Cleo Smith, la bambina ritrovata in Australia, era stata rapita da un vicino di casa ossessionato dalle bambole
di Enrico Franceschini , di Enrico FranceschiniLONDRA - La svolta è venuta dai pannolini. Ad Henry Dodd sembra strano che Terry Kelly compri una confezione di Kimbies, popolare marca di pannolini per bambine, al supermercato di Carnarvon, la cittadina di 5 mila abitanti nell'Australia occidentale in cui entrambi vivono. "È un balordo che conosco soltanto di vista", ha raccontato alla polizia, "ma so che non ha figli". La sua segnalazione ha messo in moto la fase decisiva della caccia per trovare Cleo Smith, la bambina di quattro anni scomparsa dal campeggio in cui era andata in vacanza con la famiglia e liberata in un casolare dilapidato dopo diciotto giorni di affannose ricerche.
La baracca dalle finestre verniciate di …
LONDRA - La svolta è venuta dai pannolini. Ad Henry Dodd sembra strano che Terry Kelly compri una confezione di Kimbies, popolare marca di pannolini per bambine, al supermercato di Carnarvon, la cittadina di 5 mila abitanti nell'Australia occidentale in cui entrambi vivono. "È un balordo che conosco soltanto di vista", ha raccontato alla polizia, "ma so che non ha figli". La sua segnalazione ha messo in moto la fase decisiva della caccia per trovare Cleo Smith, la bambina di quattro anni scomparsa dal campeggio in cui era andata in vacanza con la famiglia e liberata in un casolare dilapidato dopo diciotto giorni di affannose ricerche.
La baracca dalle finestre verniciate di nero, affinché nessuno possa guardarci dentro, appartiene a Terry Kelly, 36 anni, l'uomo incriminato per un rapimento che ha tenuto il mondo con il fiato sospeso per due settimane e mezzo. Cosa ci sia dentro l'abitazione lo rivelano le immagini postate dallo stesso Kelly sui social media: pareti di scaffali pieni di bambole, molte delle quali ancora dentro le scatole dell'acquisto.
Le sue preferite erano le Bratz, una linea di bambole della Mga Entertainment alte 25 centimetri, caratterizzate da proporzioni innaturali: testa molto larga rispetto al corpo, occhi enormi, labbra gonfie, nasi piccoli e gambe lunghissime. Rivolte a un pubblico fra i quattro e i dodici anni d'età, hanno avuto così successo da favorire lo sviluppo di cartoni animati, film e videogiochi, oscurando le rivali della Barbie. "Adoro portare le mie bambole a fare un giro in macchina", scriveva Kelly in un post su Facebook dell'aprile 2020, ritratto in auto, in canottiera, con una bambola in grembo. "Mi piace pettinare loro i capelli e farci un selfie insieme". In un altro post sullo stesso social lo si vede con una bambola per braccio: "Non c'è niente di meglio - commenta - che rilassarsi a casa con le mie Bratz".
I giornali australiani scrivono che aveva sostenuto di avere diversi bambini, cosa che però non risulta. E lo dipingono come un uomo con gravi disturbi psichici. In tribunale è comparso con boccoli neri che gli scendevano sul volto stile Michael Jackson e piedi nudi, ha fatto lunghe pause prima di rispondere al giudice, senza dichiararsi né colpevole né innocente e senza invocare la libertà provvisoria. Si è svegliato dal torpore solo quando ha ruggito all'indirizzo dei giornalisti che affollavano l'aula: "Vi vengo a prendere!" Un particolare confortante per Ellie Smith, la madre di Cleo, è che la bambina è stata giudicata in buone condizioni di salute dopo una visita in ospedale: la diagnosi sembra suggerire che non abbia subito violenze. Ma per i danni psicologici bisognerà attendere i colloqui con gli specialisti nei prossimi giorni.
La casa di Kelly è a sette minuti di macchina da quella della famiglia Smith. Nella piccola città aveva probabilmente notato la bambina ed è possibile che li avesse seguiti fino al campeggio a 70 chilometri di distanza dove l'ha rapita nel cuore della notte dalla tenda adiacente a quella dei genitori. La cerniera della tenda è stata trovata aperta, ma era troppo alta perché Cleo potesse aprirla da sola, l'indizio che ha fatto subito pensare a un rapimento.
Adesso molti chiedono che la ricompensa di un milione di dollari promessa per informazioni utili al suo ritrovamento sia data a Dodd, l'uomo che notando un acquisto di pannolini ha permesso la svolta per liberarla. "Mi chiamo Cloe" sono state le prime parole della bambina ai poliziotti che hanno sfondato la porta della casupola e gli agenti non hanno trattenuto lacrime di gioia: raramente vicende di questo genere hanno un lieto fine e si risolvono così in fretta. Come ben sanno i genitori di Madeleine McCann, la bambina inglese di tre anni scomparsa in Portogallo nel 2007. "Noi", dicono all'annuncio della buona notizia dall'Australia, "speriamo ancora".