Ungheria, Marki-Zay: "Così batterò Orbán alle urne"
di Andrea Tarquini , di Andrea TarquiniBERLINO - "Farla finita con corruzione e intimidazioni, tornare a essere un saldo membro della Ue e della Nato, chiudere i rapporti con la Russia e la Cina contrari agli interessi occidentali e nazionali". Ecco le proposte di Péter Marki-Zay, cattolico conservatore convinto scelto in seguito alle primarie delle opposizioni quale sfidante di Viktor Orbán alle elezioni politiche della prossima primavera. Lo spiega in questa intervista esclusiva a La Repubblica e a Newsweek.
Marki-Zay, vuole riportare l'Ungheria in Europa e Occidente. Vuole dunque perseguire una linea opposta rispetto a quella polacca attuale?
"Il mio primo pensiero è l'Ungheria. Vedo molte differenze tra noi e la Pol…
BERLINO - "Farla finita con corruzione e intimidazioni, tornare a essere un saldo membro della Ue e della Nato, chiudere i rapporti con la Russia e la Cina contrari agli interessi occidentali e nazionali". Ecco le proposte di Péter Marki-Zay, cattolico conservatore convinto scelto in seguito alle primarie delle opposizioni quale sfidante di Viktor Orbán alle elezioni politiche della prossima primavera. Lo spiega in questa intervista esclusiva a La Repubblica e a Newsweek.
Marki-Zay, vuole riportare l'Ungheria in Europa e Occidente. Vuole dunque perseguire una linea opposta rispetto a quella polacca attuale?
"Il mio primo pensiero è l'Ungheria. Vedo molte differenze tra noi e la Polonia. A partire dal fatto che in istruzione e sviluppo economico, la Polonia è anni luce avanti rispetto a noi. I due governi non dovrebbero distruggere la Ue e i valori occidentali".
Come riuscirà a superare la propaganda che ha regalato a Orbán tre vittorie elettorali?
"Orbán ha sempre meno consensi. Adesso sono al 48 per cento, ma continuano a calare. Per lui vota la vecchia generazione decimata dal Covid per la sua inefficienza nel combattere la pandemia, non i giovani talenti che espatriano sempre più numerosi. Dipende da noi convincere la gente a non votarlo più. Nessuno può accusarmi degli errori di qualsiasi governo prima di Orbán, neanche di quelli di Gyurcsany (l'ex premier socialista molto discusso e marito di Klára Dobrev sconfitta da Marki-Zay alle primarie, ndr). Già hanno iniziato con la campagna del fango, ma io rappresento un vento nuovo europeo occidentale e pro-Nato. Vogliamo il ritorno allo Stato di diritto, la lotta alla corruzione e l'ingresso nella Procura europea anticorruzione. Una svolta radicale".
Orbán e i suoi oligarchi controllano media, vita culturale e molte istituzioni, come farete a contrastarli?
"Diffondono solo menzogne, sempre meno credibili. Hanno persino smesso di parlare di Soros (il magnate filantropo ebreo Usa, ndr) come nemico numero uno, è una ritirata. Forse mi accuseranno di essere agente della Cia perché ho vissuto a lungo negli Usa".
Come combattete contro le incitazioni all'odio, l'omofobia, la misoginia?
"Da decenni il dibattito politico ungherese è stato pieno di incitamento all'odio. Almeno dal 2002 quando fu evocato il pericolo inesistente di oltre 20 milioni di migranti romeni. Nel 2006 Orbán ha detto che si viveva meglio prima. Poi nel 2015 vennero muro e campagna anti-migranti, intanto aveva già vinto promettendo aumenti da bancarotta di retribuzioni e pensioni. Ha sempre parlato contro la corruzione per poi farne struttura di governo. Le campagne d'odio sono sempre state le radici del potere anticristiano di Orbán".
L'immigrazione va controllata?
"Duramente, ma insieme all'Europa. Non come fa Orbán che respinge disperati esuli da Siria o Afghanistan, ma accoglie criminali extraeuropei di mafie internazionali orientali e terroristi islamisti che hanno fatto affari in Ungheria per 50 miliardi di dollari".
E i rapporti speciali con Russia e Cina?
"Anche Usa, Germania, Francia hanno rapporti con Mosca e Pechino, ma che assecondano l'interesse nazionale e occidentale. Orbán fa il contrario, sigla contratti svantaggiosi e assurdi. Sono soldi rubati alla lotta al Covid. Vogliamo cambiare tutto, tornare ai valori e agli interessi della Ue e della Nato, estradare terroristi e criminali accolti in massa da Orbán per fare affari. Parliamo di almeno 200mila persone. Orbán è un rischio per la sicurezza europea e seduce le nuove destre europee minacciando tutta la Ue".
Orbán condanna anche la politica ambientalista della Ue come distruttrice del ceto medio, che cosa risponde?
"Si tratta di stupido populismo da complottisti negazionisti. Fatale anche per il clima in Ungheria. Circa 14mila ungheresi muoiono ogni anno per l'aria inquinata su 10 milioni di abitanti".
Orbán condurrà una campagna elettorale corretta?
"Occorreranno osservatori internazionali, anche per la mancanza di libertà mediatica. A ogni livello lo Stato-Mafia mente dietro le quinte. Nelle ultime elezioni ci sono state violazioni di risultati in oltre 300 seggi. Con intimidazioni o pacchi di pasta o sigarette in regalo o minacce di licenziamento".
Che cosa significherebbe una vittoria di Orbán per l'Ue, la Nato, l'Occidente e il cristianesimo di Papa Francesco?
"Papa Francesco non soffrirà, ungheresi e tutti gli europei soffriranno. E ovunque Orbán aiuterà altri aspiranti dittatori amici di Russia e Cina e nemici dei valori occidentali. Anche negli Usa per lui c'è solo Donald Trump. Dal primo incontro con Vladimir Putin ha smesso di appoggiare Ue e Nato e di criticare Mosca. Ha rovinato anche i rapporti con Washington".