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Il bagno di antichità romane di Boris Johnson

Boris Johnson al Colosseo 
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Boris Johnson è felice, il più felice di tutto il G20. Non potrebbe chiedere di meglio: è a Roma, la capitale del mondo classico che ha amato e ama fuori misura (ha fatto studi classici, che in Inghilterra chiamano Literae Humaniores o, per gli amici, Greats), e se la gode per bene questa che è la sua patria elettiva insieme ad Atene e alla Grecia (ricordate sempre che recita a memoria Omero in greco antico: ci sono i video). Ha detto a questo giornale (intervista di Antonello Guerrera) che bisogna stare attenti a non finire come l’impero romano e che ci finiremo se non interverremo in modo serio, veloce e netto sul cambiamento climatico e però, tra le stesse rovine che per lui sono il simbolo e il post it di questo memento mori (ha fatto lui stesso ricorso al latino: quanto gli piace!), si è fatto foto gaudenti, specie durante la visita privata al Colosseo, per lui simbolo di come il progresso possa fermarsi, se non si controlla e seda …

Boris Johnson è felice, il più felice di tutto il G20. Non potrebbe chiedere di meglio: è a Roma, la capitale del mondo classico che ha amato e ama fuori misura (ha fatto studi classici, che in Inghilterra chiamano Literae Humaniores o, per gli amici, Greats), e se la gode per bene questa che è la sua patria elettiva insieme ad Atene e alla Grecia (ricordate sempre che recita a memoria Omero in greco antico: ci sono i video). Ha detto a questo giornale (intervista di Antonello Guerrera) che bisogna stare attenti a non finire come l’impero romano e che ci finiremo se non interverremo in modo serio, veloce e netto sul cambiamento climatico e però, tra le stesse rovine che per lui sono il simbolo e il post it di questo memento mori (ha fatto lui stesso ricorso al latino: quanto gli piace!), si è fatto foto gaudenti, specie durante la visita privata al Colosseo, per lui simbolo di come il progresso possa fermarsi, se non si controlla e seda la tracotanza umana – ha detto: «Nel quinto secolo dopo Cristo, il progresso si è fermato e siamo arrivati a vivere in un’era oscura, speriamo non ricapiti».

È arrivato poi alla Nuvola, ossigenato dalle antichità come soltanto chi le ama davvero può essere, ha stretto mani e dato pacche sulle spalle a tutti, Bolsonaro (non vaccinato) incluso, e s’è così tanto perso in coccole e convenevoli che ha fatto tardi alle foto di rito, facendo molto ridere Draghi. Noterete che indossa il vestito blu d’ordinanza e il papavero rosso sulla giacca, a sinistra, in memoria delle vittime della Prima guerra mondiale, come usa fare nel Regno Unito e in tutti i paesi del Commonwealth nel mese di novembre –  indossa il “poppy” anche Justin Trudeau, primo ministro canadese.

Boris il classicista informale, il “populista colto” che sa ricredersi, ieri sera, a conferma di quanto si sta divertendo, è uscito a cena con sua moglie, Carrie Symonds, incinta per la seconda volta – il primo figlio è nato l’anno scorso, quando ancora non erano sposati; i figli nati da altri avventurosi matrimoni del premier inglese, invece, sono cinque. Dopo cena, ha passeggiato mano nella mano con la sua signora, senza mai rifuggire un fotografo o un giornalista. Nessuno lo ha fermato offrendogli salumi e formaggi, come è successo a Bolsonaro, e meglio così: probabilmente avrebbe rifiutato. Ha detto di mangiare di meno, «il che non fa male all’ambiente». 
Diciamolo: è un uomo irresistibile.