Svizzera, blocchi di cemento e arresto: pugno duro contro tre ristoratori di Zermatt anti-Green Pass
di Franco Zantonelli , di Franco ZantonelliPaese che vai, no vax che trovi. In Svizzera ce ne sono tanti a manifestare, in piazza, contro l’obbligo del green pass e l’esclusione dai locali pubblici, dai cinema, dalle sale da concerti e dai musei di chi ne è sprovvisto. La notizia che, però, da giorni, sta facendo il giro del Paese, riguarda il pugno duro, usato domenica della scorsa settimana a Zermatt, rinomata stazione invernale del Canton Vallese, contro i 3 titolari di un ristorante, il Walliserkanne, che se ne facevano un baffo delle nome sul green pass. I tre no vax della buona tavola sono stati arrestati e, davanti al loro locale, sono stati piazzati dei blocchi di cemento, per impedirne l’ingresso.
Naturalmente le misure spicce, usate dalla polizia vallesano, hanno suscitato un vespaio di polemiche. Anche se la maggioranza dei residenti, come ha riferito il tabloid Blick, si sentono sollevati dall’agire degli agenti. “I proprietari del Walliserkanne - spiega un abitante di Z…
Paese che vai, no vax che trovi. In Svizzera ce ne sono tanti a manifestare, in piazza, contro l’obbligo del green pass e l’esclusione dai locali pubblici, dai cinema, dalle sale da concerti e dai musei di chi ne è sprovvisto. La notizia che, però, da giorni, sta facendo il giro del Paese, riguarda il pugno duro, usato domenica della scorsa settimana a Zermatt, rinomata stazione invernale del Canton Vallese, contro i 3 titolari di un ristorante, il Walliserkanne, che se ne facevano un baffo delle nome sul green pass. I tre no vax della buona tavola sono stati arrestati e, davanti al loro locale, sono stati piazzati dei blocchi di cemento, per impedirne l’ingresso.
Naturalmente le misure spicce, usate dalla polizia vallesano, hanno suscitato un vespaio di polemiche. Anche se la maggioranza dei residenti, come ha riferito il tabloid Blick, si sentono sollevati dall’agire degli agenti. “I proprietari del Walliserkanne - spiega un abitante di Zermatt - sono molto influenti, possiedono quote di diversi hotel e una palestra di roccia. Nessuno parla volentieri di loro".
Nel frattempo i tre ribelli del Walliserkanne sono stati rimessi in libertà e sono addivenuti a più miti consigli, annullando una manifestazione di protesta contro il loro arresto, organizzata nelle vie di Zermatt.
La stagione invernale è alle porte, la neve è arrivata, le prenotazioni fioccano, meglio adeguarsi che stare a guardare con tristezza quei blocchi di cemento davanti al loro locale, devono aver pensato. Il che ha suscitato l’ira dei no vax duri e puri, sulle reti sociali. “Gandhi - ha scritto un tale - ha continuato a resistere anche dalla prigione”. Il pensiero corrente è, tuttavia, che i ristoratori ribelli siano stati “ridotti al silenzio” da una sorta di Spectre, dominata da Bill Gates e George Soros, come sta vaneggiando l’esponente politico dell’ultradestra vallesana, Donald Moos.
Il tentativo di fregarsene delle norme anti-COVID sta, intanto, diventando moneta corrente, in diversi centri della Svizzera. A Ginevra, nei giorni scorsi, è stata smantellata un’organizzazione, guidata da un ufficiale della Protezione Civile, che ha venduto un centinaio di green pass falsi a banchieri, personaggi dello spettacolo e sportivi. Tutto questo mentre, regolarmente, le autorità sanitarie svizzere mettono in guardia sul tasso ancora relativamente basso di vaccinati, non avendo superato il 72%. Mentre in diversi Cantoni stanno aumentando esponenzialmente i casi e, in diversi ospedali, i ricoveri.