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A Budapest l'abbraccio sovranista tra Orban e Marine Le Pen: "Salvini è il nostro eroe"

(ansa)
La leader dell'estrema destra francese in cerca di visibilità per la pressione del nuovo rivale Zemmour è volata dal premier ungherese. Corteo di auto blu e pranzo ufficiale: "Accoglienza grandiosa"
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PARIGI - Marine Le Pen vola a Budapest per incontrare Viktor Orban. La leader dell’estrema destra è in cerca di visibilità internazionale nel mezzo di un brutto momento politico, sotto pressione per l’ascesa del nuovo rivale Éric Zemmour. Il popolare commentatore che nei sondaggi insidia Le Pen nel suo elettorato era stato invitato di Orban un mese fa a un raduno dei sovranisti. E non è un caso che ora la presidente del Rassemblement National insista sull'accoglienza “grandiosa” riservata dal premier ungherese, con corteo di auto blu e pranzo ufficiale nei palazzi del potere. "Orban conduce coraggiosamente la lotta per la libertà del popolo ungherese e dei popoli d'Europa” ha detto Le Pen in una conferenza stampa, spiegando di aver parlato nella colazione di lavoro dell'"avvenire dell'Europa, del controllo delle nostre frontiere e delle sfide di civiltà che dobbiamo affrontare i…

PARIGI - Marine Le Pen vola a Budapest per incontrare Viktor Orban. La leader dell’estrema destra è in cerca di visibilità internazionale nel mezzo di un brutto momento politico, sotto pressione per l’ascesa del nuovo rivale Éric Zemmour. Il popolare commentatore che nei sondaggi insidia Le Pen nel suo elettorato era stato invitato di Orban un mese fa a un raduno dei sovranisti. E non è un caso che ora la presidente del Rassemblement National insista sull'accoglienza “grandiosa” riservata dal premier ungherese, con corteo di auto blu e pranzo ufficiale nei palazzi del potere. "Orban conduce coraggiosamente la lotta per la libertà del popolo ungherese e dei popoli d'Europa” ha detto Le Pen in una conferenza stampa, spiegando di aver parlato nella colazione di lavoro dell'"avvenire dell'Europa, del controllo delle nostre frontiere e delle sfide di civiltà che dobbiamo affrontare insieme".

I due leader non si erano mai incontrati in un contesto così solenne. Anzi in passato Orban aveva sempre preso le distanze dalla leader francese, ricordando il passato antisemita di suo padre. Ora c'è invece aria di intesa, forse perché i due politici affrontano entrambi difficoltà di consenso interno. E come trait d'union c'è l'alleanza con Matteo Salvini. “Con Le Pen abbiamo discusso del fatto che in Italia il nostro amico Salvini deve far fare fronte alle ingiustizie giudiziarie" ha commentato Orban definendo il capo della Lega "il nostro eroe”. “In veste di ministro dell'Interno è riuscito a provare che è possibile fermare l'immigrazione anche in mare. Per questo - ha concluso - deve essere rispettato in Europa e non gettato nella fossa dei leoni".

Il premier ungherese si è soffermato poi sugli “attacchi ingiusti” del parlamento europeo a proposito delle violazioni dello stato di diritto in Ungheria. E la leader francese gli ha dato man forte, criticando la "brutalità ideologica" dell'Ue. "In questo mese di ottobre, le circostanze non possono che ispirarci a pensare con affetto agli eroi della rivolta del 1956", ha proseguito, riferendosi alla rivolta contro il regime comunista allora sostenuto dai sovietici. Rispetto alla controversa legge anti-Lgbt+ varata da Budapest, Le Pen ha glissato. "Poiché sono fondamentalmente attaccata alla sovranità di ogni nazione - ha spiegato - non mi verrebbe in mente di venire a dare lezioni al popolo ungherese”. 

Nel braccio di ferro tra la Polonia e l'Ue la solidarietà espressa dai due leader sovranisti è totale. Le Pen aveva già sostenuto Varsavia contro "l'inaccettabile ricatto dell'Ue", dopo aver incontrato il primo ministro polacco a Bruxelles qualche giorno fa. L'immigrazione è stata ovviamente al centro dei colloqui tra i due leader con il Patto in discussione a Bruxelles denunciato da Le Pen come strumento di "sommersione migratoria che l'Ue vuole organizzare". La presidente del Rassemblement Nationa ha messo al centro della sua campagna per l’Eliseo l'impegno a riformare la Costituzione francese con un referendum sull'ingresso di stranieri “per confermare il principio della superiorità" nazionale su quella dell'Ue.