Addis Abeba, Abiy Ahmed chiama in piazza i suoi. Manifestazione anti-Usa a sostegno al premier: "Falso che la capitale sia in pericolo"
ADDIS ABEBA - Decine di migliaia di persone hanno preso parte a una manifestazione filogovernativa ad Addis Abeba e hanno promesso di respingere le formazioni alleate dei separatisti del Tigray che non hanno escluso di marciare sulla capitale etiope per deporre il governo di Abiy Ahmed.
Cinque giorni fa l'esecutivo ha dichiarato lo stato di emergenza in tutto il territorio a fronte dell'avanzata del Fronte di liberazione del popolo del Tigray (Tplf). Abiy, vincitore del Premio Nobel per la pace 2019, aveva inviato truppe nella regione lo scorso novembre con l'obiettivo di rovesciare il Tplf, accusandolo di aver aperto le ostilità con attacchi ad alcune basi militari. L'esercito separatista ha però riguadagnato lo scorso giugno il controllo della regione e, nei giorni scorsi, ha conquistato sostanziose porzioni della confinante regione dell'Amhara. Mercoledì il Tplf ha fatto sapere di aver raggiunto la città di Kemissie, a 325 chilometri…
ADDIS ABEBA - Decine di migliaia di persone hanno preso parte a una manifestazione filogovernativa ad Addis Abeba e hanno promesso di respingere le formazioni alleate dei separatisti del Tigray che non hanno escluso di marciare sulla capitale etiope per deporre il governo di Abiy Ahmed.
Cinque giorni fa l'esecutivo ha dichiarato lo stato di emergenza in tutto il territorio a fronte dell'avanzata del Fronte di liberazione del popolo del Tigray (Tplf). Abiy, vincitore del Premio Nobel per la pace 2019, aveva inviato truppe nella regione lo scorso novembre con l'obiettivo di rovesciare il Tplf, accusandolo di aver aperto le ostilità con attacchi ad alcune basi militari. L'esercito separatista ha però riguadagnato lo scorso giugno il controllo della regione e, nei giorni scorsi, ha conquistato sostanziose porzioni della confinante regione dell'Amhara. Mercoledì il Tplf ha fatto sapere di aver raggiunto la città di Kemissie, a 325 chilometri da Addis Abeba, e ha affermato che sono in corso "operazioni congiunte" con i ribelli del'Esercito di Liberazione Oromo con l'obiettivo di marciare sulla capitale in poche settimane.
Abiy ha scritto ieri su Twitter che "ci sono sacrifici da fare, ma quei sacrifici salveranno l'Etiopia". "Abbiamo visto le prove e gli ostacoli e questo ci ha reso piu' forti", ha aggiunto. Il governo sostiene però che Addis Abeba non sia minacciata e che i ribelli si siano lanciati in una "guerra dell'informazione". Il Tplf ha replicato che un'eventuale marcia sulla capitale non si tradurrebbe in un "bagno di sangue" in quanto la popolazione non sarebbe per lo più ostile. Gli Stati Uniti hanno ordinato l'evacuazione del personale diplomatico non essenziale. Arabia Saudita, Norvegia, Svezia, Danimarca e altri paesi hanno esortato i loro cittadini a lasciare il Paese.
Alla manifestazione a piazza Meskel, il sindaco di Addis Abeba, Adanech Abebe, ha accusato "i nemici" dell'Etiopia di voler "terrorizzare la nostra popolazione". "Dicono che Addis Abeba è circondata, ma Addis Abeba è circondata solo dalla sua incredibile gente, dai suoi bambini eroici e vigili", ha detto il sindaco, che si è scagliato contro l'atteggiamento dell'amministrazione Biden, che ha annunciato la scorsa settimana l'intenzione di porre fine a un accordo commerciale con l'Etiopia a causa delle violazioni dei diritti umani avvenute, da entrambe le parti, durante il conflitto come ampiamente documentato dalle Naizoni Unite.
I manifestanti hanno esposto cartelli che esortavano gli Stati Uniti a "smetterla di succhiarci il sangue" o denunciavano i media occidentali accusati di trasmettere "notizie false" esagerando i progressi dei ribelli.