Lussemburgo, sì alla produzione di cannabis in casa: è il primo Paese in Europa
di Natasha Caragnano , di Natasha CaragnanoIl Lussemburgo è il primo Paese europeo a legalizzare la produzione e il consumo di marijuana per contrastare il mercato illegale. Sarà concesso, ai maggiori di 18 anni, coltivare fino a quattro piante di cannabis a casa o in giardino per uso personale. I semi saranno acquistabili nei negozi, oppure online, senza alcun limite di quantità o di livello di tetraidrocannabinolo (Thc), il principio psicoattivo. "Abbiamo pensato di dover agire. Abbiamo un problema con le droghe e la cannabis è quella più utilizzata, occupando una grande parte del mercato illegale", ha detto la ministra della Giustizia Sam Tanson.
Per i coltivatori domestici lo spazio per le loro piante sarà limitato al luogo di residenza. Resta il divieto di consumo e trasporto in pubblico e il commercio, tranne che per i semi. Ma anche queste regole si ammorbidiranno perché non sarà più considerato un reato portare con sé una quantità m…
Il Lussemburgo è il primo Paese europeo a legalizzare la produzione e il consumo di marijuana per contrastare il mercato illegale. Sarà concesso, ai maggiori di 18 anni, coltivare fino a quattro piante di cannabis a casa o in giardino per uso personale. I semi saranno acquistabili nei negozi, oppure online, senza alcun limite di quantità o di livello di tetraidrocannabinolo (Thc), il principio psicoattivo. "Abbiamo pensato di dover agire. Abbiamo un problema con le droghe e la cannabis è quella più utilizzata, occupando una grande parte del mercato illegale", ha detto la ministra della Giustizia Sam Tanson.
Per i coltivatori domestici lo spazio per le loro piante sarà limitato al luogo di residenza. Resta il divieto di consumo e trasporto in pubblico e il commercio, tranne che per i semi. Ma anche queste regole si ammorbidiranno perché non sarà più considerato un reato portare con sé una quantità minore a 3 grammi: sarà classificato come illecito. Le multe sarebbero ridotte a soli 25 euro rispetto alle cifre precedenti che andavano dai 251 a 2.500 euro. "Al di sopra della quantità stabilita, però, non cambia nulla", ha avvisatoTanson. "Niente cambia neanche per gli automobilisti: c'è ancora tolleranza zero".
"L'idea è che un consumatore non si trovi in una situazione illegale consumando cannabis in modo tale da non supportare l'intera catena illegale che va dalla produzione al trasporto fino alla vendita. Vogliamo fare tutto il possibile per allontanarci sempre di più dal mercato illegale". Secondo l'ultimo report del ministero della Salute, la cannabis è la droga maggiormente utilizzata nel Paese con una percentuale del 32,7%, soprattutto tra i 15 e i 34 anni. E vieterla l'ha resa solo più attraente per i giovani, aveva detto il ministro della Salute Etienne Schneider quando nel 2019 aveva annunciato al quotidiano americano Politico il grande piano di Lussemburgo. L'obiettivo era quello di far approvare la proposta di legge entro due anni, cosa non difficile visto che tutti e tre i partiti che formano la coalizione di governo erano favoreveli alla legalizzazione.
E infatti due anni dopo il piccolo Paese da 530mila abitanti ha compiuto il primo passo verso un progetto più grande. Il governo ha infatti previsto la formazione di un sistema di produzione e distribuzione regolamentato dallo Stato per garantire la qualità del prodotto. I ricavi delle vendite verranno investiti "principalmente nella prevenzione, nell'istruzione e nell'assistenza sanitaria nel vasto campo delle dipendenze", affermano fonti del governo riportate dal quotidiano inglese Guardian.
Marijuana, l'esempio di Stati Uniti e Paesi Bassi
Negli Stati Uniti, lo stesso giorno, lo Stato di New York ha invece annunciato il via libera alla coltivazione della marijuana medica in casa. Secondo la misura si potranno coltivare fino a sei piante acquistate solo presso un dispensario autorizzato e dopo l'approvazione da parte di un medico. La marijuana medica è stata legalizzata a New York nel 2014 ma è stato difficile reperirla, almeno finora. La marijuana a scopo ricreativo è invece legale dallo scorso marzo con il "Marijuana Regulation and Taxation Act" che depenalizza il possesso di cannabis fino a 85 grammi e la coltivazione di massimo 12 piante per scopi medici.
Ma a fare da apripista alla legalizzazione della marijuana è stato l'Uruguay nel 2013, seguito dal Canada nel 2018. Questi, insieme a Lussemburgo e 11 Stati degli Stati Uniti, sono gli unici a violare una convenzione delle Nazioni Unite sul controllo degli stupefacenti, che impegna i firmatari a limitare "esclusivamente per scopi medici e scientifici la produzione, la fabbricazione, l'esportazione, la distribuzione delle importazioni, il commercio, l'occupazione e il possesso di droghe" compresa la cannabis.
Mentre nei Paesi Bassi, il Paese europeo con cui viene subito in mente il confronto, il possesso e il commercio sono tecnicamente illegali. Ha una "politica di tolleranza" in base alla quale l'uso ricreativo è ampiamente accettato entro alcuni limiti. La speranza del governo di Lussemburgo è che altri Paesi europei si uniscano nella lotta contro il mercato illegale della marijuana e seguano il suo esempio visto che "a oggi tutte le politiche sulle droghe non hanno avuto alcun effetto", aveva detto Schneider a Politico. In Italia, il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge che proroga la data di scadenza per la presentazione delle firme sul referendum per la legalizzazione della cannabis dal 30 settembre al 31 ottobre.