Mosca invia i suoi parà in Bielorussia. Minsk: "Visto l'aumento dei militari al confine ci prepariamo con i nostri alleati"
MOSCA - La Russia invia paracadutisti in Bielorussia, nel pieno della tensione tra Minsk e l'Unione europea per la crisi dei migranti al confine. Il ministero della Difesa di Mosca ha spiegato che i parà giungeranno nel'ambito di esercitazioni militari comuni con la Bielorussia e saranno lanciati da Il-76 nella regione di Grodno, proprio al confine con la Polonia. La Difesa bielorussa ha sottolineato che l'esercitazione mira a testare la preparazione dei due alleati a rispondere rapidamente a minacce come quelle che si profilano "con l'aumento di attività militari vicino alla frontiera bielorussa".
MOSCA - La Russia invia paracadutisti in Bielorussia, nel pieno della tensione tra Minsk e l'Unione europea per la crisi dei migranti al confine. Il ministero della Difesa di Mosca ha spiegato che i parà giungeranno nel'ambito di esercitazioni militari comuni con la Bielorussia e saranno lanciati da Il-76 nella regione di Grodno, proprio al confine con la Polonia. La Difesa bielorussa ha sottolineato che l'esercitazione mira a testare la preparazione dei due alleati a rispondere rapidamente a minacce come quelle che si profilano "con l'aumento di attività militari vicino alla frontiera bielorussa".
Le esercitazioni - ha dettagliato ulteriormente Minsk - coinvolge aerei, elicotteri da combattimento e altre forze comprese forze speciali "in grado di contrastare formazioni armate illegali".
Già nei giorni scorsi Mosca aveva inviato in missione ricognitiva un paio di bombardieri con capacità nucleare in missione in Bielorussia. E l'ambasciatore russo all'Onu aveva spiegato ugualmente che si trattava di una risposta al massiccio aumento di presenza militare al di là della frontiera, in Polonia.
Varsavia ha inviato nell'area 15 mila uomini, una concentrazione definita da Minsk "senza precedenti". Russia e Bielorussia hanno un accordo di cooperazione militare strettissimo rinforzato anche di fronte a quella che il despota Aleksandr Lukashenko ha definito una "attività aggressiva" della Nato.