TikTok, Snapchat e YouTube sotto torchio al Congresso: "Non tutelano i giovani"
di Raffaella Menichini , di Raffaella MenichiniNon solo Facebook. Sulla griglia del Congresso Usa negli ultimi giorni sono finiti anche i vertici di altri tre grandi social media, chiamati a rispondere a domande - e spesso accuse - circa le misure di protezione messe in atto verso gli utenti più giovani. Era inevitabile e forse anche tardivo: Snapchat, TikTok, YouTube sono infatti di gran lunga i social più popolari tra adolescenti e giovani adulti. Con i suoi due miliardi di utenti attivi, YouTube è il secondo social più popolare del pianeta e solo negli Usa è utilizzato dal 91% degli under 21. TikTok dice di avere un miliardo di utenti al mese ma non fornisce dati demografici (anche se le ricerche indicano che negli Usa il 62% dell'utenza è tra i 10 e i 29 anni). Snapchat ha 500 milioni di utenti attivi al mese e dice che l'80% di essi hanno più di 18 anni (ma oltre la grande maggioranza ne ha meno di 30).
Non solo Facebook. Sulla griglia del Congresso Usa negli ultimi giorni sono finiti anche i vertici di altri tre grandi social media, chiamati a rispondere a domande - e spesso accuse - circa le misure di protezione messe in atto verso gli utenti più giovani. Era inevitabile e forse anche tardivo: Snapchat, TikTok, YouTube sono infatti di gran lunga i social più popolari tra adolescenti e giovani adulti. Con i suoi due miliardi di utenti attivi, YouTube è il secondo social più popolare del pianeta e solo negli Usa è utilizzato dal 91% degli under 21. TikTok dice di avere un miliardo di utenti al mese ma non fornisce dati demografici (anche se le ricerche indicano che negli Usa il 62% dell'utenza è tra i 10 e i 29 anni). Snapchat ha 500 milioni di utenti attivi al mese e dice che l'80% di essi hanno più di 18 anni (ma oltre la grande maggioranza ne ha meno di 30).
Sia YouTube che TikTok hanno fatto appello al Congresso affinché legiferi più strettamente sulla privacy online, materia in cui l'Europa è vista come modello più avanzato. Tutte e tre le aziende hanno concordato sul fatto che dovrebbero essere i genitori a controllare ed eventualmente limitare i dati che i propri figli condividono. Snapchat fa notare che la sua piattaforma è progettata specificamente per l'eliminazione delle immagini dopo un certo periodo di tempo. Anche se i dati personali vengono raccolti e conservati nel database interno per un tempo non specificato.
Di certo la loro priorità è tenersi lontano da Facebook, travolto in queste ultime settimane dal ciclone delle rivelazioni della whistleblower Frances Haugen che ha diffuso migliaia di documenti riservati dell'azienda di Zuckerberg, ora visionati anche da un consorzio di giornali americani che li stanno pubblicando sotto la denominazione collettiva di "Facebook Papers". E così ieri davanti ai senatori TikTok ha tenuto a specificare che "non è un social network basato sui follower o sulle interazioni social tra utenti. Non è una app in cui la gente va a vedere cosa stanno facendo gli amici". Esattamente, dunque, il contrario di Facebook. E Snapchat addirittura sostiene di essere stata "costruita come antidoto ai social media": oltre ai post che si autocancellano, la app non offre agli utenti "contenuti infiniti e incontrollati". Esattamente il contrario di Facebook, ma anche di TikTok.
Questo però potrebbe non bastare a salvarli. Come ha detto il senatore Blumenthal in apertura dell'audizione, essere diversi da Facebook non è una difesa sufficiente. "Ormai il livello è sprofondato. Non vogliamo una corsa verso il basso, ma verso l'alto".