Golpe in Sudan, l'imprenditore sotto processo e il compositore in tournée: preoccupazione per gli italiani
di Antonietta NapoliDue storie diverse, stesso destino legato a un golpe che rischia di costringerli a restare bloccati a lungo in Sudan. Quel destino che accomuna l’imprenditore veneto Marco Zennaro e il compositore calabrese Franco Eco.
Il primo è a Khartum dallo scorso aprile e non può lasciare il Paese a causa di una controversia commerciale: è stato accusato di aver venduto una partita di trasformatori ritenuti “non conformi” dall’intermediario che li aveva acquistati e poi ceduti a un miliziano locale, zio del generale Dagalo che sembra destinato ad avere un ruolo di primo piano nel nuovo governo a guida militare.
Il prossimo 16 novembre avrebbe dovuto svolgersi l’udienza della causa civile che, sostiene il …
Due storie diverse, stesso destino legato a un golpe che rischia di costringerli a restare bloccati a lungo in Sudan. Quel destino che accomuna l’imprenditore veneto Marco Zennaro e il compositore calabrese Franco Eco.
Il primo è a Khartum dallo scorso aprile e non può lasciare il Paese a causa di una controversia commerciale: è stato accusato di aver venduto una partita di trasformatori ritenuti “non conformi” dall’intermediario che li aveva acquistati e poi ceduti a un miliziano locale, zio del generale Dagalo che sembra destinato ad avere un ruolo di primo piano nel nuovo governo a guida militare.
Il prossimo 16 novembre avrebbe dovuto svolgersi l’udienza della causa civile che, sostiene il padre di Zennaro, Cristiano, raggiunto telefonicamente da Repubblica, era destinata a essere archiviata per mancanza di prove.
“Eravamo a un passo dal riportarlo a casa. Ora siamo preoccupati. Con il cambio di governo e la possibilità che il generale Dagalo, meglio conosciuto come Hemetti, assuma ancora maggiore potere, la situazione può precipitare”, afferma il padre dell’imprenditore che, in un messaggio inviato ai familiari ieri sera, li aveva rassicurati di trovarsi presso l’ambasciata italiana a Khartum, ma aveva anche confidato la paura che nella notte qualcuno potesse andarlo a prelevarlo.
“Siamo preoccupati - aggiunge affranto Zennaro padre, che era pronto a partire per raggiungere il figlio in vista delle ultime fasi del processo. “Se andrà al potere Hemetti, Marco non lo vedremo più”.
Chi deve solo attendere che riprendano i voli internazionali è il compositore e musicista Franco Eco che nelle prime ore della mattinata di ieri aveva scritto del colpo di stato in Sudan sui suoi profili social.
“Hanno appena arrestato il primo ministro. Io sono al sicuro e tranquillo, ma Khartum è isolata. Mancano le comunicazioni. Si aspetta l'evoluzione della giornata". È stato il messaggio pubblicato dall’artista crotonese che la sera precedente aveva portato in scena nella sua capitale una sua opera in rappresentanza dell'Italia al Sama International Music Festival, uno dei più rilevanti festival africani organizzato con il sostengno di enti culturali di spessore mondiale. Uno spettacolo con le musiche del maestro Eco, il "Dante Concert", recitato da Emanuele Montagna e Asia Galeotti.
Anche Montagna e Galeotti, con il resto della delegazione italiana che aveva partecipato all’evento, sono bloccati in Sudan. I genitori di Eco che vivono a Crotone hanno fatto sapere che il figlio è al sicuro insieme agli attori della compagnia in un albergo del centro. Le famiglie sono in contatto con la Farnesina e seguono con preoccupazione gli sviluppi.
Ma i tempi per riportare gli italiani a casa, compresi i tanti cooperanti impegnati in progetti umanitari e culturali in Sudan, si prospettano alquanto lunghi.