La guerra della pesca nella Manica, i francesi fermano due battelli britannici
di Enrico Franceschini , di Enrico FranceschiniLONDRA – Il Regno Unito minaccia azioni di rappresaglia dopo che la Francia ha detenuto un peschereccio britannico accusandolo di essere entrato nelle sue acque senza la necessaria autorizzazione. Le unità della Royal Navy sono “al più alto livello” di preparazione, afferma una fonte del ministero della Difesa a Londra, per affrontare potenziali blocchi dei porti da parte delle flottiglie francesi se riceveranno una richiesta di soccorso dall’isola di Jersey, un protettorato della corona britannica nel canale della Manica diventato il punto focale della “guerra del pesce” fra le due nazioni. Parigi risponde sostenendo che Downing Street sta facendo “scelte politiche” per danneggiare le comunità costiere francesi. E Boris Johnson risponde convocando l'ambasciatore francese.
LONDRA – Il Regno Unito minaccia azioni di rappresaglia dopo che la Francia ha detenuto un peschereccio britannico accusandolo di essere entrato nelle sue acque senza la necessaria autorizzazione. Le unità della Royal Navy sono “al più alto livello” di preparazione, afferma una fonte del ministero della Difesa a Londra, per affrontare potenziali blocchi dei porti da parte delle flottiglie francesi se riceveranno una richiesta di soccorso dall’isola di Jersey, un protettorato della corona britannica nel canale della Manica diventato il punto focale della “guerra del pesce” fra le due nazioni. Parigi risponde sostenendo che Downing Street sta facendo “scelte politiche” per danneggiare le comunità costiere francesi. E Boris Johnson risponde convocando l'ambasciatore francese.
La tensione va avanti da mesi ed è uno dei risultati della Brexit: i diritti di pesca reciproci sono diventati oggetto di complicate trattative dopo l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea. La Francia protesta perché i permessi di cui hanno bisogno le proprie barche per pescare in acque britanniche e in prossimità di Jersey sono in ritardo: le licenze in materia sono scadute e non tutti i pescherecci francesi hanno ottenuto un nuovo patentino. Londra afferma che “il 98 per cento dei permessi” sono già stati rinnovati. Parigi smentisce, affermando che “soltanto il 90 per cento” dei suoi pescatori ha avuto la licenza di pesca.
Nel batti e ribatti, ieri la Marina militare francese ha scortato fino al porto di Le Havre un peschereccio britannico sorpreso a pescare nella baia della Senna senza le necessarie autorizzazioni: il pescato potrebbe venire confiscato e la barca trattenuta, con rischio di sanzioni penali per il proprietario. In un altro incidente, le guardie di frontiera francesi hanno lanciato un monito a un’imbarcazione inglese che non li ha lasciati salire a bordo per un controllo.
La guerra dei crostacei a Jersey tra Regno Unito e Francia. E la Brexit riapre la disfida delle reti
Se la questione non verrà risolta entro il 2 novembre, la Francia intende vietare gli sbarchi di prodotti marittimi britannici nei porti francesi, rafforzando i controlli doganali per navi e camion inglesi, e potrebbe tagliare le forniture energetiche delle isole britanniche nel canale. Boris Johnson vuole evitare una “battaglia navale” nel weekend in cui a Glasgow inizia Cop26, la conferenza dell’Onu sul clima da lui presieduta, ma la situazione rischia di sfuggirgli di mano.