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Australia, "Mi chiamo Cleo": ritrovata dopo 18 giorni la bambina scomparsa

La piccola era sparita dalla tenda in cui dormiva in un campeggio sulla costa nella regione di Perth. Arrestato un uomo
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LONDRA - Un giallo finito bene, ma ancora senza la soluzione del mistero. Si può riassumere così il ritrovamento di Cleo Smith la bambina di 4 anni la cui scomparsa ha scatenato ricerche senza precedenti per diciotto giorni, tenendo l'Australia con il fiato sospeso. La piccola era sparita dalla tenda in cui dormiva con un fratellino, adiacente a quella dei genitori, in un campeggio sulla costa nella regione di Perth, una delle aree più selvagge della terra dei canguri.

È stata ritrovata da un poliziotto nella città in cui abitava con la famiglia, a dieci ore di auto di distanza. "Il mio nome è Cleo", ha detto all'agente che l'ha presa in braccio. Le forze dell'ordine hanno arrestato un uomo di 36 anni nell'appartamento in cui la bimba era apparentemente tenuta prigioniera, ma per ora non dicono niente su come sono riusciti a localizzarla.

Un uomo arrestato

La dinamica del ritrovamento e l'arresto fanno pens…

LONDRA - Un giallo finito bene, ma ancora senza la soluzione del mistero. Si può riassumere così il ritrovamento di Cleo Smith la bambina di 4 anni la cui scomparsa ha scatenato ricerche senza precedenti per diciotto giorni, tenendo l'Australia con il fiato sospeso. La piccola era sparita dalla tenda in cui dormiva con un fratellino, adiacente a quella dei genitori, in un campeggio sulla costa nella regione di Perth, una delle aree più selvagge della terra dei canguri.

È stata ritrovata da un poliziotto nella città in cui abitava con la famiglia, a dieci ore di auto di distanza. "Il mio nome è Cleo", ha detto all'agente che l'ha presa in braccio. Le forze dell'ordine hanno arrestato un uomo di 36 anni nell'appartamento in cui la bimba era apparentemente tenuta prigioniera, ma per ora non dicono niente su come sono riusciti a localizzarla.

Un uomo arrestato

La dinamica del ritrovamento e l'arresto fanno pensare a un rapimento, non si sa se da parte di un pedofilo o con altre motivazioni. Ricoverata in ospedale per accertamenti, Cleo sembra in buone condizioni di salute e si è già ricongiunta con i genitori. La persona arrestata è "l'unico sospetto" nella vicenda, afferma la polizia. Sarebbe stato quest'uomo a prelevarla dalla tenda e a portarla via. Forse la conosceva perlomeno di vista, perché la coincidenza che il rapitore vivesse a Carnarvon, nella stessa città in cui vive la famiglia Smith, non può essere casuale. La casa dell'arrestato, in cui aveva nascosto Cleo, è ad appena 7 chilometri dalla casa dei genitori di Cleo.

La ricerca durata 18 giorni

È stato come trovare un ago in un pagliaio, ammettono gli inquirenti: un pagliaio grande come l'immenso territorio australiano e un ago dall'aspetto di una bella bambina dai capelli castani. Le autorità avevano promesso una ricompensa di un milione di dollari australiani a chiunque fornisse informazioni utili al suo ritrovamento, ma il premio - dicono ora- non verrà pagato, perché nessuno ha dato notizie cruciali per capire dove fosse Cleo. E allora, si chiedono i giornali di Sidney e Melbourne, come ha fatto la polizia ad arrivare fno a lei?

"È stato un insieme di fattori differenti, movimenti di auto, telefonate, precedenti penali", dice al Guardian il vice-capo della polizia Col Blanch. "Ci sono voluti dei pazienti ed esperti detective per rimettere insieme i tasselli del puzzle, fino a quando non hanno notato qualcosa che non andava e sono entrati in azione". Il momento decisivo è venuto poco prima dell'alba di mercoledì. Quando l'agente è uscito dalla casa con Cleo in braccio e ha telefonato ai genitori per farli subito parlare con lei, gli altri poliziotti sono scoppiati a piangere dall'emozione.

Le accuse (infondate) ai genitori

Blanch ha criticato i media per le accuse che vari giornali hanno rivolto ai familiari della bambina, ipotizzando che fossero stati loro a farla scomparire o forse a ucciderla, per poi mettere in scena la storia della sua scomparsa: "Il messaggio per tutti è di non tirare conclusioni prima del tempo e senza avere un quadro esatto della situazione", ammonisce il vicecapo della polizia.

Trovare così rapidamente un bambino rapito o scomparso, commentano gli esperti, è estremamente raro. In alcuni casi vengono ritrovati anche quindici anni più tardi, quando sono diventati degli adulti. È probabile che gli investigatori siano arrivati alla verità mettendo insieme i profili di noti pedofili, prove digitali e tradizionali metodi di polizia. "Abbiamo lavorato duramente e messo i puntini sulle i", dice il detective Rod Wilde, che ha guidato l'inchiesta sul campo.

Il lieto fine: "Mi chiamo Cleo"

Le forze dell'ordine hanno ricevuto oltre mille telefonate dall'opinione pubblica, ma il dettaglio finale che ha permesso di ritrovare Cleo è arrivato soltanto martedì, il giorno prima che un agente facesse irruzione nell'appartamento, vedesse una bambina e le chiedesse come si chiamasse. Le prime due volte lei non ha risposto. Alla terza domanda ha finalmente detto: "Mi chiamo Cleo". E allora il poliziotto ha capito di avere fatto centro.

Una storia a lieto fine che sta facendo il giro del mondo sui siti dei giornali e sui social media, particolarmente in Inghilterra, dove è ancora un caso irrisolto la scomparsa di Madeleine McCann, la bambina sparita nel nulla a tre anni di età in un hotel in Portogallo dov'era in vacanza con genitori, quattordici anni fa.