Taipei, la delegazione Ue in visita: "Taiwan un tesoro da proteggere". L'irritazione di Pechino:
dal nostro corrispondente Claudio Tito , dal nostro corrispondente Claudio TitoBRUXELLES - Taiwan è un po’ più grande della Sicilia. Ha 23 milioni di abitanti. Una briciola, rispetto al continente asiatico. E al di là della posizione cinese che storicamente ne rivendica l’appartenenza, c’è un dato che fa capire l’importanza di quell’isola: il 92 per cento dei semiconduttori di tutto il mondo sono costruiti lì. Chi controlla Taiwan, può controllare l’industria di quasi tutti i prodotti tecnologici: dai telefoni ai computer.
E allora non è un caso che l’Europa le dedichi particolare attenzione. L’Europarlamento da tempo ha approvato mozioni in difesa della sua dem…
BRUXELLES - Taiwan è un po’ più grande della Sicilia. Ha 23 milioni di abitanti. Una briciola, rispetto al continente asiatico. E al di là della posizione cinese che storicamente ne rivendica l’appartenenza, c’è un dato che fa capire l’importanza di quell’isola: il 92 per cento dei semiconduttori di tutto il mondo sono costruiti lì. Chi controlla Taiwan, può controllare l’industria di quasi tutti i prodotti tecnologici: dai telefoni ai computer.
E allora non è un caso che l’Europa le dedichi particolare attenzione. L’Europarlamento da tempo ha approvato mozioni in difesa della sua democrazia. E da ieri una delegazione di sette eurodeputati (tra l’italiano Marco Dreosto della Lega) è in missione proprio per difenderla dalla mire cinesi. La democrazia di Taiwan è "un tesoro" da proteggere, ha detto il francese Raphael Glucksmann capo della delegazione Ue, incontrando la presidente di Taiwan Tsai Ing-wen. "Siamo venuti qui con un messaggio molto semplice e molto chiaro: non siete soli. L'Europa è al vostro fianco nella difesa della libertà e dello stato di diritto e della dignità umana". Ovviamente la missione europea ha irritato non poco Pechino. Il portavoce del ministero degli Esteri cinese ha avvertito: l’Unione europea manda “segnali sbagliati” che possono compromettere i rapporti bilaterali: “corregga il suo errore”. Il tabloid filogovernativo Global Times ieri parlava esplicitamente di una “chiara ostilità” di Bruxelles nei confronti di Pechino.
Insomma, Taiwan sta diventando il nuove fronte dello scontro tra Occidente e il colosso di Xi. Del resto, le recenti mosse della cosiddetta alleanza Aukus (Australia, Gran Bretagna e Usa) puntano proprio ad arginare l’espansionismo cinese nell’indopacifico. E il Pentagono fa sapere senza mezzi termini: l'esercito degli Stati Uniti è "assolutamente" in grado di difendere Taiwan da un attacco della Cina, se chiamato a farlo.
Il governo taiwanese conta su tutti questi sostegni. "Attendiamo con impazienza – scrive in un nota il ministero degli Esteri - discussioni fruttuose sulla difesa della democrazia, della libertà, dello stato di diritto e del rispetto dei diritti umani con i nostri partner europei che la pensano allo stesso modo".
La delegazione europea è stata accolta dal premier taiwanese Su Tseng-chang, secondo il quale il suo Paese è una democrazia in prima linea contro il regime autoritario cinese che usa metodi autoritari per controllare le persone e diffondere disinformazione. Ma Taiwan resta un problema aperto. L’Europa ha acceso i suoi riflettori. Quelli americani lo sono da tempo. La Cina che dista solo 180 chilometri da Taiwan difficilmente arretrerà.