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I vescovi francesi ascoltano il discorso conclusivo del presidente della Conferenza episcopale d'Oltralpe (afp)

La Chiesa di Francia venderà parte dei suoi beni immobiliari per risarcire le vittime dei preti pedofili

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PARIGI - La Chiesa francese venderà una parte dei suoi beni immobiliari per raccogliere nuovi fondi e versare risarcimenti alle vittime di preti pedofili. Era una delle decisioni più attese della riunione della conferenza dei vescovi cominciata una settimana fa a Lourdes, dopo la pubblicazione dell'ormai famoso “rapporto Sauvé”. dal nome del presidente della commissione che per oltre due anni ha indagato sulle violenze sessuali compiute da sacerdoti. Secondo un primo calcolo fatto dai membri della commissione dal 1950 a oggi le vittime sarebbero 216mila, e fino a 330mila contando anche gli abusi di laici che lavorano in ambienti religiosi. Una cifra spaventosa, prima di tutto dal punto di vista morale e umano, che ha portato anche Papa Francesco a reagire, esprimendo “dolore” per le vittime.  

Davanti all'immagine di una statua della chiesa che rappresenta un bambino che piange - foto svelata come gesto "commemorativ…

PARIGI - La Chiesa francese venderà una parte dei suoi beni immobiliari per raccogliere nuovi fondi e versare risarcimenti alle vittime di preti pedofili. Era una delle decisioni più attese della riunione della conferenza dei vescovi cominciata una settimana fa a Lourdes, dopo la pubblicazione dell'ormai famoso “rapporto Sauvé”. dal nome del presidente della commissione che per oltre due anni ha indagato sulle violenze sessuali compiute da sacerdoti. Secondo un primo calcolo fatto dai membri della commissione dal 1950 a oggi le vittime sarebbero 216mila, e fino a 330mila contando anche gli abusi di laici che lavorano in ambienti religiosi. Una cifra spaventosa, prima di tutto dal punto di vista morale e umano, che ha portato anche Papa Francesco a reagire, esprimendo “dolore” per le vittime.  

Davanti all'immagine di una statua della chiesa che rappresenta un bambino che piange - foto svelata come gesto "commemorativo" - l'episcopato ha riconosciuto "la responsabilità" della Chiesa cattolica nei crimini sessuali commessi da preti e religiosi e la loro dimensione "sistemica" dal 1950. Tra le misure più concrete c'è lo schema di compensazione finanziaria che riguarderà le vittime di atti caduti in prescrizione, ma non solo: tutte le richieste saranno onorate, ha assicurato il portavoce dell’episcopato, Hugues de Woillemont. 

Un nuovo organismo indipendente esaminerà le domande di vittime. Sarà diretto dalla giurista Marie Derain de Vaucresson, ex difensore dei bambini. Un fondo ad hoc era già stato istituito durante l’estate. Il rapporti Sauvé raccomandava di finanziarlo solo "con i beni degli aggressori e della Chiesa di Francia", senza attingere alle donazioni dei fedeli. 

I vescovi si sono anche impegnati a rafforzare le unità  di ascolto per le vittime nelle diocesi e a creare una "mappa dei rischi". L'episcopato conferma anche la creazione di un tribunale penale canonico interdiocesano in Francia. Composto da laici e sacerdoti formati, dovrebbe, tra l'altro, permettere una giustizia più specializzata e competente. Altre misure sul diritto canonico, sotto la responsabilità del Vaticano, saranno trasmesse al Papa. I membri della Commissione presieduta da Jean-Marc Sauvé, Eric de Moulins-Beaufort e la presidente degli ordini religiosi francesi, Véronique Margron, incontreranno Bergoglio a Roma il 9 dicembre.

Sarà infatti il Papa a dover accogliere o meno alcune raccomandazioni del rapporto Sauvé che toccano al diritto canonico. Una delle proposte più controverse è l’idea di levare il segreto della confessione quando i preti vengono a sapere di eventuali abusi. Il presidente della Conferenza Episcopale Francese, Eric de Moulins-Beaufort, ha annunciato durante il discorso di chiusura che i vescovi hanno chiesto al Papa di aiutarli "inviando qualcuno" di loro fiducia per "esaminare" il modo di trattare le vittime della pedocriminalità e i loro aggressori. Il vescovo de Moulins-Beaufort ha anche annunciato la creazione di "gruppi di lavoro" per riflettere sul "governo" della Chiesa, mentre gruppi di fedeli chiedono più spazio per i laici, comprese le donne, nella Chiesa.