Usa, Rachel Levine prima ammiraglia a 4 stelle transgender
di Massimo Basile , di Massimo BasileNEW YORK - Ora chiamatela ammiraglia Levine. “Possa questa scelta essere la prima di molte altre in futuro. La diversità ci rende più forti”. La dottoressa Rachel Levine ha abbattuto un altro muro: dopo essere diventata la prima transgender nella storia del governo americano, come viceministra della Sanità, adesso è la prima alta ufficiale a quattro stelle dell’amministrazione federale. Pediatra, professoressa universitaria e attivista Lgbtq+, Levine è stata nominata dal presidente Joe Biden ammiraglia del Corpo incaricato del servizio sanitario pubblico, formato da personale sanitario che interviene in caso di emergenze per la salute o disastri ambientali.
NEW YORK - Ora chiamatela ammiraglia Levine. “Possa questa scelta essere la prima di molte altre in futuro. La diversità ci rende più forti”. La dottoressa Rachel Levine ha abbattuto un altro muro: dopo essere diventata la prima transgender nella storia del governo americano, come viceministra della Sanità, adesso è la prima alta ufficiale a quattro stelle dell’amministrazione federale. Pediatra, professoressa universitaria e attivista Lgbtq+, Levine è stata nominata dal presidente Joe Biden ammiraglia del Corpo incaricato del servizio sanitario pubblico, formato da personale sanitario che interviene in caso di emergenze per la salute o disastri ambientali.
“Questo è un momento storico - ha commentato, subito dopo il giuramento - e io sono onorata di assumere l’incarico, per l’impatto che avrà nella vita delle persone e per ciò che rappresenta”. Da mesi Levine è diventata la voce di persone che vivono ai margini, o senza rivelarsi, e uno dei simboli più forti del passaggio da un presidente sessista e transomofobo a uno che, nonostante sia più vecchio, ha aperto fin da subito al riconoscimento di una sessualità più ampia. L’ammiraglia Levine indosserà regolarmente la divisa blu da primo ufficiale e guiderà un esercito di seimila professionisti sanitari in uniforme.
“Siamo estremamente orgogliosi”, ha commentato il chirurgo generale Vivek Murthy, capo esecutivo e portavoce della sanità. “È un momento di grande orgoglio per tutti noi”, ha aggiunto il segretario alla Sanità Xavier Becerra. Nata da una famiglia ebraica a Wakefield, Massachusetts, 64 anni, sposata nell’88 e divorziata nel 2013, due figli, la transizione a donna completata nel 2011, nella sua carriera di dirigente sanitario Levine ha sempre conquistato una approvazione bipartisan, tanto da essere confermata tre volte dal senato della Pennsylvania nel ruolo di ministra statale della Sanità. A farla emergere come personaggio nazionale è stata la sua battaglia contro la dipendenza da oppioidi, che in Usa è causa di circa 300 mila morti ogni anno, e nel contrastare la pandemia da Covid. Ma la nomina ad ammiraglia non è piaciuta a tutti. Alcuni conservatori hanno bollato la scelta come “mossa politica”.
“La gang di Biden - ha commentato su Facebook Tom Fitton, presidente del gruppo conservatore Judicial Watch - scambia i messaggi politici con i servizi di sanità pubblica”. Levine, però, non ci sta: non si considera solo un simbolo. “Sto facendo tutto questo - aveva commentato nei giorni scorsi - per il mio impegno e lo manterrò alto, in onore della divisa che andrò a indossare”. Ma poi ha voluto fare una distinzione con i ‘veri’ ammiragli americani. “Noi non siamo militari - ha spiegato - ci sono gli ammiragli dell’esercito, della Marina, dell’aviazione e della Space Force, dei Marines, e insomma tutti gli altri. E ci sono quelli della Sanità, legati alla medicina, ma non considerateci un servizio militare. Siamo diversi”. E la differenza, come ha detto, “ci rende più forti”.