Vaticano, il monito di Francesco alla Polonia: "Il mondo ha bisogno di uomini dal cuore grande"
di Paolo Rodari , di Paolo RodariCITTà DEL VATICANO - Parole scelte con cura per indicare da che parte stare. Papa Francesco nei saluti finali dell'udienza generale del mercoledì si rivolge a fedeli polacchi e dice loro: "Oggi il mondo e la Polonia hanno bisogno di uomini dal cuore grande".
Alla vigilia della festa nazionale dell'indipendenza del Paese e mentre sul confine fra Bielorussia e Polonia migliaia di bielorussi sono respinti oltre il filo spinato, Francesco cita Giovanni Paolo II che durante un viaggio in patria a cavallo del nuovo millennio (era il 5 giugno 1999) disse: "Oggi il mondo e la Polonia hanno bisogno di uomini dal cuore grande, che servono con umiltà e amore, che benedicono e non maledicono, che conquistano la terra con la benedizione".
CITTà DEL VATICANO - Parole scelte con cura per indicare da che parte stare. Papa Francesco nei saluti finali dell'udienza generale del mercoledì si rivolge a fedeli polacchi e dice loro: "Oggi il mondo e la Polonia hanno bisogno di uomini dal cuore grande".
Alla vigilia della festa nazionale dell'indipendenza del Paese e mentre sul confine fra Bielorussia e Polonia migliaia di bielorussi sono respinti oltre il filo spinato, Francesco cita Giovanni Paolo II che durante un viaggio in patria a cavallo del nuovo millennio (era il 5 giugno 1999) disse: "Oggi il mondo e la Polonia hanno bisogno di uomini dal cuore grande, che servono con umiltà e amore, che benedicono e non maledicono, che conquistano la terra con la benedizione".
Francesco non solo fa capire che sono amore e accoglienza le parole d'ordine di un'Europa che sa ritrovare sé stessa, ma citando il Papa polacco toglie qualsiasi alibi ai tanti cattolici di quel Paese e di altri Paesi limitrofi che proprio parlando di Karol Wojtyla avallano politiche di chiusura e levate di mura. Non è da quella parte che stava Wojtyla, non è da quella parte che porta la sequela del Vangelo. Francesco ringrazia "il Signore per il dono della libertà", e invita a ricordare che, come diceva Giovanni Paolo II, "questa libertà deve essere gestita sulla base dell'amore di Dio, della patria e dei fratelli".
La "guerra ibrida" tra il regime di Lukashenko e Varsavia fa ostaggi che sono al centro dei pensieri del Papa il quale, non a caso, il prossimo dicembre si recherà a Cipro e Grecia, terre dell'ultimo muro europeo ancora in piedi (quello fra Cipro Nord e Cipro Sud) e delle spiagge dell'Egeo Settentrionale dove migliaia di migranti approdano cercando fortuna e vita. Il cuore del vescovo di Roma è sempre per loro, dal primo viaggio a Lampedusa nel luglio del 2013 ad oggi. La rotta dei suoi viaggi internazionali incrocia sempre quella dei migranti, vittime di guerre e dei cambiamenti climatici. Così le sue parole, come le ultime di oggi, al termine dell'udienza del mercoledì che ha avuto luogo in Vaticano.