioccolato e quello che rappresenta. Non sia mai che la gente si appassioni alla propria terra, a lavorarla e a valorizzarla usando energie sostenibili e rinnovabili. Forze sottratte al terrorismo e alla rabbia. Virunga Origins è un’impresa sociale in cui il 100% dei profitti viene riversato direttamente nella conservazione del Parco e nella comunità confinante per progetti di sviluppo. Gli azionisti sono il Virunga National Park, la fondazione World We Want, Copak e i due produttori belgi di cioccolato che hanno avviato la fabbrica.

Dopo il primo massacro sono intervenuti i ranger del Parco che hanno messo in sicurezza la struttura con l’aiuto dell’esercito congolese. Chi se n’era andato è tornato. Ma c'è stata la seconda strage. “Io e i miei colleghi abbiamo passato la notte nella foresta. Avevamo paura che ci bruciassero nelle nostre case – racconta Muhindo – Hanno cercato di entrare nella fabbrica distruggendo la recinzione. Il sistema di sicurezza li ha respinti”.

In meno di un anno più di 200 civili sono stati uccisi in un raggio di 20 chilometri dalla fabbrica di cioccolato, principalmente in villaggi isolati, vicino alle piantagioni di cacao. Mille i morti in un anno in tutta la regione. Ma il gruppo di Roger non si piega e rilancia: “Quando acquisti il nostro cioccolato i contadini del Parco nazionale di Virunga si rallegrano. I ranger del Parco si rallegrano. I nostri gorilla e altri animali selvatici diventano felici. Questo è ciò che chiamiamo ‘Doppia Felicità’”, recita il sito di Origins. L’ approccio è garantire che i profitti delle sue operazioni siano condivisi in modo uniforme lungo tutta la catena di approvvigionamento. Questo aiuta a creare e salvaguardare i mezzi di sussistenza degli agricoltori locali e di altri attori coinvolti nella lavorazione del cacao. “Il nostro cioccolato viene fatto alla fonte delle fave. E i profitti ritornano alle persone che piantano, raccolgono e lavorano le fave. Questo è quello che noi chiamiamo felicità condivisa”.

Dopo i due massacri i ranger e l’esercito hanno migliorato ancora di più l’apparato della sicurezza. “C’è anche un sistema di allerta per la comunità. In caso di sospetto attentato le persone possono avvertire direttamente i militari. Da quando abbiamo installato questo programma non ci sono più stati attacchi”.

A giugno il gruppo di esperti delle Nazioni Unite per la Repubblica Democratica del Congo ha riferito che oltre agli attacchi e ai rapimenti da parte delle forze Adf, ci si sono messi anche i soldati congolesi: le truppe governative sono state sorprese a raccogliere le fave di cacao nei campi abbandonati, e a venderli a mercenari nella confinante Uganda. Ma qui nessuno si scoraggia e la macchina produttiva funziona a pieno regime. “Aumenteremo la capacità di produzione di dieci volte per soddisfare la domanda locale e internazionale - ha detto all’Afp Basten Allard, uno dei funzionari del Parco – Avremo uno dei primi cioccolatini prodotti al 100% con energia rinnovabile grazie alla torrefazione solare”. 

La fabbrica si sta espandendo. Dopo l’avvio di un piccolo impianto idroelettrico nel 2013, un secondo è in attesa di ultimazione ai piedi delle montagne di Rwenzori. Roger Muhinda e i suoi dipendenti continuano a lavorare al loro sogno. Come dice il direttore di Virunga Origins: “Dove gli altri vedono disperazione io vedo il cioccolatino più buono del mondo”.