Un visto per Mustafa e suo padre. L’Italia pronta ad accoglierli
di Fabio Tonacci , di Fabio TonacciIl modo per portare Mustafa e suo padre Munzir in Italia c'è, ora è solo una questione di tempo. Due giorni fa al ministero dell'Interno si è tenuta una riunione in cui erano collegati, in videoconferenza, la Farnesina e il rappresentante dell'Alto Commissariato Onu per i rifugiati. L'oggetto del confronto era discutere su quale strada formale seguire per provare a portare nel nostro Paese la famiglia del siriano Munzir, che vive in una casa in affitto in Turchia da tre anni.
La storia di Mustafa, il bimbo di 5 anni nato senza arti forse per colpa del gas sarin inalato dalla madre in Siria durante un attacco chimico del regime di Assad, e di suo padre Munzir, cui è stata amputata la gamba destr…
Il modo per portare Mustafa e suo padre Munzir in Italia c'è, ora è solo una questione di tempo. Due giorni fa al ministero dell'Interno si è tenuta una riunione in cui erano collegati, in videoconferenza, la Farnesina e il rappresentante dell'Alto Commissariato Onu per i rifugiati. L'oggetto del confronto era discutere su quale strada formale seguire per provare a portare nel nostro Paese la famiglia del siriano Munzir, che vive in una casa in affitto in Turchia da tre anni.
La storia di Mustafa, il bimbo di 5 anni nato senza arti forse per colpa del gas sarin inalato dalla madre in Siria durante un attacco chimico del regime di Assad, e di suo padre Munzir, cui è stata amputata la gamba destra, è stata raccontata da Repubblica nei giorni scorsi. Dopo l'articolo, e grazie anche al Siena International Photo Awards che prima ha premiato la foto che li ritrae poi ha lanciato una campagna di raccolta fondi, è partita una corsa alla solidarietà: oltre al Bambin Gesù di Roma e all'ospedale di Budrio, anche il pediatrico Meyer si è detto disponibile a visitare e operare Mustafa. Il piccolo, infatti, ha bisogno di essere sottoposto subito a un intervento allo stomaco e poi di protesi.
La via più semplice per farli arrivare in Italia è il rilascio di un visto per accoglienza umanitaria. La pratica è seguita dall'Unhcr. Prima, però, serve che Munzir rilasci una dichiarazione nella quale manifesti l'intenzione di venire in Italia. Di questa parte si sta occupando la nostra ambasciata ad Ankara. L'Italia non è l'unico Paese che si sta muovendo per Mustafa e Munzir. Anche gli Stati Uniti, a quanto risulta, si sono attivati. "Vorrei essere portato in Europa", aveva detto Munzir a Repubblica durante l'intervista, "perché qui in Turchia non ci sono le protesi e le cure necessarie per Mustafa".