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Merkel ai vertici con Scholz: la Germania prepara il futuro

La cancelliera Angela Merkel con il probabile erede Olaf Scholz 
Il leader socialdemocratico, suo probabile erede, si è sempre mosso al fianco della cancelliera in questi due giorni. Ma ha voluto marcare anche qualche differenza
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BERLINO - Sabato, nella lunga notte degli sherpa, anche Angela Merkel ha fatto tardi, e si è concessa un bicchiere di vino rosso con un gruppo ristretto di giornalisti. Quando qualcuno le ha chiesto se fosse possibile fare qualcosa per gli oppositori bielorussi in carcere, la cancelliera ha risposto di no. E ha ricordato una figura leggendaria nei rapporti tra Germania Est e Ovest: Wolfgang Vogel, l'eminenza grigia che negoziava per liberare i prigionieri politici del leader della Ddr Erich Honecker. Figure così "non esistono più", ha concluso.


In un mondo sempre più chiuso in una pluralità di trincee, i grandi mediatori sono scomparsi. E…

BERLINO - Sabato, nella lunga notte degli sherpa, anche Angela Merkel ha fatto tardi, e si è concessa un bicchiere di vino rosso con un gruppo ristretto di giornalisti. Quando qualcuno le ha chiesto se fosse possibile fare qualcosa per gli oppositori bielorussi in carcere, la cancelliera ha risposto di no. E ha ricordato una figura leggendaria nei rapporti tra Germania Est e Ovest: Wolfgang Vogel, l'eminenza grigia che negoziava per liberare i prigionieri politici del leader della Ddr Erich Honecker. Figure così "non esistono più", ha concluso.


In un mondo sempre più chiuso in una pluralità di trincee, i grandi mediatori sono scomparsi. Ed è sempre più difficile comunicare. Giunta al suo ultimo G20, Merkel ha voluto segnalare, però, che lascerà il testimone a un uomo che ritiene in piena continuità con la sua proverbiale capacità di avvicinare fronti opposti, e non solo in Europa: Olaf Scholz.


La cancelliera, entusiasta della presidenza italiana, lascia Roma convinta che il risultato sulla Global minimum tax sia "una pietra miliare nella collaborazione globale" e ha definito in conferenza stampa "molto importanti" anche gli obiettivi raggiunti sulla lotta alla pandemia.

Sul clima ha espresso un cauto ottimismo, ma ha sottolineato, con la testa già rivolta alla Cop26, che "la lotta ai cambiamenti climatici è tra i problemi globali più urgenti". Scholz si è sempre mosso al suo fianco in questi due giorni, invitato a tutti i bilaterali della cancelliera, da Biden a Erdogan al mini vertice sull'Iran. Ma ha voluto marcare anche qualche differenza. Non soltanto parlando inglese e non in tedesco con i suoi interlocutori. Ma anche salendo sul palco con Enrico Letta e i socialisti e facendosi festeggiare come il ministro che ha fatto dimenticare l'"austero" Wolfgang Schäuble, l'eterno superministro di Merkel.


La curiosità per la "transizione soft" tra la cancelliera Cdu e il suo possibile successore Spd, ha contagiato però tutti. Anche Boris Johnson pare si sia interessato molto al "friendly takeover", all'"opa gentile", come l'ha battezzata. Se la continuità con Merkel gli è servita soprattutto a vincere le elezioni, Scholz considera se stesso come una figura di mediazione in un'Europa spaccata tra "Frugali" e Paesi del Sudeuropa, tra Polonia, Ungheria e il resto del continente. Ma l'incognita sarà anche che i partiti che governeranno con lui potrebbero ambire invece ad accentuare le differenze, rispetto alla lunga era Merkel.