Parigi-Londra, non è distensione. Johnson: "Preoccupato, tocca alla Francia rinunciare alle minacce"
di Anais Ginori e Antonello Guerrera , di Anais Ginori e Antonello GuerreraROMA - Le parole distensive stamattina dell'Eliseo sulla cosiddetta battaglia della pesca ("abbiamo con il Regno Unito deciso di prenderci altri giorni per discutere") non sono condivise da Boris Johnson. Secondo il portavoce del primo ministro britannico, dopo l'incontro bilaterale di oggi con Macron a margine del G20, Johnson è ancora "profondamente preoccupato" dalle dichiarazioni del presidente francese. Per Londra "tocca a Parigi rinunciare alle sue minacce" e dimostrare la de-escalation tra Francia e Regno Unito, dopo le ultime parole del premier Castex (“bisogna mostrare che la Brexit è dannosa” per il Regno Unito) e l'ultimatum della Francia fissato al 2 novembre sulle licenze ai pescatori francesi in acque britanniche post Brexit.
ROMA - Le parole distensive stamattina dell'Eliseo sulla cosiddetta battaglia della pesca ("abbiamo con il Regno Unito deciso di prenderci altri giorni per discutere") non sono condivise da Boris Johnson. Secondo il portavoce del primo ministro britannico, dopo l'incontro bilaterale di oggi con Macron a margine del G20, Johnson è ancora "profondamente preoccupato" dalle dichiarazioni del presidente francese. Per Londra "tocca a Parigi rinunciare alle sue minacce" e dimostrare la de-escalation tra Francia e Regno Unito, dopo le ultime parole del premier Castex (“bisogna mostrare che la Brexit è dannosa” per il Regno Unito) e l'ultimatum della Francia fissato al 2 novembre sulle licenze ai pescatori francesi in acque britanniche post Brexit.
Non solo. Johnson rilancia sull'Irlanda del Nord, secondo lui "il problema più grave delle relazioni di Londra con la Ue" e ha sottolineato a Macron "come vada trovata una soluzione il prima possibile" sul Protocollo dell'accordo Brexit firmato dallo stesso Johnson nel 2019 (ma ora rinnegato) per cui Londra è tenuta a controllare le merci dalla Gran Bretagna a Belfast, spaccando di fatto il Regno Unito.
Il primo ministro britannico non ha smentito di voler ricorrere a meccanismi di rivalsa, sia sulla pesca che sull'Irlanda del Nord, che potrebbero scatenare una guerra commerciale tra Regno Unito e Francia, e dunque anche l’Ue.
Secondo l'Eliseo "la differenza nel tono" tra le due comunicazioni fatte in seguito al bilaterale "mostra una differenza di mentalità" tra Macron e Johnson. Il presidente francese ha fatto, secondo il suo entourage, "una lettura ingaggiante e volontaristica dell'incontro". Nonostante le parole dure usate negli ultimi giorni da Macron - che sul Finanacial Times ha sostenuto che è in gioco la "credibilità" del premier britannico - ora dall'Eliseo si conferma la volontà di cercare una de-escalation. "Perché la Francia - dicono i consiglieri - è attaccata al rispetto degli impegni presi e alla relazione franco-britannica". "Esigiamo che gli impegni presi dagli inglesi siano rispettati", aggiungono dalla delegazione francese. "Vogliamo lavorare in modo esigente, serio e rispettoso". L’Eliseo infine ribadisce: "I due leader hanno concordato di discutere nelle prossime ore". La conclusione è sulla battaglia di comunicazione fatta da Downing Street: "Se dicono qualcos’altro ai giornalisti è una loro scelta".