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La guerra della pesca nella Manica, i francesi fermano due battelli britannici

(afp)
Si avvicina l'ultimatum del 2 novembre dato da Parigi agli inglesi per sbloccare le licenze per la pesca nell'area dopo la Brexit. La Francia: "Londra capisce solo il linguaggio della forza". Boris Johnson convoca l'ambasciatore francese.
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LONDRA – Il Regno Unito minaccia azioni di rappresaglia dopo che la Francia ha detenuto un peschereccio britannico accusandolo di essere entrato nelle sue acque senza la necessaria autorizzazione. Le unità della Royal Navy sono “al più alto livello” di preparazione, afferma una fonte del ministero della Difesa a Londra, per affrontare potenziali blocchi dei porti da parte delle flottiglie francesi se riceveranno una richiesta di soccorso dall’isola di Jersey, un protettorato della corona britannica nel canale della Manica diventato il punto focale della “guerra del pesce” fra le due nazioni. Parigi risponde sostenendo che Downing Street sta facendo “scelte politiche” per danneggiare le comunità costiere francesi. E Boris Johnson risponde convocando l'ambasciatore francese.

LONDRA – Il Regno Unito minaccia azioni di rappresaglia dopo che la Francia ha detenuto un peschereccio britannico accusandolo di essere entrato nelle sue acque senza la necessaria autorizzazione. Le unità della Royal Navy sono “al più alto livello” di preparazione, afferma una fonte del ministero della Difesa a Londra, per affrontare potenziali blocchi dei porti da parte delle flottiglie francesi se riceveranno una richiesta di soccorso dall’isola di Jersey, un protettorato della corona britannica nel canale della Manica diventato il punto focale della “guerra del pesce” fra le due nazioni. Parigi risponde sostenendo che Downing Street sta facendo “scelte politiche” per danneggiare le comunità costiere francesi. E Boris Johnson risponde convocando l'ambasciatore francese.

La tensione va avanti da mesi ed è uno dei risultati della Brexit: i diritti di pesca reciproci sono diventati oggetto di complicate trattative dopo l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea. La Francia protesta perché i permessi di cui hanno bisogno le proprie barche per pescare in acque britanniche e in prossimità di Jersey sono in ritardo: le licenze in materia sono scadute e non tutti i pescherecci francesi hanno ottenuto un nuovo patentino. Londra afferma che “il 98 per cento dei permessi” sono già stati rinnovati. Parigi smentisce, affermando che “soltanto il 90 per cento” dei suoi pescatori ha avuto la licenza di pesca.

Nel batti e ribatti, ieri la Marina militare francese ha scortato fino al porto di Le Havre un peschereccio britannico sorpreso a pescare nella baia della Senna senza le necessarie autorizzazioni: il pescato potrebbe venire confiscato e la barca trattenuta, con rischio di sanzioni penali per il proprietario. In un altro incidente, le guardie di frontiera francesi hanno lanciato un monito a un’imbarcazione inglese che non li ha lasciati salire a bordo per un controllo.

Questi metodi, consueti durante la stagione della pesca delle capesante, fanno parte di un generale inasprimento dei rapporti nella Manica, con il governo britannico che definisce ogni minaccia di bloccare le proprie barche come una violazione del diritto internazionale: “Non è l’atteggiamento che ci aspettiamo da uno stretto alleato e partner”, commenta un portavoce. Furiosa, la ministra degli Esteri Liz Truss ha convocato al Foreigno office l'ambasciatore di Francia per chiarimenti. Sul fronte opposto il governo francese parla di tolleranza zero: “Finora siamo andati avanti con il dialogo”, dice il ministro degli Affari europei Clemente Beaune, “ma ora dobbiamo parlare il linguaggio della forza perché sembra l’unica cosa che Londra comprende”.

Se la questione non verrà risolta entro il 2 novembre, la Francia intende vietare gli sbarchi di prodotti marittimi britannici nei porti francesi, rafforzando i controlli doganali per navi e camion inglesi, e potrebbe tagliare le forniture energetiche delle isole britanniche nel canale. Boris Johnson vuole evitare una “battaglia navale” nel weekend in cui a Glasgow inizia Cop26, la conferenza dell’Onu sul clima da lui presieduta, ma la situazione rischia di sfuggirgli di mano.