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L'appello di Women20: "I leader si impegnino per empowerment femminile e parità di genere"

Una foto del summit di luglio a Roma 
L'auspicio è che le proposte e le raccomandazioni formulate nei gruppi di lavoro del G20 dedicati all'uguaglianza siano discusse e inserite nella dichiarazione finale del vertice
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A ROMA, i Capi di Stato e di Governo del G20 avranno la grande opportunità di mettere al centro dell'agenda politica l'uguaglianza di genere e l'empowerment femminile durante il vertice che si terrà il 30 e il 31 ottobre. "La grande partecipazione della società civile al Women20 - il gruppo del G20 che si occupa di uguaglianza di genere e rappresenta la società civile - dimostra la necessità di delineare una roadmap comune per il raggiungimento della parità di genere che si snodi su tre punti: lavoro, potenziamento delle infrastrutture sociali e salute di genere", spiega a Repubblica Laura Linda Sabbadini, chair del summit tenutosi a Roma dal 13 al 15 luglio per stabilire l'impegno internazionale e mettere le donne al centro del cambiamento.

L'auspicio è che le proposte e le raccomandazioni formulate dal gruppo ufficiale del G20 dedicato all'uguaglianza di genere, di cui hanno fanno parte circa cento d…

A ROMA, i Capi di Stato e di Governo del G20 avranno la grande opportunità di mettere al centro dell'agenda politica l'uguaglianza di genere e l'empowerment femminile durante il vertice che si terrà il 30 e il 31 ottobre. "La grande partecipazione della società civile al Women20 - il gruppo del G20 che si occupa di uguaglianza di genere e rappresenta la società civile - dimostra la necessità di delineare una roadmap comune per il raggiungimento della parità di genere che si snodi su tre punti: lavoro, potenziamento delle infrastrutture sociali e salute di genere", spiega a Repubblica Laura Linda Sabbadini, chair del summit tenutosi a Roma dal 13 al 15 luglio per stabilire l'impegno internazionale e mettere le donne al centro del cambiamento.

L'auspicio è che le proposte e le raccomandazioni formulate dal gruppo ufficiale del G20 dedicato all'uguaglianza di genere, di cui hanno fanno parte circa cento delegate dai venti Paesi membri, siano discusse e inserite nella Dichiarazione dei leader come impegni concreti per favorire l'uguaglianza di genere e l'empowerment femminile.

"La passione dimostrata dalla società civile durante gli appuntamenti del Women20 dimostra la necessità di affrontare questi temi e dare una risposta alle richieste raccolte nelle decine di incontri", continua. Tra queste la parità di genere nel mondo del lavoro, in termini di quantità e qualità dell'occupazione femminile, e il miglioramento dei servizi di assistenza e di cura pensando a un piano d'azione globale contro gli stereotipi e la violenza di genere.

Un piano di intervento sull'uguaglianza di genere che non sia solo sul lavoro ma sia estesa a salute, stereotipi di genere, imprese a conduzione femminile, digitale, violenza contro le donne e sostenibilità ambientale.

 

 

Le proposte avanzate alla fine del summit di luglio ruotano intorno a cinque punti chiave: creare "modelli economici inclusivi e innovativi"; "garantire la parità di rappresentanza delle donne a tutti i livelli del processo decisionale pubblico e privato, nazionale e negli organismi globali, politici ed economici entro il 2030"; analizzare lo stato di avanzamento delle politiche "utilizzando criteri sensibili al genere e dati disaggregati";  "sviluppare valutazioni dell'impatto di genere" delle politiche che vengono adottate e infine  "promuovere l'istruzione investendo in infrastrutture per garantire che donne e ragazze abbiano accesso all'istruzione prescolastica e terziaria, compresa l'istruzione precoce e i programmi Steam".

Per la prima volta il G20 avrà l'opportunità di occuparsi di tematiche di genere ad ampio spettro, mentre tradizionalmente era focalizzato su questioni economiche. La roadmap tracciata, infatti, ha l'obiettivo di realizzare il pieno potenziale delle donne, una società inclusiva sostenuta da una cittadinanza attiva. Al centro di tutto l'interazione tra politica e società civile, come mezzo principale per raggiungere tutto questo. Misure che oggi hanno una maggiore urgenza visto che a essere maggiormente colpito dalla pandemia è stato il mondo femminile.

 

Che cosa vogliono ottenere i leader del mondo nel G20 di Roma (e che cosa non potranno raggiungere)

"È importante stabilire un chiaro meccanismo per garantire pari dignità alle tematiche dell'uguaglianza di genere istituendo una conferenza interministeriale istituzionalizzata che ogni anno monitori ed elabori strategie da adottare come si fa su tutti gli altri temi. Su questo Women20 ha lanciato un appello insieme ai gruppi della società civile, in particolare con C20, B20, L20". Si tratta di gruppi che conducono i loro lavori in modo indipendente rispetto ai Governi e coinvolgono diversi individui o gruppi della comunità internazionale che rappresentano la la società civile (C20), della comunità imprenditoriale (B20) e dei sindacati (L20).

Il Women20 ha definito la strada da seguire e gli obiettivi concreti per realizzare tutto questo, ma adesso tocca ai Capi di Stato e di Governo dei 20 Paesi fare il passo decisivo. "Abbiamo lavorato bene con la presidenza italiana del G20 e in stretto raccordo con gli altri organismi della società civile. Questo ci fa ben sperare in una conclusione positiva del vertice".