Egitto, "arrestata" per 10 giorni una artista-robot
di Enrico Franceschini , di Enrico FranceschiniLONDRA – Un’artista robot di fabbricazione inglese è stata “arrestata” per spionaggio in Egitto, dove era arrivata per una mostra in programma alle piramidi di Giza. Nata nel 2019 in un laboratorio della Cornovaglia con l’aiuto di scienziati della università di Oxford, Ai-Da è un umanoide con sembianze femminili considerato il primo artista realistico dotato di intelligenza artificiale: telecamere nascoste negli occhi trasmettono comandi alle braccia meccaniche che le permettono di disegnare ritratti e plasmare sculture. Ma le guardie di frontiera egiziane, ricevendola chiusa in una cassa all’aeroporto del Cairo insieme alla sua ultima creazione, hanno pensato che le microcamere ne facessero a tutti gli effetti un agente segreto straniero e hanno detenuto il robot per dieci giorni per “ragioni di sicurezza”, prima di rilasciarlo ieri dopo intense pressioni dell’ambasciata del Regno Unito.
La paradoss…
LONDRA – Un’artista robot di fabbricazione inglese è stata “arrestata” per spionaggio in Egitto, dove era arrivata per una mostra in programma alle piramidi di Giza. Nata nel 2019 in un laboratorio della Cornovaglia con l’aiuto di scienziati della università di Oxford, Ai-Da è un umanoide con sembianze femminili considerato il primo artista realistico dotato di intelligenza artificiale: telecamere nascoste negli occhi trasmettono comandi alle braccia meccaniche che le permettono di disegnare ritratti e plasmare sculture. Ma le guardie di frontiera egiziane, ricevendola chiusa in una cassa all’aeroporto del Cairo insieme alla sua ultima creazione, hanno pensato che le microcamere ne facessero a tutti gli effetti un agente segreto straniero e hanno detenuto il robot per dieci giorni per “ragioni di sicurezza”, prima di rilasciarlo ieri dopo intense pressioni dell’ambasciata del Regno Unito.
La paradossale vicenda rappresenta forse il primo caso al mondo di un robot trattenuto dalla polizia con l’accusa di essere una spia, come riporta stamane il Guardian di Londra. Il nome Ai-Da non ha nulla a che fare con l’opera teatrale di Giuseppe Verdi ambientata nell’antico Egitto: deriva piuttosto da Ada Lovelace, una matematica e scrittrice inglese dell’Ottocento conosciuta per i suoi studi su un primordiale modello di computer meccanico, in cui fu la prima a riconoscere che una macchina del genere avrebbe potuto avere applicazioni al di là della pura sfera dei calcoli aritmetici.
Ai-Da e la scultura che la accompagnava erano state spedite al Cairo per l’apertura di Forever is Now (Per sempre è adesso), un’esibizione davanti alle piramidi nei pressi della capitale egiziana che avrebbe portato per la prima volta opere di arte contemporanea accanto ai monumenti sepolcrali di 2500 anni fa. Concepita in collaborazione con il ministero degli Esteri, della Cultura e del Turismo egiziano, la mostra resterà aperta fino al 7 novembre ospitando allestimenti di famosi artisti internazionali come Stephen Cox, Lorenzo Quinn, Alexander Ponomarev e Moataz Nasr. La scultura di 2 metri e mezzo per due metri e mezzo creata da Ai-Da, una riproduzione gigante di sé stessa, è un gioco di parole sul noto indovinello della sfinge: “Cos’è che ha quattro gambe al mattino, due a mezzogiorno e tre alla sera?” La risposta è un essere umano, che cammina a quattro zampe quando è un neonato, su due gambe quando è adulto e da vecchio su tre aiutandosi con un bastone. Altre opere di Ai-Da sono apparse al Victoria & Albert Museum e al Design Museum di Londra.
“Ai-Da è un’artista robot, non una spia”, dice al quotidiano londinese Aidan Meller, un celebre gallerista di Oxford e uno dei suoi inventori insieme a Engineered Arts, un’azienda di robotica della Cornovaglia. “La situazione che si è creata in Egitto è certamente ironica, perché l’obiettivo di Ai-Da è sottolineare gli abusi dello sviluppo tecnologico ma proprio per la sua tecnologia è stata detenuta”. Come se fosse uno 007 nemico.