Taiwan, una delegazione di parlamentari europei in visita. L'ira di Pechino
dal nostro corrispondente Gianluca Modolo , dal nostro corrispondente Gianluca ModoloPECHINO - Una delegazione di parlamentari europei in visita a Taiwan la prossima settimana, guidata dall'eurodeputato francese Raphael Glucksmann, già sanzionato a marzo dalla Cina. La notizia, pubblicata questa notte dal South China Morning Post, sta già ovviamente irritando Pechino. "Non avere scambi ufficiali in alcuna forma con le autorità di Taiwan è parte essenziale dell'adesione al principio dell'unica Cina. Il Parlamento europeo è un organo ufficiale dell'Ue e se inviasse deputati in visita a Taiwan, violerebbe gravemente l'impegno dell'Ue nei confronti di tale principio, danneggerebbe un interesse principale della Cina e minerebbe il sano sviluppo delle relazioni Cina-Ue. Reagiremo ancora in base all'evolversi della situazione", ha scritto questa mattina su Twitter la rappresentanza diplomatica cinese a Bruxelles.
La delegazione, a conferma della delicatezza della questione, "ha giurato di ma…
PECHINO - Una delegazione di parlamentari europei in visita a Taiwan la prossima settimana, guidata dall'eurodeputato francese Raphael Glucksmann, già sanzionato a marzo dalla Cina. La notizia, pubblicata questa notte dal South China Morning Post, sta già ovviamente irritando Pechino. "Non avere scambi ufficiali in alcuna forma con le autorità di Taiwan è parte essenziale dell'adesione al principio dell'unica Cina. Il Parlamento europeo è un organo ufficiale dell'Ue e se inviasse deputati in visita a Taiwan, violerebbe gravemente l'impegno dell'Ue nei confronti di tale principio, danneggerebbe un interesse principale della Cina e minerebbe il sano sviluppo delle relazioni Cina-Ue. Reagiremo ancora in base all'evolversi della situazione", ha scritto questa mattina su Twitter la rappresentanza diplomatica cinese a Bruxelles.
La delegazione, a conferma della delicatezza della questione, "ha giurato di mantenere il segreto sui dettagli della missione a causa dei rischi per la sicurezza, anche ricevendo e-mail che chiedevano loro di non parlare del viaggio fino a dopo che avrà avuto luogo", come ha scritto il quotidiano di Hong Kong. Secondo le fonti del giornale, a Taipei la delegazione europea incontrerà i funzionari del Ministero della Giustizia e degli Affari Esteri, avrà colloqui con la ministra dell'innovazione digitale Audrey Tang e parteciperà ad alcune riunioni dello Yuan Legislativo, il Parlamento dell'isola.
Il 3 novembre, poi, secondo l'invito ufficiale di cui il giornale è entrato in possesso, il viceministro degli Esteri Harry Tseng terrà una cena "in onore della delegazione". Assieme a Glucksmann, dovrebbero prendere parte al viaggio: l'italiano Marco Dreosto, Petras Austrevicius, Marketa Gregorova, Andrius Kubilius, Georgios Kyrtsos e Andreas Schieder.
La notizia del viaggio arriva in un momento delicatissimo attorno allo Stretto di Formosa, con la Cina che nell'ultimo mese ha aumentato i sorvoli con i caccia dell'Esercito di liberazione popolare attorno alla zona di difesa di identificazione aerea dell'isola. Isola che Pechino considera una "provincia ribelle" da riannettere a tutti i costi, anche con la forza se necessario.
Ad alimentare le tensioni la settimana scorsa sono arrivate le parole del presidente americano Joe Biden, che si è detto pronto a difendere Taipei in caso di attacco: parole, poi ridimensionate dalla Casa Bianca, che sembrano voler rimettere in discussione quella politica dell'ambiguità strategica che dal 1979 regola i rapporti tra Washington e l'isola, in un triangolo che comprende anche la Cina comunista.
Il 24 ottobre, poi, vigilia del cinquantesimo anniversario dell'ingresso di Pechino all'Onu, un'altra mossa aveva indispettito la leadership cinese: i colloqui, tra funzionari americani e taiwanesi, per riportare l'isola a partecipare "significativamente" dentro le Nazioni Unite (Taiwan perse il seggio nel 1971 proprio in favore dei rappresentanti della Repubblica popolare), specialmente all'interno dell'Organizzazione mondiale della sanità e dell'Unfccc (la Convenzione Onu sui cambiamenti climatici).
"Taiwan non ha alcun diritto di partecipare all'Onu", ha sentenziato questa mattina Pechino, rispondendo così alle parole del segretario di Stato americano Antony Blinken che chiedeva appunto "una partecipazione significativa dell'isola all'interno del sistema Onu e della comunità internazionale".
Il tutto mentre il ministro degli Esteri taiwanese Joseph Wu è appena partito per un viaggio in Slovacchia e Repubblica Ceca. Dopo le tappe nei due Paesi est europei, Wu parteciperà venerdì, in collegamento, alla riunione dell'Ipac (Inter-parliamentary Alliance on China) che si terrà a Roma e che riunisce circa duecento parlamentari di vari Paesi critici verso Pechino. Proprio alla vigilia del vertice del G20.