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L'Arabia Saudita promette emissioni zero entro il 2060

Il videomessaggio del principe ereditario saudita Mohammed bin Salman durante un forum a Riad (reuters)
Il principe ereditario Mohammed bin Salman ha affermato che il suo Paese investirà più di 180 miliardi di dollari per raggiungere l'obiettivo
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L'Arabia Saudita, il più grande esportatore mondiale di petrolio greggio, a pochi giorni dall'apertura della conferenza internazionale sul clima Cop26 in Scozia ha annunciato che il regno raggiungerà l'obiettivo di zero emissioni entro il 2060. In un messaggio video a una conferenza sul clima a Riad, il principe ereditario Mohammed bin Salman ha detto che lo Stato del Golfo ridurrà le emissioni di anidride carbonica di oltre 270 milioni di tonnellate all'anno nell'ambito della Saudi Green Initiative, che vedrà investimenti per oltre 186,63 miliardi di dollari. Il regno saudita, uno dei più grandi inquinatori del mondo, ha anche assicurato che parteciperà agli sforzi internazionali per ridurre le emissioni globali di metano del 30% entro il 2030. Tutto questo "senza intaccare la stabilità dei mercati energetici globali".

Su Twitter il presidente della Cop26, il britannico Alok Sharma, ha definito l'…

L'Arabia Saudita, il più grande esportatore mondiale di petrolio greggio, a pochi giorni dall'apertura della conferenza internazionale sul clima Cop26 in Scozia ha annunciato che il regno raggiungerà l'obiettivo di zero emissioni entro il 2060. In un messaggio video a una conferenza sul clima a Riad, il principe ereditario Mohammed bin Salman ha detto che lo Stato del Golfo ridurrà le emissioni di anidride carbonica di oltre 270 milioni di tonnellate all'anno nell'ambito della Saudi Green Initiative, che vedrà investimenti per oltre 186,63 miliardi di dollari. Il regno saudita, uno dei più grandi inquinatori del mondo, ha anche assicurato che parteciperà agli sforzi internazionali per ridurre le emissioni globali di metano del 30% entro il 2030. Tutto questo "senza intaccare la stabilità dei mercati energetici globali".

Su Twitter il presidente della Cop26, il britannico Alok Sharma, ha definito l'annuncio dell'Arabia Saudita "storico" e ha augurato che possa incoraggiare gli sforzi di altri Paesi. Impegnarsi per raggiungere la neutralità carbonica significa non emettere più gas come l'anidride carbonica, responsabili del riscaldamento globale, combinando il più possibile strategie come la riduzione delle emissioni e le misure di compensazione, come piantagioni di alberi o tecnologie che catturano Co2 direttamente nell'atmosfera. A marzo, Riad ha svelato una grande campagna per ridurre le sue emissioni che comprende un piano per piantare miliardi di alberi nei prossimi decenni: 450 milioni come primo passo, ha annunciato Mohammed bin Salman.

 

È un grande cambiamento per il decimo produttore di anidride carbonica al mondo, soprattutto dopo che i documenti pubblicati dalla Bbc denunciavano come un gruppo di Stati, tra cui Arabia Saudita, Australia e Giappone stiano facendo pressioni sull'Onu affinché un rapporto scientifico cruciale su come affrontare il cambiamento climatico - in cui si tracciano gli obiettivi per la riduzione delle emissioni di gas serra - introduca meno vincoli e restrizioni per la crescita industriale. Il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha avvertito che l'attuale situazione climatica è "un biglietto di sola andata verso il disastro" e ha sottolineato la necessità di "evitare il fallimento" al Cop26 di Glasgow che si terrà dal 31 ottobre al 12 novembre.

Secondo l'Onu al momento più di 130 Paesi hanno fissato, o considerano di farlo, l'obiettivo zero emissioni entro il 2050 per preservare un clima vivibile. Mentre Cina e Russia hanno in programma di raggiungerlo entro il 2060, Stati Uniti, Regno Unito, Emirati Arabi Uniti e adesso anche l'Arabia Saudita hanno anticipato la deadline a dieci anni prima. Tuttavia, il programma delle Nazioni Unite per l'ambiente ha recentemente notato in un rapporto che, nonostante gli impegni a ridurre le emissioni di gas serra, i piani per produrre carbone, petrolio e gas sono ancora in gran parte incompatibili con gli obiettivi dell'accordo sul clima del 2015 per limitare il riscaldamento globale.