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L'Unione europea in ritardo sulla parità di genere. E l'Italia resta sotto la media continentale

(afp)
Sassoli: "Dobbiamo andare oltre la semplice retorica in tutte le aree in cui le donne soffrono ancora di emarginazione o svantaggio sociale. L'uguaglianza deve essere di fatto"
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BRUXELLES - L’indice sulla parità di genere in Europa cresce poco. Nella ricerca pubblicata dall’Eige (L’Istituto europeo per l’uguaglianza di genere) il dato medio dell’Ue sale a 68 punti su 100, solo 0,6 punti in più rispetto all’anno scorso. E l’Italia resta sotto la media continentale con un indice del 63,8. La Svezia è in cima alla classifica con 83,9, la seconda è la Danimarca con 77,8 e ultima è la Grecia con 52,5. L’Olanda è il Paese che ha compiuto i progressi maggiori e infatti ha scavalcato al terzo posto la Finlandia e la Francia. L’unico Paese che ha peggiorato la performance è la Slovenia.

Secondo i dat…

BRUXELLES - L’indice sulla parità di genere in Europa cresce poco. Nella ricerca pubblicata dall’Eige (L’Istituto europeo per l’uguaglianza di genere) il dato medio dell’Ue sale a 68 punti su 100, solo 0,6 punti in più rispetto all’anno scorso. E l’Italia resta sotto la media continentale con un indice del 63,8. La Svezia è in cima alla classifica con 83,9, la seconda è la Danimarca con 77,8 e ultima è la Grecia con 52,5. L’Olanda è il Paese che ha compiuto i progressi maggiori e infatti ha scavalcato al terzo posto la Finlandia e la Francia. L’unico Paese che ha peggiorato la performance è la Slovenia.

Secondo i dati più recenti, si commettono oltre 600 femminicidi ogni anno in Europa. E, a sorpresa, le nazioni più “cattive” sono Malta, Finlandia e Svezia. Il 35 per cento delle donne ha subito una violenza fisica o sessuale e il 10 per cento delle omossessuali sono state aggredite. Il 39 per cento almeno una volta è stata molestata. In Italia i femminicidi – dati del 2018 – sono stati 73. Il 14 per cento ha subito molestie negli ultimi 5 anni.

Le donne italiane pagano poi in particolare il rapporto con il lavoro. Il tasso di occupazione è del 31 per cento contro il 41 della media europea. E possono contare su un indice di prospettiva di carriera di 52 contro 62 dell’Ue. Guadagnano almeno il 5 per cento in meno rispetto alla media europea e corrono un rischio più alto di cadere in povertà.

La situazione migliora un pochino in politica, almeno dal punto di vista numerico. La presenza femminile in Parlamento è del 36 per cento contro il 33 continentale. Ed è del 43 nel governo contro il 34. Sebbene la quota scenda vertiginosamente al 23% nei Consigli regionali contro il 30 della media europea. Le italiane poi dedicano meno tempo a figli, nipoti e parenti in difficoltà rispetto alle “colleghe” del resto d’Europa. Ma impegnano molte più ore della loro giornata in cucina. E sono sotto la media continentale per il tempo libero. Sulla salute, invece, l’Italia è assolutamente all’altezza degli altri Paesi e anche un po' meglio.

C’è infine un aspetto specifico che riguarda il Covid-19. Le donne sono sovrarappresentate nel settore sanitario e quindi corrono un rischio maggiore di contrarre il virus. 

I tassi di natalità sono diminuiti, soprattutto nei Paesi più colpiti dalla pandemia. Il disagio psicologico, l'incertezza economica e l'aumento del lavoro di cura non retribuito per le donne hanno portato le coppie a ritardare la nascita dei figli o a non averli affatto.

"Dobbiamo impegnarci, ogni giorno, per raggiungere la parità di  genere - ha detto il presidente del Parlamento europeo, David Sassoli -. La Gender Equality Week (la settimana europea per l'uguaglianza di genere che si celebra in questi giorni) ribadisce il nostro impegno ad andare oltre la semplice retorica in tutte le aree in cui le donne soffrono ancora uno stato di emarginazione o svantaggio sociale. L'uguaglianza deve esserci de facto".