G20, Biden in volo per Roma con in tasca il "sì" al pacchetto da 500 miliardi di dollari per il clima
di Anna Lombardi , di Anna LombardiJoe Biden ce l’ha fatta. Dopo essere partito in ritardo da Washington per occuparsi di faccende interne, convincendo solo last minute i due senatori moderati Joe Manchin e Kyrsten Sinema ad accettare il piano di spesa sullo sviluppo (grazie alla rinuncia da parte della sinistra alla misura relativa al congedo familiare e medico retribuito pur di sbloccare l’impasse) il presidente americano atterrerà stanotte a Roma con in tasca il “frame” – sì, insomma la cornice – dell’accordo di massima sulla manovra di sviluppo Build Back Better ormai ridotta a 1750 miliardi di dollari. Intesa contenente pure il pacchetto da 555 miliardi da destinare alla lotta ai cambiamenti climatici, che il presidente intende usare nei prossimi giorni come biglietto da visita: presentandolo già domani a Papa Francesco, sensibilissimo al tema, durante la visita in Vaticano con la moglie Jill. E poi alla conferenza Cop26 di Glasgow. &nbs…
Joe Biden ce l’ha fatta. Dopo essere partito in ritardo da Washington per occuparsi di faccende interne, convincendo solo last minute i due senatori moderati Joe Manchin e Kyrsten Sinema ad accettare il piano di spesa sullo sviluppo (grazie alla rinuncia da parte della sinistra alla misura relativa al congedo familiare e medico retribuito pur di sbloccare l’impasse) il presidente americano atterrerà stanotte a Roma con in tasca il “frame” – sì, insomma la cornice – dell’accordo di massima sulla manovra di sviluppo Build Back Better ormai ridotta a 1750 miliardi di dollari. Intesa contenente pure il pacchetto da 555 miliardi da destinare alla lotta ai cambiamenti climatici, che il presidente intende usare nei prossimi giorni come biglietto da visita: presentandolo già domani a Papa Francesco, sensibilissimo al tema, durante la visita in Vaticano con la moglie Jill. E poi alla conferenza Cop26 di Glasgow.
Una tre giorni fitta d’impegni quella del presidente americano. Che dopo la visita al Papa, incontrerà pure il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il premier Mario Draghi. Per poi recarsi in territorio francese (Palazzo Farnese o Villa Medici) per il bilaterale attesissimo con il presidente Emmanuel Macron organizzato per cercare di ricucire le relazioni con la Francia dopo lo “sgarbo” dell’accordo trilaterale Aukus con Gran Bretagna e Australia per dotare Canberra di sottomarini a propulsione nucleare: una storica partnership di sicurezza in funzione anticinese che ha privato Parigi di una commissione importante e tanto ha irritato gli europei.
Sì, Joe Biden torna nel Vecchio Continente in un’atmosfera decisamente diversa rispetto al viaggio in Cornovaglia dello scorso giugno: quando la promessa di un nuovo multilateralismo e più stretti contatti con gli alleati riassunti nello slogan “America is back” avevano trasformato la visita in una festa. Quelle aspettative si sono disgregate già durante l’estate: per colpa della disastrosa uscita americana dall’Afghanistan. E, appunto, con l’annuncio di Aukus che ha evidentemente mostrato come l’attenzione statunitense sia focalizzata sulla competizione con Pechino.
Ricucire con gli alleati dunque, ma anche rilanciare la leadership americana, saranno le principali preoccupazioni del presidente e della sua squadra. Già sabato, d’altronde, nel corso del G20 finanziario quando ciascun Paese dichiarerà quante fiale intende donare ai Paesi più bisognosi. Gli Stati Uniti, che hanno già elargito 200 milioni di dosi, si impegneranno a devolverne un altro miliardo. Gli occhi sono puntati sulle dichiarazioni del presidente Usa in tal ambito: la speranza è che torni a proporre la sospensione dei brevetti dei vaccini anti Covid.
Cruciale nel dibattito dei 20 sarà la questione energetica. Tanto più ora che Biden è finalmente forte dell’accordo interno che prevede importanti sgravi fiscali per installare fonti energetiche a bassa emissione. Accelerare la riconversione, puntando sulle rinnovabili, è uno dei cavalli di battaglia del presidente, che si venta in patria di portare avanti “una politica estera per la classe media” e dunque vorrà concentrararsi sui problemi della catena di approvvigionamento e sull'aumento dei prezzi dell'energia.
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Ci sono però timori già questo inverno: Washington teme che Mosca approfitterà del momento complicato per avvantaggiarsi nel suo ruolo di fornitore di gas all’Europa. L’annuncio che l’Iran ha accettato di tornare al tavolo delle trattative sul nucleare a Vienna entro la fine di Novembre è un altro importante tema in agenda. Biden sonderà gli umori degli altri leader, tanto più che Teheran non prevede di avere in quel contesto colloqui diretti con gli americani. Last but not least, si ratificherà formalmente e si definiranno le norme di quella Global Minimum Tax fortemente voluta dalla Segretaria al Tesoro americana Janet Yellen, per imporre una tassa di almeno il 15 per cento sugli utili delle grandi compagnie mondiali e già sottoscritta da 136 nazioni.