Fontana di Trevi, il rito propiziatorio dei Grandi con le monetine di Leonardo
di Simonetta Sciandivasci , di Simonetta SciandivasciLa seconda giornata del G20 comincia con il lancio delle monetine nella Fontana di Trevi, arcinoto rito propiziatorio che serve ad assicurarsi il ritorno a Roma e, secondo altre varianti mediterranee, a ingentilire le proprie sorti finanziarie. A Roma non si traggono dadi ma schei: sempre paganesimo è, ma pragmatico.
Naturalmente, i grandi della terra non hanno lanciato centesimi qualunque, bensì una monetina coniata apposta per loro, con l’Uomo Vitruviano, simbolo del vertice, effigiato sopra – e chissà se qualche sommozzatore urbano non si metterà a cercarle, di notte, per rubarle, come ogni tanto è successo alle monetine che restano sul fondo della Fontana, prima di venire distribuite in beneficenza.
La foto dei leader che, di spalle alla Fontana, lanciano il soldino benaugurante, illuminati dalla luce cerulea che c’è soltanto in quella piazza a una certa ora del mattino, è già una locandina pi&…
La seconda giornata del G20 comincia con il lancio delle monetine nella Fontana di Trevi, arcinoto rito propiziatorio che serve ad assicurarsi il ritorno a Roma e, secondo altre varianti mediterranee, a ingentilire le proprie sorti finanziarie. A Roma non si traggono dadi ma schei: sempre paganesimo è, ma pragmatico.
Naturalmente, i grandi della terra non hanno lanciato centesimi qualunque, bensì una monetina coniata apposta per loro, con l’Uomo Vitruviano, simbolo del vertice, effigiato sopra – e chissà se qualche sommozzatore urbano non si metterà a cercarle, di notte, per rubarle, come ogni tanto è successo alle monetine che restano sul fondo della Fontana, prima di venire distribuite in beneficenza.
La foto dei leader che, di spalle alla Fontana, lanciano il soldino benaugurante, illuminati dalla luce cerulea che c’è soltanto in quella piazza a una certa ora del mattino, è già una locandina più che degna di Sorrentino. Al fianco di Draghi, ovviamente al cento della delegazione, ci sono Angela Merkel e il presidente francese Macron, il quale, a sua volta, è di fianco a Boris Johnson: il cuore dell’Europa, a dispetto della Brexit, non s’è ancora scisso, è ancora quello a guida tedesco-franco-anglo-italiana (non necessariamente in quest’ordine, direte). Di certo, è un cuore fotogenico.
Non c’è Biden, e se sia andato a messa anche stamattina chissà: ieri sera lo ha fatto, disertando la visita alle Terme di Diocleziano senza molto preavviso, e preferendo la funzione serale della chiesa di San Patrizio, dove s’è anche comunicato.
I leader presenti, invece, sono tutti in blu, tranne Merkel, che ha una giacca viola Fiorentina, e naturalmente Modi, il premier indiano: se la compattezza cromatica ne garantirà una d’intenti e impegni e programma, avremo di che ringraziare Roma (anche oggi in assetto primaverile) e i suoi miracoli.