✕

Il Papa ai Paesi ricchi: "Siete in debito ecologico, aiutate i più vulnerabili"

(ansa)
Il testo di Francesco letto alla conferenza sul clima di Glasgow dal cardinale Parolin: "Sono troppi, ormai, i volti umani sofferenti di questa crisi climatica. Bisogna agire con urgenza"
1 minuti di lettura

 "Non c'è più tempo per aspettare". Francesco scrive un messaggio al presidente della Cop26 Alok Sharma e constata "amaramente come siamo lontani dal raggiungere gli obiettivi desiderati per contrastare il cambiamento climatico". "Va detto con onestà - scrive nel testo letto per lui a Glasgow dal cardinale Pietro Parolin - non ce lo possiamo permettere!". Perché "sono troppi, ormai, i volti umani sofferenti di questa crisi climatica". Per questo "bisogna agire con urgenza, coraggio e responsabilità. Agire anche per preparare un futuro nel quale l'umanità sia in grado di prendersi cura di sé stessa e della natura".

 "Non c'è più tempo per aspettare". Francesco scrive un messaggio al presidente della Cop26 Alok Sharma e constata "amaramente come siamo lontani dal raggiungere gli obiettivi desiderati per contrastare il cambiamento climatico". "Va detto con onestà - scrive nel testo letto per lui a Glasgow dal cardinale Pietro Parolin - non ce lo possiamo permettere!". Perché "sono troppi, ormai, i volti umani sofferenti di questa crisi climatica". Per questo "bisogna agire con urgenza, coraggio e responsabilità. Agire anche per preparare un futuro nel quale l'umanità sia in grado di prendersi cura di sé stessa e della natura".

È dall'inizio del pontificato che Francesco, il vescovo di Roma che viene da uno dei Paesi più ricchi di risorse ambientali e insieme più sfruttati, insiste sulla necessità di salvaguardare il creato. Già un anno fa chiese ai grandi del mondo di agire per rispettare gli accordi di Parigi e adottare target nazionali più ambiziosi per ridurre le emissioni. E così ancora oggi: gli obiettivi di Parigi, ricorda, saranno raggiunti "solo se si agirà in maniera coordinata e responsabile". Glasgow, per Francesco, ha uno scopo principale: mostrare alla comunità internazionale "se realmente sussiste la volontà politica di destinare con onestà, responsabilità e coraggio maggiori risorse umane, finanziarie e tecnologiche per mitigare gli effetti negativi del cambiamento climatico".

Per il Papa e la Santa Sede è stretto il legame fra cambiamenti climatici e impoverimento di intere popolazioni. Più volte ha tuonato contro le lobby del petrolio che si arricchiscono ai danni dei più. Per questo spiega che anche gli investimenti economico-finanziari devono "realmente salvaguardare le condizioni di una vita degna dell'umanità di oggi e di domani in un pianeta "sano"". "Si tratta - dice - di un cambiamento d'epoca". Sono i Paesi con maggiori capacità che devono "assumere un ruolo guida nel campo della finanza climatica, della decarbonizzazione del sistema economico e della vita delle persone, della promozione di un'economia circolare, del sostegno ai Paesi più vulnerabili per le attività di adattamento agli impatti del cambiamento climatico e di risposta alle perdite e ai danni derivanti da tale fenomeno".

Papa Francesco sta sempre dalla parte degli ultimi. Per questo chiede di rivolgere "particolare cura" alle popolazioni verso le quali è stato maturato un "debito ecologico, connesso sia a squilibri commerciali con conseguenze in ambito ambientale, sia all'uso sproporzionato delle risorse naturali del proprio e di altri Paesi". "Non possiamo negarlo", dice ancora il Papa. "Il "debito ecologico" richiama, per certi versi, la questione del debito estero, la cui pressione ostacola spesso lo sviluppo dei popoli".

©RIPRODUZIONE RISERVATA